Benedetto XVI, il restauratore

Ratzinger in sintesi, il professore che diventò Papa

Joseph Ratzinger ha voluto elevare il profilo del cattolicesimo. Nel corso del suo pontificato, durato 7 anni e dieci mesi, ha sempre promosso l’ecumenismo, ma allo stesso modo ha sottolineato le differenze tra le confessioni. Quando la notizia delle sue dimissioni avrà lasciato le pagine della cronaca per entrare in quelle dell’approfondimento, si etichetterà questo pontefice come il papa che voleva restituire alla Chiesa il suo primato; meno politico (o diversamente politico) del suo predecessore, Giovanni Paolo II, il cui pontificato contribuì all’abbattimento dei regimi comunisti dell’Est, Benedetto XVI sarà ricordato come il Papa della restaurazione, della dottrina.

 

IL PROFESSORE

Joseph Ratzinger è nato il giorno del sabato santo del 1927, nella città bavarese di Marktl am Inn. Dopo l’ordinazione e il dottorato, ha insegnato alle Università di Bonn, Münster, Tubinga e Ratisbona. Durante il Concilio Vaticano II (1962-1965) è stato un teologo riformista e come consulente dell’arcivescovo Joseph Frings, ha frequentato le deliberazioni del consiglio.

Dopo il periodo d’insegnamento ha cominciato a scalare la gerarchia ecclesiastica: nel 1977 lo ritroviamo come arcivescovo di Monaco e Frisinga. Il 25 novembre 1981 Giovanni Paolo II lo nomina Prefetto della Congregazione. Il 19 aprile 2005, il cardinale Ratzinger viene eletto papa e prende il nome di Benedetto XVI.

A differenza del suo carismatico predecessore, l’ex professore ha molto usato il dibattito accademico per parlare al mondo. E oltre ai suoi discorsi, alla Lettera Apostolica e alle tre encicliche, il capo della Chiesa cattolica romana ha operato anche attraverso i suoi numerosi libri.

LA CONTINUITA’

Nell’operato di questo papa tedesco, però, molti sono gli elementi di continuità con  Giovanni Paolo II, come lui ha visitato i cattolici in tutte le parti del mondo, ha condotto le Giornate Mondiali della Gioventù, ha continuato l’incontro interreligioso di pace. Quando nel 2011 ha visitato la sua patria, la prima volta in una visita ufficiale, nel punto in cui Martin Lutero aveva celebrato i suoi primi servizi, il Papa ha pregato per l’unità dei cristiani.

A proposito di dialogo interreligioso lo sforzo di Benedetto XVI si riflette nelle sue visite in Turchia e in altri paesi rimasti a lungo chiusi per motivi politici ai capi leader della Chiesa cattolica. Ha visitato tra l’altro la Russia, e nel Regno Unito ha incontrato la regina, il cui predecessore Enrico VIII ruppe con la fede cattolica. A Cuba, l’anziano pontefice ha chiacchierato con un altro anziano leader, il rivoluzionario Fidel Castro.

DIALOGO SÌ MA…

Un mano tesa all’altro ma nessun cedimento.  Durante il suo secondo viaggio in Germania, Benedetto XVI tenne un discorso presso l’Università di Ratisbona dal titolo “Fede e ragione”. In quella occasione reiterò il suo rifiuto della violenza a sfondo religioso. Ma poco dopo la lezione vera e propria scoppiò una tempesta: il Papa aveva citato una dichiarazione dell’imperatore bizantino Manuele II Paleologo che diceva che il profeta Maometto ha portato solo “cose ​​cattive e disumane”. L’episodio nel mondo musulmano scatenò un’ondata di proteste accompagnate spesso da azioni violente, e assalti mortali. L’ Ayatollah Ali Khamenei aveva parlato di “parte di un complotto per una crociata,” organizzazioni terroristiche che minacciarono di assassinare il pontefice. Il Vaticano cercò di placare gli animi sottolineando che la citazione non era di Benedetto. I critici lamentarono “ una certa spensieratezza del pontefice”. Le voci si tacquero dopo la visita del Papa in Turchia alla fine del 2006. Una preghiera comune con il Gran Mufti di Istanbul fu il contributo alla riconciliazione.

L’INTELLETTUALE

Benedetto è stato sia prima sia dopo la sua elezione uno degli studiosi più attivi del cattolicesimo. Tra i primi atti ha pubblicato il 28 giugno 2005, un nuovo catechismo breve. Poco dopo, esce la sua prima enciclica. Si intitola “Deus caritas est” (“Dio è amore”). Tratta di diversi tipi di amore, accanto a Caritas (carità) e agape (amore divino) c’è l’Eros – la sessualità. Questa prima enciclica è generalmente considerata come la sintesi del suo programma. Seguono ancora due “lettere insegnamento”: “Spe salvi” (“salvati nella speranza”) nel novembre 2007. E l’enciclica “Caritas in veritate“, nel luglio 2009. E ‘considerata come la grande enciclica sociale del Papa che contiene una critica del liberalismo di mercato e della globalizzazione.

