Roberto Benigni e la Costituzione

“La più bella del Mondo”, in due ore di spettacolo Roberto Benigni prova a farci innamorare o re-innamorare della Costituzione italiana. Appuntamento lunedì 17 dicembre, in diretta su Rai Uno alle 21.10 dal Teatro 5 di Cinecittà in HD

Benvenuti in Italia, il Paese senza gli italiani, ma con 66 milioni di milanesi, romani, napoletani, siciliani, torinesi, lucani…. Il Paese dove non esistono cittadini ma pensionati, giovani, disoccupati, imprenditori, professionisti, insegnanti,… dove i politici conoscono un “noi” e un “loro”, e quasi temono di parlare di Nazione a meno che a farlo non siano i “celti” dell’immaginaria Padania; il Paese dove o stai da una parte o dall’altra e se stai dalla parte che non è la mia sei certo un “c…ne” (Berlusconi docet, anno domini 2006). Benvenuti nell’Italia dei 66 milioni di espressioni individuali e una bandiera sola: quella della squadra di calcio. Andiamo oltre? Meglio no, ma tanto serviva a rimarcare come nella lunga lista delle cose di cui abbiamo un terribile bisogno, ci sia il senso dell’unità. Quello che non abbiamo mai avuto ma che, dopo 20 anni di fascismo e una guerra mondiale, tenne assieme gli uomini e le donne che scrissero la Costituzione.

Il Capo dello Stato, Enrico De Nicola, firma la Costituzione italiana. 22 dicembre 1947

In questo particolare momento storico – dice Benignici stiamo tutti un po’ perdendo, bisogna riscoprire chi ci ha indicato e illuminato la strada con delle regole semplici”. E così dopo Tutto Dante, e dopo l’esegesi dell’Inno di Mameli sul palco del Festival di Sanremo del 2010 (uno dei momenti più seguiti della storia della televisione degli ultimi anni), l’attore toscano torna a ripercorrere, a modo suo, i fondamentali della nostra identità: “L’ho riletta – spiega Roberto Benigni – ed è straordinaria: la più bella del mondo, la nostra Costituzione”.  Sotto la lente di Benigni i primi dodici articoli della Carta Costituzionale, i principi fondamentali.

Circondato da un pubblico composto da molti giovanissimi, l’attore, riscalderà gli animi con la satira poi,  dipanandosi lungo la storia della grandezza dell’Italia seguirà il racconto, e l’analisi delle fasi che hanno caratterizzato la nascita del nostro ordinamento, “l’opera più ispirata nata dalle menti dei padri fondatori della Patria”. “La Costituzione ancora respira, è come la cupola del Brunelleschi: sono così belle e tuttora vivono. – dice – E se penso a quanti Stati hanno fatto propri questi stessi principi ho già il batticuore”.

Prodotto dalla Melampo Cinematografica, lo spettacolo è organizzato da Lucio Presta con la produzione esecutiva di Arcobaleno Tre. Alla regia Stefano Vicario; Massimo Pascucci è il direttore della fotografia. La scenografia, allestita con circa 100 metri cubi di legno nel mitico Teatro 5 di Cinecittà, che torna a vivere dopo l’incendio dei mesi scorsi, è di Gaetano e Chiara Castelli, la realizzazione scenografica è di Cinecittà Studios. (g.m)

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