Il buono, il brutto, il cattivo: Sergio Leone stasera su Rete 4

Alle 21:10 su Rete 4 andrà in onda “Il Buono, il Brutto, il Cattivo”, capolavoro spaghetti-western che consacrò Sergio Leone nell’olimpo dei più grandi registi cult di ogni epoca

Tre uomini si incontrano in un cimitero sperduto tra le aride sabbie del deserto: all’ombra dei loro stivali una pietra, e sulla pietra un nome che vale un tesoro. Duecentomila dollari sono tanti, ce li dobbiamo guadagnare: le parole pronunciate da Clint Eastwood sono il preludio a uno dei duelli più memorabili del cinema di ogni epoca, cuore pulsante di una scena che ha lasciato un segno indelebile nell’immaginario collettivo e che ha regalato a Sergio Leone un posto d’onore nell’olimpo dei più grandi registi del novecento.

Facciamo un passo indietro: è il 1966, il mondo del cinema è in fermento e hollywood ricerca nuovi paradigmi stilistici avvicinandosi alla cultura dei b-movie. Sono passati pochi anni dall’avvento dello spaghetti-western, sottogenere di cui Sergio Leone è stato uno dei più illustri iniziatori, e l’interesse nei confronti del western all’italiana è più acceso che mai. Dopo aver girato due capolavori del genere come “Per un pugno di dollari” e “Per qualche dollaro in più”, liberamente ispirati al Sanjuro di Akira Kurosawa, Leone non ha più intenzione di realizzare altri film ambientati nel selvaggio west. La United Artists, tuttavia, ha deciso di puntare su di lui e dopo aver ingaggiato Luciano Vincenzoni, sceneggiatore delle precedenti pellicole, convince il regista a cimentarsi nella realizzazione di un nuovo progetto: nasce così “Il buono, il brutto, il cattivo”, che costituirà il capitolo conclusivo della celebre Trilogia del Dollaro.

L’aggettivazione del titolo non deve trarre in inganno perchè tra le aride sabbie del deserto non vi sono né santi né benefattori, ma vige la legge del Dio denaro: il selvaggio west tratteggiato da Sergio Leone è un mondo di avidi opportunisti che rincorrono senza sosta una lapide e un nome, quello di Arch Stenton, che vale 200.000 dollari. Così, ecco Clint Eastwood, il Buono dagli occhi di ghiaccio, che accantona i principi morali e agisce in virtù del profitto; e poi il Brutto Eli Wallach, cattivo per necessità più che per vocazione, che come tutti e più di tutti incarna lo spirito iconoclasta del film; e ancora lo spietato assassino Lee Van Cleef, nemesi del “buono”, antitesi del “brutto”. Dio non è con noi, perché anche lui odia gli imbecilli: i personaggi caratterizzati da Sergio Leone sono reietti, anti-eroi in cerca di un obiettivo che è soltanto un miraggio perchè nel selvaggio west non esiste morale né redenzione.

Con “Il buono, il brutto, il cattivo” Leone si discosta definitivamente dall’estetica del maestro Kurosawa e conia un linguaggio filmico del tutto peculiare che esplicita vieppiù, qualora ce ne fosse bisogno, l’ironia caratteristica dello spaghetti western: l’espressionismo leoniano forgia un genere di meta-cinema che trascende i canoni del panorama cinematografico di quegli anni e rilegge la mitologia di John Ford in chiave iconoclastica. Come ebbe a dire Alberto Moravia, “Il buono, il brutto, il cattivo” nasce dal mito e lo mitizza, distorcendo la prospettiva storica in funzione di uno stereotipo manierista. Le parole di Moravia erano un’aspra critica volta sottolineare quello che, ad oggi, deve invece essere considerato uno dei più grandi pregi della filosofia di Sergio Leone, ovvero quel gusto per l’eccesso e la spettacolarizzazione che caratterizzerà negli anni a venire l’estetica di un altro mostro sacro della regia, Quentin Tarantino. Non a caso, proprio Tarantino definirà a più riprese il film di Leone come una delle pellicole più significative nella storia del cinema.

