Costantino entra al Colosseo

Costantino 313 d.C., fino al 15 settembre a Roma, Colosseo

Dopo aver raccolto al Palazzo Reale di Milano successi di pubblico e critica, la mostra “Costantino 313 d.C.”, che celebra l’anniversario dell’Editto di Tolleranza del 313 d.C. si sposta in una location d’eccezione, il Colosseo. Con l’Editto, Costantino assieme all’imperatore d’Oriente Licinio pone termine alle persecuzioni religiose e proclama la neutralità dell’Impero nei confronti di qualsiasi fede. L’editto fu stilato a Milano, ci racconta la storia, arrivando qualche mese dopo – e questa è leggenda diventata storia – quell’apparizione della Croce, durante la battaglia di Ponte Milvio che chiarì definitivamente le idee al figlio di Sant’Elena su quale direzione avrebbe dovuto prendere il suo impero. E con l’Editto di Costantino accade qualcosa di straordinario, come se d’un tratto la storia avesse fatto un balzo avanti di millenni     : si afferma la libertà di culto poichè “non si debba vietare a chicchessia la libera facoltà di aderire, vuoi alla fede dei cristiani, vuoi a quella religione che ciascuno reputi la più adatta a se stesso » .

 

La mostra curata da Gemma Sena Chiesa e Paolo Biscottini, arriva al Colosseo arricchita da una sezione interamente dedicata a Roma, curata da Mariarosaria Barbera, soprintendente per i beni archeologici di Roma e protagonista di importanti scoperte legate proprio a Costantino.

 

Ad aprire il percorso è una galleria dei personaggi della famiglia, intrecciati tra loro da lotte, tradimenti e complotti di corte. La prima sezione è dedicata a Roma alla battaglia di Ponte Milvio, con i ritratti dei suoi protagonisti, Massenzio e Costantino. Segue un approfondimento sul Sessorium, la sede imperiale a Roma, in cui risiedeva la madre di Costantino, Elena. In anteprima vengono presentati anche gli straordinari gioielli d’oro, scoperti di recente in una tomba della basilica della via Ardeatina.

La parte centrale della mostra racconta la rivoluzione politica e religiosa scaturita dalla fine delle persecuzioni contro i cristiani, analizzando attraverso ritratti, monete e opere d’arte, anche le tre istituzioni che furono protagoniste dell’età di Costantino: l’esercito, la chiesa e la corte imperiale.
Raffinati manufatti di lusso, appartenuti all’élite dell’impero o destinati alle chiese, testimoniano la progressiva evoluzione del cristianesimo che, da culto lecito privato, acquisisce man mano una dimensione pubblica e ufficiale per divenire infine unica religione dell’Impero.

La mostra si chiude con una sezione dedicata ai monumenti costantiniani di Roma: le residenze, le terme, le basiliche, i mausolei con le loro straordinarie decorazioni alcuni dei quali ricostriti in computer grafica. Qui trova spazio anche la presentazione di un’altra scoperta inedita, effettuata nel 2005, sulla Via Laurentina: quarantanove monete coniate dalle zecche di Roma, Ostia e Aquileia, contenuto in una cassa lignea chiusa proprio nel 313 d.C. Accanto sono esposti i ritrovamenti effettuati in un ambiente adiacente al tesoretto, tra cui la statuina in bronzo di un Lare danzante. Per concludere, un’animazione in computer grafica mostra in anteprima assoluta le immagini ad alta definizione dell’Arco di Costantino.

Informazioni: www.coopculture.it  (g.m)

 

PER APPROFONDIRE:

 

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