Venezia 2013 svelati i film in programma

Si parla di Venezia. Oggi a Roma la presentazione 2013 della rassegna. Ecco i film in concorso e fuori concorso

Presentata oggi a Roma la mostra del cinema di Venezia 2013. Presenti le massime autorità del settore. Questo il discorso del direttore della rassegna, Alberto Barbera.

“Sostengono alcuni che “la storia corre, il cinema cammina, i festival segnano il passo”. La sintesi, crudele, riassume una certa insofferenza diffusa nei confronti del cinema contemporaneo e di quelli che, fino a poco tempo, erano giudicati appuntamenti  irrinunciabili per promuovere i nuovi film e fare la conoscenza dei nuovi autori. Ci sono sfumature maggiori nell’annotazione di Paul Schrader, secondo il quale  “è un mondo che cambia. I festival sono nello stesso tempo più e meno potenti di un tempo. Lo sono di più, perché si presentano come i nuovi curatori di musei e gallerie. Di meno, perché i nuovi canali di distribuzione diretta indeboliscono l’esclusività della partecipazione festivaliera”. Chi non si fa troppi problemi è invece il pubblico, presenza fedele e costante in migliaia di festival grandi e piccoli che continuano a sbocciare qui e là, spesso rimpiazzando eventi giunti a conclusione del proprio ciclo vitale.

C’è una punta di orgoglio, invece, nel dire che questa edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica fornisce – se non delle risposte – almeno qualche indicazione sul perché i festival siano ancora necessari e di come possano adeguarsi alla mutata situazione in cui si trovano ad operare. Nel compilare la playlist dei titoli proposti quest’anno, si è cercato di tener conto della crescente frammentazione e schizofrenia che sembra caratterizzare l’universo delle immagini in movimento, sempre più contrapposte per modalità produttive, incoerenza dei modelli spettacolari di riferimento, esplorazioni delle nuove potenzialità offerte dalle tecnologie digitali, aperte alla sperimentazione delle inedite piattaforme distributive e promozionali. Ma anche segnate dalle complicazioni economiche, dalla riduzione di risorse finanziare che un tempo sembravano pressoché illimitate, dalle inedite strategie di promozione e dalle difficoltà di ‘bucare’ l’opaca resistenza del mondo della comunicazione.

Le quattro sezioni in cui si articola il festival – Concorso, Fuori Concorso, Orizzonti e Venezia Classici – propongono un’istantanea della situazione del cinema contemporaneo, volutamente stratificata e non omogenea.

Ci sono gli autori affermati dai quali non sarebbe né giusto né logico prescindere, in quanto rappresentano la ragione della nostra passione per il cinema e la certezza della sua continuità.

Ci sono gli esordienti e i registi in cerca di quella auspicata consacrazione, cui il festival può contribuire, in maniera talvolta decisiva, grazie al prestigio e all’autorevolezza della sua selezione.

Ci sono i cosiddetti film di genere, nei confronti dei quali non esiste alcuna forma di prevenzione, ma che non sempre è facile collocare all’interno del palinsesto di un grande festival.

Ci sono i documentari, che acquistano progressivamente maggior peso nella programmazione veneziana, al punto che ben due figurano nel Concorso di Venezia 70. Una “prima volta”, che prende atto non soltanto della qualità di queste opere ma del progressivo sconfinamento operato nel cinema moderno fra il cosiddetto cinema di finzione e quello di documentazione, nel segno di una riconosciuta identità facente capo a comuni processi di creazione. Segno, tra l’altro, di un arricchimento estetico e  linguistico di cui tutti sembrano giovarsi.

Ci sono i film restaurati e i documentari sul cinema  che segnalano il peso crescente dell’investimento (in tutti i sensi: culturale, estetico, emotivo, distributivo) sul patrimonio immenso rappresentato dal’eredità del cinema del passato, che torna in circolazione per  alimentare la conoscenza dei giovani spettatori, favorire la vocazione di nuovi registi e accrescerne il bagaglio formativo con riferimenti culturali e linguistici dai quali sarebbe deleterio prescindere.