“Gli autori americani dipendono troppo da altri sceneggiatori e non approfondiscono a sufficienza la loro stessa storia. Nel preparare Il buono, il brutto, il cattivo scoprii che durante la guerra civile, in Texas c’era stata una sola battaglia, il cui vero obiettivo era la proprietà delle miniere d’oro del Texas. Lo scopo della battaglia era di impedire al Nord (o al Sud) di mettere per primo le mani sull’oro. Così, mentre ero a Washington, cercai di trovare ulteriore documentazione su questo avvenimento. Il bibliotecario, lì alla Biblioteca del Congresso, la più grossa biblioteca del mondo, mi disse: “Credo che si sbagli. Il Texas, dice, signore? Deve esserci un errore. In America nessuno ha mai combattuto una battaglia per le miniere d’oro, e in ogni caso la guerra civile non è mai arrivata al Texas. Torni fra due o tre giorni e le farò qualche controllo. Ma sono sicurissimo che si sbaglia”. Beh, ritornai dopo due o tre giorni, e questo tizio mi guardò come se avesse visto un fantasma. “Ho qui otto libri”, disse, “e tutti fanno riferimento a questo particolare avvenimento. Come diavolo faceva lei a saperlo? Lei legge solo l’italiano, perciò come ha fatto a scoprirlo? Adesso capisco perché voi italiani fate film così straordinari. Sono vent’anni che sono qui, e non c’è stato un solo regista americano che si sia mai preoccupato di venire a informarsi sulla storia del West”. Beh, adesso ho anch’io una biblioteca enorme – a Washington, per otto dollari, ti fotocopiano un libro intero!” -Sergio Leone

A fare da sfondo alle vicende raccontate dall’obiettivo di Sergio Leone ci sono, come di consueto, le meravigliose musiche di Ennio Morricone che aiutano a dipingere una delle ambientazioni più suggestive nella storia del cinema western. Ben lungi dall’essere un semplice accompagnamento alle immagini, la musica di Morricone costituisce una parte essenziale della pellicola.

Cast

Clint Eastwood: “Il Biondo”, il buono

Eli Wallach: Tuco Benedicto Pacifico Juan Maria Ramírez, il brutto

Lee Van Cleef: Sentenza, il cattivo

Mario Brega: Caporale Wallace

Aldo Giuffré: Capitano Clinton

Luigi Pistilli: Padre Pablo Ramírez

Antonio Casale: Jackson, alias Bill Carson

Rada Rassimov: Maria, la prostituta

Trama

Gli Stati Uniti sono sconvolti dalla Guerra di Secessione: il Biondo (Clint Eastwood), cacciatore di taglie dagli occhi di ghiaccio, è alla ricerca di un tesoro sepolto in mezzo al deserto; per trovarlo stringe un patto con Tuco (Eli Wallach), inaffidabile e avido brigante. A destabilizzare la loro fragile alleanza si intrometterà Sentenza (Lee Van Cleef), spietato assassino che vorrebbe appropriarsi del tesoro.

“Il buono, il brutto, il cattivo” andrà in onda stasera su Rete 4 alle 21:10.

(St.S.)

Gossip

Uomini e donne: Sonia Lorenzini è la nuova tronista

L’ex corteggiatrice di Claudio D’Angelo, sale sul trono: è Sonia Lorenzini la nuova tronista ! La bella 27 anni di Mantova, chiuso definitivamente il capitolo Claudio, è […]

Gossip

Uomini e donne, oggi la scelta finale di Claudio D’Angelo: il tronista ritorna in trasmissione.

Colpo di scena a Uomini e Donne, il tronista Claudio D’Angelo che nell’ultima puntata aveva annunciato di voler abbandonare il programma, è tornato nella trasmissione con […]

Gossip

Bufera su Jennifer Lawrence: “Mi sono grattata il sedere su alcune rocce sacre”, video

L’attrice Jennifer Lawrence,  ospite nel programma britannico al “The Graham Norton Show”, racconta di un prurito inarrestabile al sedere, placato da una grattata su alcune rocce […]

Film

Riccardo e la dedica a Camilla su Instagram: “Questo cielo è per te”

“…Ti dedico il cielo sopra Roma…” Questa la dedica dell’ex tronista Riccardo Gismondi a Camilla Mangiapelo sul profilo ufficiale Instagram dell’ex tronista. Al momento i due ragazzi […]

TV

Bake Off Italia presenta una Celebrity Edition

Stasera, 9 dicembre 2016, Real Time presenta una speciale puntata con tanti protagonisti Vip.

Film

Gli attori pagati troppo del 2016: in testa per il secondo anno consecutivo Johnny Depp

Come ogni anno, il magazine Forbes ha stilato la lista degli attori meno redditizi del cinema. Al primo posto, ancora una volta, Johnny Depp. La […]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tag