Prima della sua elezione a papa, in più di 600 opere e trattati Josef Ratzinger si riferisce alle questioni sociali e religiose. Nel 1996 è la sua pubblicazione del suo libro “divulgativo” “Sale della terra”. Più il suo best-seller “Gesù di Nazaret”, tre volumi sulla vita di Cristo (in Italia editi da Rizzoli).

 

LA VISIONE DEL MONDO

Ratzinger ha perseguito fondamentalmente una linea conservatrice che si è resa particolarmente evidente nella morale sessuale e in materia di matrimonio e famiglia. Fermo il suo dissenso al matrimonio gay, al sacerdozio alle donne, alle leggi liberali sull’aborto e l’eutanasia. La sessualità, secondo lui, è quindi possibile solo nell’ambito di un matrimonio eterosessuale – se porta con sè un desiderio di generare. Nonostante il dilagare dell’AIDS in Africa, nel 2010 ha respinto l’uso dei preservativi. Poi ha concesso qualche eccezione, come alla prostituzione maschile.

 

GLI ANNI ORRIBILI

Durante il pontificato di Benedetto XVI è emerso con forza il problema, fino ad allora oscurato, dei casi di abuso nelle istituzioni ecclesiastiche. Negli anni dal 2006 al 2008 all’interno della Chiesa cattolica negli Stati Uniti veniva resa nota una pletora di casi di bambini abusati sessualmente o picchiati. Durante il suo viaggio negli Stati Uniti Benedetto espresse “profonda vergogna” per i preti pedofili e chiese la purificazione e il rinnovamento della Chiesa.

Ma solo un anno dopo, scoppiò un nuovo scandalo. Un rapporto del governo irlandese rivelava che la Chiesa cattolica in Irlanda aveva per decenni oscurato l’abuso su bambini e adolescenti. Poco dopo si moltiplicavano in Germania rapporti su eventi simili. Nel 2012 con una lettera pastorale il Papa ripeteva che sentiva vergogna e rimorso.

 

BENEDETTO E I TRADIZONALISTI CATTOLICI

Benedetto ha fatto diverse concessioni ai tradizionalisti cattolici. Ad esempio ha permesso, nel 2007, lo svolgimento della messa col rito latino, la messa tridentina, anche se Papa Paolo VI l’aveva abolita. Nel cercare un’unità della Chiesa, Benedetto si è avvicinato anche agli ultra conservatori, come quattro i vescovi della FSSPX (Fraternità Sacerdotale San Pio X) già scomunicati. Benedetto rimise loro la scomunica. La rimise anche a Richard Williamson, il vescovo che aveva negato l’Olocausto. Il Vaticano si giustificò dicendo di esserne all’oscuro,  la leadership della chiesa prendeva le distanze da Williamson. Ad ogni modo in altre occasioni, il Papa ha preso ferma posizione contro l’antisemitismo.

 

VATILEAKS

L’anno 2011 è stato per il Pontefice ricco di brutte sorprese. Una serie di documenti interni trapelano al pubblico, si parla di corruzione, nepotismo e cattiva gestione dietro le mura vaticane. Con l’uscita del libro di Gianluigi NuzziSua Santità” per Benedetto XVI i momenti sono turbolenti, nasce il caso “Vatileaks “. Nel mese di aprile 2012, il Papa risponde e istituisce una commissione d’inchiesta. Solo un mese dopo si scopre che la “talpa” è il suo cameriere personale, Paolo Gabriele.  Viene arrestato, posto agli arresti domiciliari e sei mesi dopo perdonato.

 

IL SUCCESSORE

Si può dire a conclusione di questo breve excursus nella biografia di Ratzinger che il pontefice dimissionatosi abbia preparato la strada per un “dopo” che resti nel solco della continuità. Ha ordinato decine di nuovi cardinali, tra cui molti tedeschi, e li ha collocati nelle posizioni chiave della nuova chiesa. Potrebbero, secondo molti osservatori, far valere la loro posizione nel conclave che sceglierà il suo successore. Anche il suo confidente e segretario Georg Gänswein ha ottenuto una promozione. Nel dicembre 2012 è stato nominato arcivescovo e prefetto della Casa Pontificia.

 

(a.d)

 

 

 

 

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