A Laure Prouvost il Turner Prize 2013

Laure Prouvost, 35 anni, francese, è la vincitrice Turner Prize per la sua video installazione Wantee, omaggio a un nonno fittizio ispirato a Kurt Schwitters

Esposta alla Tate Britain quest’anno, l’opera che è valso a Laure Prouvost il riconoscimento più prestigioso per i giovani artisti era stata commissionata per esplorare la duratura eredità trasmessa dall’artista tedesco. Wantee era il soprannome usato da Schwitters per la sua compagna, che amava offrirgli spesso un thè (“want tea“).

La giuria, presieduta dalla direttrice della Tate Britain Penelope Curtis, ha giudicato l’opera della francese “inaspettatamente commovente“, elogiando la “complessa e coraggiosa combinazione di immagini e oggetti in un contesto profondamente coinvolgente“.

L’artista ha guadagnato una certa fama per installazioni video dai ritmi talvolta frenetici dove lo spettatore viene costantemente provocato, ad esempio dagli errori grammaticali. Il premio a Prouvost giunge comunque alquanto inatteso, concorrenti come il gallese David Shrigley e l’anglo-indiano Tino Sehgal (Leone d’oro alla Biennale 2013), sembravano i candidati perfetti, o anche la pittrice Linette Yiadom-Boakye, la prima donna nera ad essere selezionata per il prestigioso premio.  Della sua opera (quella che la giuria ha decretato come miglior opera dell’anno esposta sul suolo britannico) Provoust detto alla BBC: “È una conversazione sull’idea di realtà e finzione e cosa sia vero o no e dove i due punti si uniscono. Mi piace che tutti possano creare la propria interpretazione di ciò che vedono. Tutti creano la propria storia, anche in un quadro astratto. Tutto cambia, poi, con il passare del tempo”.

Laure Prouvost (1978, Croix-Lille, Francia; vive e lavora a Londra) si è diplomata presso la Central Saint Martins nel 2002 e ha partecipato a esposizioni collettive presso Tate Britain, ICA, Serpentine e BFI.

Nel 2011 ha vinto la quarta edizione del Max Mara Art Prize for Women, in collaborazione con Whitechapel Gallery, premio biennale che promuove e sostiene artiste che lavorano nel Regno Unito, offrendo alle vincitrici l’opportunità di sviluppare il proprio potenziale producendo nuove opere artistiche durante una residenza di sei mesi in Italia. Il progetto Farfromwords di Prouvost è stato presentato alla Whitechapel Gallery e in seguito alla Collezione Maramotti di Reggio Emilia, da maggio a novembre 2013.

 

 

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