Fumetti. “No smoking”, per “Le storie” di Bonelli

È in edicola il quarto numero della nuovissima serie “Le storie” per i tipi di Sergio Bonelli editore, dal titolo “No smoking”.

Un lungo racconto ambientato negli anni ’30 del Novecento, in pieno ambiente gangster, un periodo violento con i mitra con il caricatore “a borraccia”, le rapine fatte con il volto coperto da un fazzoletto ed i rocamboleschi inseguimenti tra la mala e la polizia.

Una storia interessante, sceneggiata ottimamente da Pasquale Ruju per le matite di Carlo Ambrosini, che, a dire il vero, purtroppo hanno qualche pecca, soprattutto nella resa del personaggio femminile. Naturalmente non si tratta di disegni e protagonisti irriconoscibili da una scena all’altra, come accade invece in alcune collane della Star comics, quale la miniserie Pinkerton (che ha attinto a pienissime mani dalla Bonelli, mescolando – male – Tex e Dylan Dog), ma la Bonelli, almeno per la mia personale esperienza di lettore, è sempre sinonimo di qualità molto alta ed ogni lieve difetto va evidenziato.

bonelliLa sceneggiatura di “No smoking” è validissima: per un centinaio di pagine le vicende scorrono bene, velocemente, con flash back ben riconoscibili evidenziati da vignette dai contorni stondati. Una voce fuori campo, in stile Julia, racconta quanto sta avvenendo. È la voce del protagonista, Angelì, un povero rappresentante di commercio coinvolto, suo malgrado, in una rapina in un casinò clandestino della mala. Gangster cubani, sparatorie, “manici” (così sono definiti gli autisti che devono prontamente far scappare i rapinatori, in inseguimenti al cardiopalma con la polizia, tra sparatorie ed investimenti – volontari – di passanti): non manca nulla per rendere la storia avvincente, mantenendosi, se vogliamo dare un voto, intorno all’8.

Poi, da pagina 99 Ruju crea il colpo di scena epocale. Quello tipico del giallo della migliore qualità. E lì il voto dell’albo non può che arrivare a 10, aggiudicandosi la palma per il migliore albo della neonata serie. Naturalmente, per correttezza, non anticipo nulla.

Non è la prima volta che Ruju, sceneggiatore di Dylan Dog ed altre serie Bonelliane, si cimenta con i gangster. Ed il risultato è sempre ottimo. Sua infatti la miniserie Cassidy, che in 18 volumi è riuscita a creare un giusto mix tra sparatorie, criminali anni ’70 e quel pizzico di soprannaturale che non guasta mai.
Una curiosità: il titolo indica la decisione del protagonista di non fumare, nonostante le tentazioni costanti (i gangster degli anni ’30, per definizione, hanno sempre una “bionda” tra la dita).
E a pagina 99 ricomincia a fumare…
(Luca Ciurleo)

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