Berlusconi – Santoro, record per La7. La critica tv

Berlusconi ospite di Santoro. Li hanno seguiti più di 8 milioni d’Italiani, ma lo spettacolo politico ha deluso.

Lo show c’è stato, la politica no. Santoro ammette “Per vincere non dovevo battere Berlusconi ma fare pubblico. Mi sa che ci sono riuscito” (citiamo Aldo Cazzullo). C’è riuscito, record assoluto per La7 che supera il 33 per cento di share e gli 8 milioni di spettatori in media (oltre 9 nei picchi).  E i giornali di Berlusconi esultano “Silvio mata Santoro“, ma i critici televisivi (e parliamo di comunicazione non di politica) non assegnano vittorie, come se i due antagonisti dopo aver passato anni ed anni ad evocarsi, una volta messi l’uno di fronte all’altro si fossero semplicemente annullati. A discapito dei contenuti, i grandi assenti della trasmissione. Televisivamente parlando la vittoria non arride a Santoro, anche se i numeri lo premiano, e probabilmente – stando a qualche commentatore politico – questa mattina anche Berlusconi potrebbe essersi svegliato con un paio di punti in più nei sondaggi.  Ma al pubblico – non alle tifoserie – cosa resta? Il varietà.

Aldo Grasso è spietato, la corrida Santoro Vs Berlusconi è stroncata : “L’ex premier ricorda l’Aldo fabrizi di Vita da cani, il capocomico sempre alle prese con la vita difficile di una compagnia teatrale, o Gastone interpretato da Alberto Sordi, il danseur mondan che non si rassegna. Santoro aveva l’aria da Rodomonte collodiano di Monsieur Loyal nei Clowns di Fellini. Roba d’altri tempi, insomma“.

Non da meno Curzio Maltese, che su Repubblica dice: “Sono due uomini di televisione, quindi il loro conflitto era fondato sulle leggi dello spettacolo e non su presunti valori. Sono entrambi narcisi sfrenati, di conseguenza sfrenatamente vittimismi”. In breve, entrambi – per sopravvivere – hanno l’assoluta necessità di fare notizia e dopo anni trascorsi a farne contro l’altro (Santoro contro il suo convitato di pietra, Berlusconi contro quei comunisti giustizialisti che Santoro incarna perfettamente) “ora l’unica possibilità era di farla” assieme.

Massimo Gramellini, su La Stampa interviene: ” Non dico sia come quando Borg e McEnroe si incontrano nei tornei delle vecchie glorie. Sarebbe fare un torto a diue fenomeni della tv che nelle rispettive specialità – per Santoro il teatro, per Berlusconi il cabaret – sono di gran lunga ancora i migliori“.

E Mario Ajello su Il Messaggero, ricordando quando dopo un’ora e mezza filata via senza stoccate, è arrivata la lettera a Travaglio, quella che ha fatto imbufalire Santoro, che ha fatto imbufalire Berlusconi, che ha fatto imbufalire Travaglio (che però non ha reagito) “Il sangue scorre. Ma alla fine. Sangue vero? Sangue finto? Più finto che vero. Sono le regole dello spettacolo“.

Regole dello spettacolo, appunto. E ancora aspettiamo che qualcuno ci racconti – anche con pathos – le sue idee per l’Italia. Questo la tv ce lo deve. E anche la politica.

(a.d)

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