Da Leonardo a van Gogh: scoperte, ritrovamenti e bufale

Venerdì l’annuncio del ritrovamento di un ennesimo Leonardo (presunto), nei mesi scorsi la scoperta di un van Gogh rimasto per anni una soffitta norvegese, la storia delle nuove scoperte d’arte non s’è mai conclusa…

La scoperta del ritratto di Isabella D’este di Leonardo e la recente scoperta di un nuovo van Gogh, confermata dopo due anni di studi dagli esperti del Van Gogh Museum di Amsterdam; ci raccontano che proprio quando si pensa che tutto sia stato scoperto, è giunto il momento di ricredersi.

Sunset at Montmajour, 1888 [Vincent van Gogh (1853-1890), Private collection

Non che tutte le rivelazioni abbiano la stessa attendibilità, e volendo generosamente considerare tutti in buona fede, si può dire che talvolta è tanto grande il desiderio della “scoperta” che  gli abbagli sono in agguato. E quando c’è di mezzo Leonardo, del quale le opere pittoriche sopravvissute al tempo sono solo una quindicina, la lista dei presunti ritrovamenti è corposa.

La Bella Principessa

La Bella Principessa

 

Fece clamore, nel 2011, la scoperta di un Salvator Mundi negli Stati Uniti. Dipinto intorno al 1500, una figura di Cristo con un globo ed era sempre stato attribuito ad un allievo di Leonardo salvo poi essere autenticato quando gli esperti del Metropolitan Museum of Art di New York ritennero compatibili pennellate e qualità dei pigmenti. Il lav

oro una volta era di proprietà di re Carlo I d’Inghilterra, ora appartiene ad un consorzio americano di mercanti d’arte che lo hanno acquistato durante una vendita immobiliare. Nello stesso anno lo studioso Antonio Forcellino annunciò d’aver ritrovato un Michelangelo appeso al muro di una residenza gesuita presso l’Università di Oxford, si trattava di una Crocifissione con M

adonna, San Giovanni e due Angeli piangenti attribuita sino ad allora a Marcello Venusti. E, ancora nel 2011 ecco spuntare in un convento in Spagna un Caravaggio, un sant’Agostino nel quale la storica dell’arte Silvia Danesi Squarzina, massima esperta della Collezione

La Monna Lisa svizzera

La Monna Lisa svizzera

Giustiniani di Roma vi volle riconoscere il dipinto (scomparso nell’800) commissionato al Merisi dal marchese-collezionista Vincenzo Giustiniani. Sempre nello stesso anno ecco che nel ritratto di un uomo anziano, gli esperti vedono la

mano di Rembrandt. Datato al 1630, il dipinto era di proprietà di un anonimo privato, la prova inconfutabile della mano dell’artista olandese fu trovata sotto la vernice, nell’incompiuto autoritratto forse usato a modello.

In precedenza, nel 2009, ottenne grande attenzione l’apparizione in Canada del ritratto di profilo di una bellissima giovane. Il professore emerito di Storia dell’Arte presso l’Università di Oxford, Martin Kemp, lo battezzò “La Bella Principessa” e pare che il volto della donna sia quello di Bianca Sforza, figlia di Ludovico Sforza (1452-1508). Ad avvalorarne la paternità leonardesca fu la prova principe di ogni mistero, l’impronta digitale trovata su un angolo della stessa opera, altamente compatibile con altre conosciute dell’artista, in particolare sul San Girolamo della Pinacoteca Vaticana.

Salvator Mundi

Salvator Mundi

Arriviamo al settembre del 2012 per trovare l’esposizione pubblica in Svizzera di un’ipotetica Monna Lisa considerata come una versione precedente di mano leonardesca della più celebre sorella maggiore del Louvre. La cosa aveva sollevato nel mondo accademico innumerevoli perplessità e un florilegio di accuse alla

Mona Lisa Foundation. La Monna Lisa elvetica è una giovane donna con un sorriso misterioso come quella dell’anziana. Però è stata dipinta su tela (quella del Louvre è su tavola) ed i colori sono più vivaci. Secondo la Mona Lisa Foundation, il maestro del Rinascimento avrebbe creato questa Gioconda, già battezzata la Monna Lisa di Isleworth, dieci anni prima di quella esposta da tre secoli a Parigi.

Ma l’elenco dei ritrovamenti recentemente s’è molto allungata.

A giugno una dottoranda in storia dell’arte, la spagnola Maria del Mar Doval Trueba, afferma d’aver scovato un El Greco nella collezione di una famiglia di Toledo.
Intanto, un team di esperti ha scoperto che un piccolo dipinto acquistato per 30 sterline ad un’asta a Canterbury circa un decennio fa e conservato in un armadio per anni, è in realtà un originale ottocentesco di John Constable. Il suo valore di mercato è stimato in 250mila sterline (circa 300mila euro). E la corsa al ritrovamento continua. (a.d)

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