Biennale Italia-Cina, l’arte contemporanea cinese alla Reggia di Monza

Nella suggestiva cornice della Reggia di Monza, la Biennale Italia-Cina fonde Oriente e Occidente, tra installazioni, opere figurative e innovazione.

Descritta come “il più grande ed importante evento dell’arte contemporanea realizzato tra i due Paesi”, la mostra si presenta tra quelle di maggior rilievo di questa stagione artistica della Biennale di Milano. La Reggia di Monza, ospita l’evento che è suddiviso in quattro padiglioni espositivi (tre interni ed uno esterno), dove si possono osservare una moltitudine di linguaggi talvolta nella stessa opera. E’ il caso di Sun Jiaxin. L’artista cinese con “Skin change” (2009) presenta l’interessante esperimento di fusione tra scultura e pittura mediante la rappresentazione di un drago (da sempre simbolo della Cina) il cui corpo è costituito da indumenti intimi femminili che culmina con un’enorme testa dipinta su tela, a rappresentare in maniera forte l’emancipazione della donna nella Cina moderna. Ed ancora Yao Lu con la sua opera “Green Cliffhanger , Angling on Low Island” (2009), una fotomanipolazione digitale di un caratteristico paesaggio cinese, nella quale l’autore enfatizza l’intensità del verde delle colline in contrasto col pallido biancore della nebbia che circonda le montagne della Cina.

Yang Na, invece, presenta il suo stile “Animamix Art” – una tecnica pittorica mista dal sapore fumettistico – con l’opera “Lovers” : i lineamenti dei soggetti sono esasperati sino alla caricatura, immersi in una forte atmosfera dark , dalle tinte scure ed espressioni malinconiche, che ricordano un più occidentale Tim Burton.

Tra gli artisti italiani spiccano le opere di Enzo Fiore che mostra la sua “Appropriazione della Vergine delle rocce” (2011) una reinterpretazione del celebre dipinto di Leonardo Da Vinci, in cui la natura ha il sopravvento sui soggetti. L’iconologia classica viene rivisitata in una creativa unione di elementi organici come terriccio, legnetti e l’applicazione di diverse varietà di insetti.

Anche Fabrizio Plessi segue il tema naturalistico con la sua installazione “Lava” (2006), un’ opera costituita da blocchi di pietra lavica disposti in maniera verticale nei quali si aprono diversi fori. Lo spettatore più curioso può avvicinarsi e spiare scoprendo la proiezione video del magma incandescente di un vulcano, che dimostra la forza della natura.

La rassegna proseguirà fino al 16 dicembre 2012, dando accesso ad uno spaccato di 120 opere e ad eventi collaterali sul tema Italia – Cina.

Per approfondimenti:

www.biennaleitaliacina.com/index

 

(Giulia Ghandour)

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