Intervista a TrainDogs: Fabio Palombo e il taccuino di un pendolare un po’ speciale

TrainDogs è Fabio Palombo. Fabio Palombo è TrainDogs. Di cosa stiamo parlando? Leggete qui…

Cos’è TrainDogs, nessuno meglio del suo creatore può spiegarlo e prendiamo in prestito proprio le sue parole:

“Storie di uomini e di donne. Di quello che sono e di quello che non sono. Undici righe meno qualcosa. Ogni giorno su facebook, dalle 9.30.”

TrainDogs non sono altro che semplici storie (Come se le storie potessero davvero essere semplici). Storie raccontate in pochissimo spazio, ma uno spazio sufficiente per esprimere mille e una emozioni. TrainDogs è un appuntamento che tutti gli appassionati non perdono neanche una volta. TrainDogs sono racconti in cui immedesimarsi, racconti in cui leggere la propria vita, racconti che prendono forma su un treno verso Milano, un treno che ogni mattina parla con accenti diverse, un treno che vede gambe diverse percorrere strade, un treno che conosce a memoria le quattro stagioni ma che non si stanca mai di conoscere le persone e di osservarle sfacciatamente o meno e raccontarle.

TrainDogs è un’idea di Fabio Palombo, ligure, ma cittadino del mondo – grazie alle sue storie – e cittadino onorario di Facebook a quanto pare, luogo privilegiato dove poter entrare nel suo mondo, anzi, in quello di TrainDogs. Volete saperne di più? Leggete ogni giorno TrainDogs sulla pagina ufficiale di Facebook e non resterete delusi. Ecco anche il sito ufficiale

– TrainDogs: com’è nato e perché proprio il treno?

Io sono un pendolare. E prendo il treno tutti i giorni. Insieme a tanti come me. Un giorno mi è venuta voglia di raccontare le loro storie. Vere o immaginate, cosa cambia? Storie di uomini e di donne. Di quello che sono e di quello che non sono. E di quello che avrebbero voluto essere. Ogni giorno, su facebook, dalle 9.30. E ogni giorno succede qualcosa che per me, dopo quasi due anni e mezzo, è ancora un miracolo. Arrivano. Leggono. Si riconoscono nelle storie che racconto, commentano, e a loro volta raccontano storie personali. In una parola sola, si esprimono. In un mondo dove non tutti hanno gli spazi per farlo. Vengono da dovunque, fanno qualunque cosa. Molti di loro si sono conosciuti su Traindogs e, grazie a Traindogs, sono diventati amici. Per me è la cosa più bella di questo viaggio. Un viaggio che è partito il 13 aprile 2010 e oggi è arrivato al numero 375.

– TrainDogs è Fabio Palombo. Fabio Palombo chi è?

Qualcuno dice Traindogs. Qualcun altro dice che è direttore creativo e copywriter della TBWA, un’agenzia di pubblicità. In entrambe le cose, c’è del vero. Di sicuro è uno di una certa età. Poi sul ‘chi è?’, si potrebbe parlare a lungo. Perché anche a lui, qualche volta, sfugge. D’altra parte è una domanda impegnativa.

– C’è un Traindogs a cui sei più legato?

Come faccio a risponderti? Uno di questi, sicuramente: il 201, il 136, il 264, il 56, il 215, il 250, il 293, il 150, il 41, il 257, il 180, il 272, il 364, il 16, il 208, il 240, il 5, il 314, il 186, il 373. E poi l’1. Perché senza l’1, non ci sarebbero stati gli altri. Non è che do i numeri. È che dietro ogni numero, ci sono undici righe meno qualcosa. È la lunghezza di tutti i Traindogs. E spesso è proprio quel meno qualcosa che tento di raccontare.

– Senza Facebook, ci sarebbe stato TrainDogs?

No. E non ci sarei stato neanch’io, come sono adesso. Devo molto a Facebook.

–  Quali altri social utilizzi e che rapporto hai con essi? Ho saputo da poco che TrainDogs avrà anche un App per iPhone e per Android. Direi che non ti basta mai!

Faccio dei reading, per passare dal virtuale al reale. Che poi sulla faccenda del virtuale ci sarebbe da discutere. Lo faccio per guardare la gente in faccia. Per sentire il loro calore. Più social di così! Il prossimo spettacolo, se vogliamo chiamarlo così, sarà sabato 15 settembre. All’Auditorium di Orbetello, in Toscana. È per una buona causa. Contro la violenza sulle donne. Il mio è solo un filo di voce. Ma è sempre meglio del silenzio. Per il resto, balbetto su Twitter. E sì, tra poco ci sarà l’app.

– Hai fatto di TrainDogs anche un’opera d’arte in una galleria. Ti piace l’arte?

Sì, ho appeso i Traindogs al muro. E per una volta, non è quello di Facebook. Diciamo che utilizzo una tecnica che si potrebbe chiamare ‘word su tela’. Mi chiedono ‘perché fai quadri?’. ‘Perché sono quadri’, rispondo. Ognuno leggendo quelle storie appese al muro, si fa il proprio quadro. Che è diverso da quello di chiunque altro. In più dai Traindogs è nata una sessantina di video. Sì, l’arte mi piace. Non tutta. Molta non la capisco. E non riesco a capire cosa mi vogliano comunicare. Sicuramente è un mio limite.

 Daring To Do: Provare a fare. Tu con TrainDogs hai provato, o hai sempre saputo che avresti colpito nel segno? Non vale essere modesti!

Io non sono modesto, ma se qualcuno all’inizio mi avesse anticipato i numeri che ho oggi, l’avrei preso per pazzo. Ma più che i numeri, sono importanti le persone che ci stanno dietro. Persone che mi hanno dato tanto e da cui ho imparato molto. E che non avrei mai conosciuto senza Traindogs. Il resto è stato lavoro, passione, qualche volta fatica. Non è facile trovarmi ogni volta quelle undici righe meno qualcosa da riempire. Con una nuova storia. Che sia diversa da tutte le altre.

TrainDogs diventerà presto un libro, un libro che racchiude tutte le undici righe meno qualcosa scritte sino ad oggi, a distanza di due anni e mezzo. Un libro che avrà questa introduzione:

 

Vi ricordiamo l’appuntamento che Fabio Palombo-TrainDogs ha dato a tutti noi: TrainDogs. Storie di donne (contro ogni abuso). Un importante impegno caro a Fabio Palombo e a tutti gli appassionati di TrainDogs. L’appuntamento è per sabato 15 settembre ad Orbetello, è aperto a tutti voi ed è dedicato alle donne, anzi, alle Donne.

B.P.

 

 

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