Ci sono i cortometraggi, palestra preziosa degli autori di domani, ai quali da sempre la Mostra conferisce medesima dignità artistica dei feature film, non confinandoli in una “riserva” ma inserendoli a pieno titoli nel programma della sezione Orizzonti.

C’è, ancora, il Mercato del Film, che si presenta rafforzato e accresciuto nei servizi e negli spazi messi a disposizione degli operatori commerciali, dopo la lusinghiera accoglienza riservata alla sua prima edizione lo scorso anno.

C’è, infine, la conferma della Sala Web, dopo la sperimentazione avviata lo scorso anno, che offre alla platea virtuale del web la possibilità di vedere in streaming i film della sezione Orizzonti in contemporanea con la presentazione ufficiale al Lido.

Non mancano tuttavia le novità. La prima è rappresentata dai tre lungometraggi realizzati nell’ambito di Biennale College Cinema, il progetto di sostegno, sviluppo e finanziamento di opere prime lanciato lo scorso anno, che vede concludersi in maniera concreta e positiva la sua edizione inaugurale, in attesa di conoscere i nomi dei dodici autori selezionati per la seconda edizione il cui annuncio verrà dato nel corso della Mostra stessa.

La seconda è il progetto speciale Final Cut in Venice, che si propone di sostenere economicamente la post-produzione di quattro film africani appositamente selezionati nel corso di un workshop che si terrà nell’ambito del Mercato del Film e destinato a un pubblico di produttori, buyers, distributori e programmatori di festival internazionali, per favorire possibili partnership di coproduzione e  accesso al mercato distributivo.

La Mostra taglia, per la prima volta nella storia della Settima Arte, il traguardo della settantesima edizione. L’anniversario sarà celebrato in modo originale, grazie al contributo di settanta autori da tutto il mondo che hanno accolto il nostro invito a realizzare un micro-film di durata compresa fra i 60 e i 90 secondi. Oltre che liberamente consultabili in streaming sull’apposito sito realizzato dalla Biennale di Venezia, insieme con quaranta frammenti di cinegiornali storici selezionati e restaurati dall’Archivio Storico dell’Istituto Luce, saranno tutti proiettati al festival.

Il passato e il futuro del cinema si danno così idealmente la mano, in un’edizione della Mostra che guarda in avanti, con la certezza che la sua funzione è tutt’altro che esaurita.

FILM IN CONCORSO

ALLOUACHE Merzak – The Rooftops (Algeria/Francia)

AMELIO Gianni – L’intrepido (Italia)

AVRANAS Alexandros – Miss Violence (Grecia)

CURRAN John – Tracks (Australia/Inghilterra)

DANTE Emma – Via Castellana Bandiera (Italia)

DOLAN Xavier – Tom à la ferme (Canada)

FRANCO James – Child of God (Usa)

FREARS Stephen – Philomena (Inghilterra)

GARREL Philippe – La jalousie (Francia)

GILLIAM Terry – The Zero Theorem (Inghilterra/Usa)

GITAI Amos – Ana Arabia (Israele/Francia)

GLAZER Jonathan – Under the Skin (Inghilterra/Usa)

GORDON GREEN David – Joe (Usa)

GRöNING Philip – The Police Officer’s Wife (Germania)

LANDESMAN Peter – Parkland (Usa)

MIYAZAKI Hayao – The Wind Rises (Giappone)

MORRIS Errol – The Unknown Known (Usa) [d]

REICHARDT Kelly – Night Moves (Usa)

ROSI Gianfranco – Sacro GRA (Italia) [d]

TSAI Ming-liang – Stray Dogs (Taiwan)

 

FUORI CONCORSO

Shinki ARAMAKI – Space Pirate Captain Harlock (Giappone)

