Bros, “Padiglione Natura”. A Milano la nuova opera del writer

Bros realizza a Milano il suo “Padiglione natura”, l’inaugurazione martedì 23 aprile in via Pinturicchio 4

Un edificio nato minimo e triste, sede degli alloggi per gli operai di un cantiere, quello in Via Pinturicchio, a Milano, al civico 4. Un cubo di cemento dalle pareti lisce e grigiastre oggi trasformato in un carosello di linee e colori da Bros. Il writer milanese indissolubilmente legato alla sua città. E dire che fino a qualche anno fa i suoi interventi sui muri del capoluogo non erano proprio ben visti e quando la situazione diventò particolarmente tesa coi vertici del Comune ci pensò Vittorio Sgarbi a difenderlo, gli affibbiò l’etichetta di novello Giotto, e se la cosa non gli risparmiò le carte bollate, ad assolverlo – oltre al tribunale – ci ha pensato la storia. Già, Bros, al secolo Daniele Nicolosi, classe 1981, come tutti i suoi migliori colleghi del mondo, il lauro d’artista se lo è meritato sul campo, e nei musei, e in una ricerca d’arte che lo ha portato ben lontano.

Ma torniamo al presente. E il presente è quella facciata di 400 metri quadrati realizzata a smalto in via Pinturicchio; un inseguirsi di linee in colori contrastanti a ricostruire la silhouette di un paesaggio, secondo una tecnica che rimanda alle riflessioni sulle teorie del colore di Goethe, Schopenhauer e degli impressionisti. E ispirandosi alle strutture che ospiteranno, in occasione di Expo 2015, le mostre dei Paesi aderenti, Bros ha battezzato l’edificio Padiglione Natura. E spiega: “Padiglione Natura è uno spazio espositivo che indaga sull’importanza del paesaggio all’interno dei contesti urbani nel territorio italiano, in particolare nella città di Milano, sede della prossima Esposizione Internazionale”. Ma al contrario dei padiglioni nazionali dell’Expò, questo padiglione non ha alcun contenuto; l’accesso è vietato, sono le facciate quelle che contano; l’interferenza  col paesaggio urbano, con le trasformazioni intorno che plasmano in continuazione il volto della città, valorizzando un’idea di città-vetrina a scapito di una dimensione più umana. “E’ li davanti – afferma Bros – che il pubblico dovrebbe capire l’inutilità di un fabbricato, solo forma, senza alcun contenuto”.

La ricerca di Bros sul paesaggio arriva dagli anni passati. Nel 2010 con il fotografo Cosimo Filippini, percorre un viaggio di 10.000 chilometri alla scoperta del territorio e della natura incontaminata del nostro Paese. Al ritorno, hanno iniziato a lavorare sul tema con “azioni artistiche”, come l’intervento nel 2011 sulla facciata della nuova sede de Il Sole 24 Ore progettata da Renzo Piano, o gli interventi sui furgoni che circolano nella città di Milano portando un immagine di paesaggio. E poi “Andrea”, intervento permanente sulla fontana/lucernaio del MACRO di Roma curato da Bartolomeo Pietromarchi, e – tra gli altri – “Caos Laico” un intervento sui puntellamenti di un edificio nel Centro storico de L’Aquila.

(a.d)

 

 

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