Biennale di Venezia. Non chiamatele mostre collaterali

Con 47 mostre, il programma “collaterale” ufficiale della 55ma Biennale d’arte di Venezia (1 giugno – 24 novembre 2013) è protagonista assieme a una miriade di eventi extra

55ma Biennale: i grandi si mettono in mostra. Dalla Fondazione Prada con il rifacimento della leggendaria “Live in Your Head. When Attitudes Become Form” ripresa da Germano

Fondazione Prada

Celant , alla Collezione Guggenheim che svelerà tutta la raccolta Schulhof, recente acquisizione che conta 80 capolavori di artisti italiani, europei e americani del secondo dopoguerra. E ancora dalle undici “pillole di contemporaneo” proposte dai musei  della Fondazione dei musei civici per arrivare alle due mostre della Fondazione Pinault: Prima Materia a Punta della Dogana un dialogo tra movimenti storici – come il Mono-Ha e l’Arte Povera – e monografici, con i lavori di Llyn Foulkes, Mark Grotjahn e Marlene Dumas e le installazioni di Diana Thater, Ryan Trecartin & Lizzie Fitch,  sino a nuove opere commissionate appositamente per la sede espositiva, realizzate da Loris Gréaud, Philippe Parreno, Theaster Gates. E poi la personale di Rudolf Stingel, a Palazzo Grassi.  Tra le imperdibili? La mostra personale delle nuove opere di Ai Weiwei realizzata da Lisson Gallery e Zuecca Project Space; l’unica personale dell’artista-dissidente cinese in questo 2013. Da non tralasciare quelle mostre che propongono nomi meno noti al grande pubblico, ma che per temi promettono elementi di grande attrattiva,  come il viaggio onirico nel capolavoro di Lewis Carrol, Alice nel Paese delle Meraviglie che Hyung-Min Chung, direttore del Museo Nazionale di Arte Contemporanea della Corea, propone allo spazio Light Box, titolo: Who is Alice?

 

Ci saranno mostre dai temi importanti, come Emergency Pavilion: Rebuilding Utopia, organizzata dal Museo de Arte Contemporaneo de Santiago de Chile al teatro Fondamenta Nuove. E’ incentrata su quelle pratiche artistiche che pongono l’accento sul cambiamento, sulla riorganizzazione della realtà, sull’immaginare un universo migliore (seguiranno approfondimenti).

Myoung ho Lee, mostra Who is Alice?

L’intima sovversione, questa è la strada per il cambiamento, suggerisce lo spagnolo Ángel Marcos nella mostra organizzata al Museo de Arte Contemporáneo de Castilla y León. Se non cambiamo direzione, è probabile che finiremo esattamente dove siamo diretti” dice un proverbio cinese. Che cosa possiamo fare? “Questa domanda è il corpo fondamentale del progetto, ma è necessario compiere una sintesi: probabilmente le azioni che possiamo portare a termine per instaurare una civiltà sostenibile devono essere collegate ai nostri sentimenti e pensieri più intimi, le aree del pensiero creativo e affettivo cariche di energia e di difficile distruzione. Sappiamo, invece, quanto le aree che riguardano i beni materiali siano deboli, così come lo sono gli stati d’animo che dipendono dal consumo. Non ci resta quindi che provare con gli affetti, anche perché non ci resta altro che L’intima sovversione”.

E ci saranno mostre che semplicemente propongono al visitatore uno sguardo sulla passione d’arte, che talvolta è passione del collezionista, come Imago Mundi, che alla Collezione Querini Stampalia presenta la collezione dei piccoli quadri (tutti 10×12 centimetri) che Luciano Benetton ha raccolto in ogni parte del mondo. Una sorta d’inventario aperto in grado di contribuire a dimostrare come siano mutevoli i modi in cui il mondo viene visto, interrogato e rappresentato dagli artisti. Promette intense suggestioni l’installazione che John Pawson realizza nella Basilica di San Giorgio Maggiore per la Fondazione Swarovski. Perspectives è la  combinazione tra un menisco di cristallo concavo Swarovski e un emisfero riflettente e più grande che porta nuova luce all’interno della famosa basilica palladiana.

 

Volete grandi nomi? Non cercateli qui, ma con loro vogliamo chiudere questa breve, e parziale raasegna degli eventi collaterali della Biennale. Loro, gli artisti autodidatti, ignorati e sconosciuti  del Museum of Everything. Il primo museo itinerante del mondo per autentici outisider  dal 2009 a oggi ha accolto più di 500.000 visitatori in Inghilterra, Francia, Italia, Turchia e Russia. Collabora con scrittori, pensatori, curatori e artisti e lo troverete alla Serra dei Giardini (Viale Giuseppe Garibaldi, Castello 1254). (a.d)

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