Claudio Abbado, il “giardiniere” della cultura che il mondo ci invidiava

Claudio Abbado è quella parte d’Italia che per tutta la vita ha costruito bellezza

81 anni, il più prestigioso direttore d’orchestra italiano, forse del mondo, è morto  questa mattina a Bologna. Minato da un cancro che a lungo lo ha costretto a vivere con mezzo stomaco, era stato nominato ad agosto del 2013 Senatore a vita da Giorgio Napolitano. All’atto dell’accettazione dell’incarico aveva dato una risposta dalla quale traspariva la preoccupazione per il proprio stato di salute

Nato nel 1933 a Milano, da una famiglia borghese e ricchissima di stimoli culturali, dopo il diploma al conservatorio meneghino e i vari corsi di perfezionamento, nel 1968 è già direttore musicale della Scala. Ha 35 anni. Terrà la direzione sino al 1986, quindi diventa direttore musicale della Staatsoper, a Vienna, e prende il podio che fu di Karajan alla Berliner Philarmoniker. Dirige poi l’orchestra del Festival di Lucerna dove i più grand solisti internazionali si mettono in coda per suonare con lui. E intanto fonda orchestre giovanili, le lancia e lascia che crescano perché, diceva “sono solo un giardiniere“, l’ultima sua creatura, l’Orchestra Mozart di Bologna, che ha sospeso dal’ 11 gennaio le attività per mancanza di fondi. Un sogno che si è spento per un uomo che si è lungamente, e da sempre, battuto per la cultura. Scriveva Roberto Saviano sull’Espresso in un appello per salvare la Mozart: “Eppure, a costo di rinunciare a ciò che per noi è importante, la Mozart va salvata. Va salvata perché è un dono che Claudio Abbado ci ha fatto. Va salvata perché non è necessario aver fatto una passeggiata in silenzio con Claudio Abbado per conoscere i suoi meriti. Claudio Abbado è uno di quegli italiani che il mondo conosce e apprezza. Claudio Abbado è Mozart. È Mahler. È Ravel. Claudio Abbado è Schubert. Claudio Abbado è arte. Ma non un’arte solitaria, non un’arte che si fa in stanza e poi si appende o si legge. Claudio Abbado è un’arte che si fa insieme e che esiste se si ascolta, insieme. Claudio Abbado è un uomo solitario, ma un uomo solitario che non può fare a meno delle persone. Claudio Abbado è quella parte d’Italia che per tutta la vita ha costruito bellezza. Claudio Abbado in questa bellezza ci ha fatto entrare il diritto perché sa che il diritto è ciò da cui tutto parte. Claudio Abbado è amore, amore per gli esseri umani. Claudio Abbado è imperativo per il lavoro. È sacrificio per la musica. Claudio Abbado è un esempio per questa Italia che vuole crescere, che non ce la fa più a pensarsi come una nave alla deriva. Perché è anche dei piccoli fari come l’Orchestra Mozart che l’Italia ha bisogno per potersi risollevare“.

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