Paolo Maldini – Milan distrutto, l’attacco a Barbara Berlusconi, Mario Balotelli e Adriano Galliani

L’ex capitano rossonero spara a zero motivando le sue ragioni in un’intervista rilasciata per La Gazzetta dello Sport

La crisi del Milan, contestato nella partita contro il Parma, non sembra finire. E’ un grande ex a parlare sulle pagine de La Gazzetta dello Sport. Si tratta di Paolo Maldini, capitano di mille battaglie ed uno degli uomini simbolo dei grandi trionfi firmati da Arrigo Sacchi, Fabio Capello e Carlo Ancelotti. La sua disamina tocca anche Barbara Berlusconi, Adriano Galliani e Mario Balotelli.

L’ex difensore della Nazionale afferma che sia bruttissimo vedere 10 anni di trionfi gettati al vento con una stagione così fallimentare. Il segreto di tanti successi, come si evince dalle sue parole, è la sinergia tra calciatori che, successivamente, diventano parte integrante della società. Cita, a tal proposito il modello della Juventus, del Bayern Monaco e del Real Madrid.

Il problema è strutturale: i parametri zero non hanno convinto appieno ed il Milan, pur avendo tanti dipendenti, è ‘sottostrutturato‘ a livello sportivo. Adriano, come rivela Paolo, è un grande dirigente – definito addirittura onnipotente – ma si occupa di troppi ambiti e non è in grado di capire i calciatori. Il ruolo del direttore sportivo è stato ampiamente sottovalutato e ciò ha portato ad errori di valutazione come la cessione di Andrea Pirlo alla Juventus. Manca inoltre una rete di osservatori che possa scovare le pedine idonee per la squadra.

Maldini aggiunge che non sta a lui dire se Galliani deve andarsene o no ma deve capire che i grandi traguardi raggiunti sono anche merito di altre persone. Su Barbara Berlusconi è laconico: la sua gestione dipenderà da chi avrà a fianco. Ma non la reputa sicuramente esperta di calcio e giocatori. Si esprime anche su Clarence Seedorf affermando che non abbia particolare colpe ma che corra seriamente il rischio di bruciarsi.

Anche Mario Balotelli finisce sotto il suo giudizio. Per Paolo l’attaccante della Nazionale non è ancora un campione, non essendo ancora riuscito a trascinare la squadra nell’arco dei 90 minuti. Sarà necessario non solo tornare a vincere ma anche ricostruire, oltre una squadra competitiva, un progetto a lungo termine per il ritorno ai massimi livelli in Italia e in Europa.

Ora si attendono le voci di altri campioni come Gianni Rivera e Franco Baresi, nel frattempo si fanno piccoli ma significativi passi avanti per costruire lo stadio di proprietà. Impercettibili segnali di rinascita? Se volete commentare con noi la situazione attuale dei rossoneri, seguiteci su Facebook cliccando qui. (a.f.)

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