“Amici” in diretta dalla Valle dei Re

Riscoperta una cantante egizia della XXII dinastia

Una delle più importanti scoperte archeologiche avvenute in Egitto nel nuovo millennio. Ne sono certi gli studiosi dell’università di Basilea impegnati nella Valle dei Re, dove si trova la celebre necropoli sulla riva occidentale del Nilo.

Nel luogo in cui trovarono riposo eterno faraoni ed aristocratici durante il Nuovo Regno (1550 – 1075 a.C.), questa volta l’attenzione è tutta per una donna: a circa otto metri di profondità è stata rinvenuta una tomba intatta, sigillata con enormi pietre, e contrassegnata dagli archeologi svizzeri con la sigla KV 64. A prima vista è sembrata una sepoltura come le altre, ma in realtà celava una storia tutta da raccontare.

Questa piccola camera mortuaria custodiva un sarcofago intatto, scolpito in legno di sicomoro (un grande albero africano che costituiva il principale rifornimento di legno per i sarcofagi egizi) e decorato con numerosi geroglifici di colore giallo.

« Dopo aver tradotto l’iscrizione – racconta l’archeologa Susanne Bickel –siamo rimasti senza parole. La tomba apparteneva a Nehemes-Bastet, una donna di classe agiata che aveva la qualifica di “Cantante di Amon”, vissuta intorno alla metà del IX secolo a.C., all’epoca della XXII dinastia. Uno status assolutamente rispettabile, visto che, insieme ad altre signore del tempo, le era stato concesso l’onore di intonare canti durante le celebrazioni di una delle principali divinità egizie.

All’interno della tomba abbiamo anche rinvenuto una piccola stele di legno recante un’immagine della cantante di fronte ad Amon, il suo dio!» .

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Questa stele, così come il sarcofago, è non è contemporanea alla costruzione della camera sepolcrale, che era stata allestita circa cinquecento anni prima per l’entourage dei faraoni. È quindi molto probabile che si tratti di uno dei tanti casi di riutilizzo di tombe occupate in precedenza da un altro defunto, saccheggiate dai predoni già in antico, e riutilizzate in epoche successive.

All’interno del sarcofago gli archeologi hanno trovato frammenti di vasellame, pezzetti di legno e parti della mummia della cantante.

Ma l’aspetto veramente importante è che questa scoperta sottolinea, senza ombra di dubbio, l’esistenza di una sorta di par condicio tra uomini e donne al tempo dei faraoni.

Alle donne la legge egizia concedeva di possedere dei beni, condurre affari, sposarsi e anche avviare procedure di divorzio.

Nonostante i ruoli più elevati all’interno del tempio fossero riservati ai sacerdoti, durante le cerimonie religiose, le donne svolgevano comunque un ruolo ben retribuito e tenuto in alta considerazione. E il fatto che alla cantante Nehemes-Bastet sia stato concesso il riposo nella Valle dei Re ne un’ulteriore riprova.(m.t.)

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