Premio Tenco salvo per miracolo

In Francia sarebbe considerato “monumento nazionale”; in Germania gli avrebbero costruito attorno un museo della canzone d’autore firmato da un archistar, mentre in Inghilterra ne […]

In Francia sarebbe considerato “monumento nazionale”; in Germania gli avrebbero costruito attorno un museo della canzone d’autore firmato da un archistar, mentre in Inghilterra ne avrebbero fatto un festival stratosferico con un cartellone di ospiti in arrivo da ogni angolo del pianeta. Ma siamo in Italia ed ogni anno il Premio Tenco si dibatte tra difficoltà inaudite, e ogni volta sembra un miracolo che riesca a spuntare una nuova edizione. Anche la televisione lo considera poco, riservandogli in genere spezzoni di seconda serata su RaiDue, e rigorosamente in differita.

Si preferisce investire altrove, su talent senza ascolti e festival senza talenti, ma è la norma. Quanto abbia inciso la canzone d’autore sulla vita e sulla formazione culturale di diverse generazioni d’italiani è difficile quantificarlo, molto, o moltissimo questo è sicuro. Motivo sufficiente a dedicare alla più importante rassegna del genere l’attenzione che merita. Traducendo: qualche soldo in più.

 

Nelle settimane scorse il Club Tenco, che da 36 anni organizza la rassegna, aveva lanciato l’allarme, un copione già letto l’anno scorso si replicava: l’edizione 2011 del  premio rischiava di saltare per mancanza di finanziamenti. Il Comune di Sanremo già nel 2010 aveva ridotto del 60 per cento i finanziamenti e la Regione Liguria, che l’anno passato aveva triplicato il contributo rendendo possibile l’evento è tornato agli importi degli anni precedenti “per oggettive difficoltà di bilancio” .

Poi qualcosa è successo, la boccata d’ossigeno è arrivata dalla Siae che ha incrementato il proprio apporto, e pur fortemente ridimensionato, il Tenco 2011 è salvo. Soprattutto, “per non far passare sotto silenzio la ricorrenza del centenario della nascita di Amilcare Rambaldi, fondatore e anima del Club Tenco: la manifestazione sarà quest’anno dedicata a lui col titolo “Robe di Amilcare”, parafrasi della canzone che Paolo Conte gli dedicò dopo la sua scomparsa, nel 1995”.

 

Spiega Enrico de Angelis, scrittore e giornalista, nonché responsabile artistico del Club Tenco “Il Tenco è sempre costato circa 300mila euro. Ci sono appunto festival affini che costano 3 o 4 volte di più. Con quei soldi noi abbiamo sempre offerto tre giornate piene (dal mattino alla notte compresa) con i migliori artisti nazionali e molti grandi ospiti internazionali.

Il modesto budget deriva dal fatto che tutti noi del Tenco lavoriamo gratis, per puro volontariato; e anche grazie a questo gli artisti non chiedono cachet ma solo rimborsi spese. In genere 50 circa si ricavavano dagli incassi. I restanti 250 arrivavano dal Comune di Sanremo, che però riceveva per questo un finanziamento dalla Rai in cambio dell’esclusiva per il festival di Sanremo.

Nella convenzione Comune – Rai, cioè, eravamo previsti anche noi. Ora il Comune è arrivato, con un ulteriore recente sforzo, a stanziare 108mila euro. Il 57% in meno degli anni precedenti. Press’a poco lo stesso ci diede l’anno scorso, ma l’anno scorso intervenne la Regione, che passò dagli “storici” 30mila euro che ci dava prima a circa 110mila. In più trovammo vari sponsor locali. Quest’anno la Regione è stata costretta a tornare ai 30 mila precedenti. La Provincia di Imperia ci dà 10mila euro.

La Siae, in controtendenza, ha invece aumentato il proprio contributo – che era sempre stato minimo – a 45mila euro. Il tutto, come si capirà, non è comunque sufficiente a mettere assieme la “solita” rassegna”.

Sarà dunque un’edizione straordinaria in ogni senso quella programmata dal 10 al 12 novembre al teatro Ariston, mutilata di parti ormai considerate storiche: cast artistico ridotto, la cancellazione degli incontri e dei convegni pomeridiani aperti ad ospiti esterni, una scenografia spoglia, la riduzione dei materiali stampati e di vari altri corollari al festival, la soppressione quasi totale delle tre tradizionali nottate dopo teatro che servivano a cementare amichevolmente i rapporti umani e professionali tra i protagonisti del mondo musicale italiano: artisti, operatori, giornalisti.

In quanto al cast 2011 il Club annuncia di voler andare incontro alla lezione ricevuta da Rambaldi privilegiando la scoperta o la riscoperta dei “talenti nascosti”, talenti nuovi, marginali o non ancora affermati quanto meritano “sarà questo il modo migliore per onorare la memoria di Amilcare Rambaldi”, dicono.  (AD)

 

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