Alfonso CUARÓN – Gravity (Usa) [Film d’apertura]

Salvo CUCCIA – Summer ‘82 When Zappa Came to Sicily (Italia) [d]

Anna EBORN – Pine Ridge (Danimarca) [d]

Alex GIBNEY – The Armstrong Lie (Usa) [d]

Miguel GOMES – Redemption (Portogallo) [c]

Kitty GREEN – Ukraine is not a brothel [d]

Ki-duk KIM – Moebius (Corea del nord)

Steven KNIGHT – Locke (Inghilterra)

Sang-il LEE – Unforgiven (Giappone)

Greg MCLEAN – Wolf Creek 2 (Australia)

Costanza QUATRIGLIO – Con il fiato sospeso (Italia) [c]

Thierry RAGOBERT – Amazonia (Francia/Brasile) [d] [Film di chiusura]

Edgar REITZ – Home from home – Chronicle of a vision (Germania)

Paul RUDISH, Aarom SPRINGER, Clay MORROW – O Sole Minnie (Gondola) (Usa) [c]

Paul SCHRADER – The Canyons (Usa)

Ettore SCOLA – Che strano chiamarsi Federico – Scola Racconta Fellini (Italia) [d]

Mario SESTI, Teho TEARDO – La voce di Berlinguer (Italia) [c]

Andrzej WAJDA, Ewa BRODZKA – Walesa. Man of hope (Polonia)

Bing WANG – Feng Ai (’Tim madness do us part) (Hong Konh/Cina/Francia/Giappone) [d]

Frederick WISEMAN – At Berkeley (Usa) [d]

 

ORIZZONTI

Valeria ALLIEVI – Quello che resta (Italia) [c] [d]

Serik APRYMOV – Little Brother (Kazakhistan)

Enrico Maria ARTALE – Il terzo tempo (Italia)

Agnès B. – Je m’appelle Hmmm… (Francia)

Riccardo BERNASCONI, Francesca REVERDITO – Death for a unicorn (Svizzera) [c]

Shubhashish BHUTIANI – Kush (India) [c]

Cécile BICLER – Toutes les belles choses (Francia) [c]

Giorgio BOSISIO – Un Pensiero Kalašnikov (Italia/Inghilterra) [c]

Robin CAMPILLO – Eastern Boys (Francia)

Gia COPPOLA – Palo Alto (Usa)

Amiel COURTIN-WILSON, Michael CODY – Ruin (Australia)

Jonas CUARÓN – Aningaaq (Usa) [c]

Ignacio GATICA – Blanco (Argentina) [c]

Michael HAUSSMAN – The Audition (Italia) [c]

Shahram MOKRI – Fish & Cat (Iran)

Lukas MOODYSSON – We are the best! (Svezia/Danimarca)

Rick OSTERMANN – Wolfschildren (Germania)

Bülent ÖZTÜRK – Houses with small windows (Belgio) [c]

David PABLOS – La vida después (Messico)

Santiago PALAVECINO – Algunas chicas (Argentina)

Andrea PALLAORO – Medeas (Usa/Italia)

Uberto PASOLINI – Still Life (Inghilterra)

Manel RAGA – La gallina (Spagna) [c]

Alessandro ROSSETTO – Piccola patria (Italia)

Andrea SEGRE – La prima neve (Italia)

Shalin SIRKAR – Minesh (Sud Africa/Germania/Danimarca) [c]

Sion SONO – Why don’t you play in hell? (Giappone)

Xiaowei WANG – Stagnant water (Cina) [c]

Ti WEST – The Sacrament (Usa)

Leo WOODHEAD – Cold snap (Nuova Zelanda) [c]

Lendita ZEQIRAJ – Ballkoni (Kosovo) [c]

Ma di Venezia ne parleremo ancora e tanto. Come consuetudine Daring seguirà con immagini e commenti tutto il festival, il più importante d’Italia.

(r.v.)

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