Ornella Vanoni, la signora è tornata

Un’ora e mezza di spettacolo, un’ora e mezzo di canzoni d’autore nell’interpretazione di una signora ritrovata della musica italiana. Ornella Vanoni alla Versiliana, Marina di Pietrasanta dove l’estate un po’ snob di questo angolo di costa Toscana incontra fresco e cultura, un bel cartellone di teatro, musica, danza e la magia della pineta sotto la luna

Platea piena ben oltre l’80 per cento, un pubblico variegato si accomoda all’ingresso del teatro all’aperto nella domenica sera che sembra essere davvero la più calda dell’anno, ma la signora non si fa attendere a lungo, dieci minuti canonici di ritardo e il palco è suo, le zanzare concedono tregua, la calura scompare a vantaggio del calore.

 

Nel suo vestito verde acqua, frusciante, bellissimo e che durante la serata diverrà esso stesso oggetto di spettacolo e scenografia, Ornella prende possesso del palco mentre il trio acustico attacca sulle note di Vita, e non sarà l’unico omaggio a Lucio Dalla della serata, certo è la ricorsa perfetta per un concerto che alla vita intona un inno dall’inizio alla fine, e non solo nel titolo, eloquente: “Canto per essere felice”. E la “scontrosa” milanese (scontrosa dove?) incassa i primi applausi. Forte di una voce dei tempi migliori, che sa ancora stupire, dall’inizio alla fine, dalla prima alla ventiduesima canzone, quella del bis concesso al pubblico che non vuole lasciarla andar via, e allora sia Domani è un altro giorno… E cosa importa se un attacco salta e bisogna ripartire, la divina dai capelli rossi non delude e se possibile trova il modo per sorprendere, la signora chic è spiritosa, più di ieri, ironicamente sagge le sue digressioni incontrano il sorriso del pubblico, sull’amore per esempio, e sull’eterna lotta uomo donna “ho capito che più o meno siamo uguali…ho visto uomini morire di dolore, li ho visti, credetemi”. E allora, inatteso, ecco La mia storia tra le dita, un Grignani d’annata, un “autore più o meno giovane” scelto per aprire la sfilata monumentale: Endrigo, Battisti, Paoli, Buscaglione, Tenco e Vinicius de Moraes su tutti, parentesi brasiliana straordinaria e intensa, rinvigorita da un accompagnamento eccellente (nota di merito per il trio jazz formato dai duttili, complici e sapienti Eduardo Hebling al contrabbasso, Paolo Vianello al pianoforte e Nicola Oliva alle chitarra) ad evocare quella stagione di fine anni ’70, quando con Vinicius e Toquihno Ornella Vanoni diede vita ad un album indimenticato (La voglia la pazzia, l’incoscienza, l’allegria) dagli impeccabili equilibri tra ritmo, poesia, melodia. Tutto torna appena velato di nostalgia, come le sue collaborazioni. “Paoli? E’ sempre stato nella mia vita e sempre ci sarà” o Lucio Dalla, una di quelle “persone che muoiono ma che non se ne vanno”; e così arriva la struggente Chissà se lo sai, che il bolognese scrisse per lei ma incise per primo. E sempre a Lucio è dedicata quella canzone Basta poco, che anticipa l’uscita, a settembre, del nuovo album (canzone che però non entra in scaletta). Giocando anche – o soprattutto –  coi ricordi, Vanoni conclude brillando con Musica Musica, e allora un intruso finisce sul palco. Why, il barboncino albicocca che le ruba la scena con tutta l’innocente grazia dei cani. Le arriva ai piedi, scodinzola, si dilunga in una grattatina, esce scena, rientra…la serata sfuma, gli applausi della Versiliana montano, la musica non è finita, manca ancora il primo bis e poteva essere solo “Senza Fine”…

 

Senza fine, e questo monumento nazionale in giro per l’Italia si appresta a lanciare il 10 settembre il suo nuovo album di inediti Meticci (Io mi fermo qui), pubblicato da Sony. Anticipato dal primo singolo in radio Basta poco, l’album arriva a 6 anni da ‘Una bellissima ragazza’ (2007), ultimo suo disco di inediti e a 3 anni dal doppio album dal vivo ‘Live al Blue Note’ (2010). Prodotto da Mario Lavezzi, che ha scritto anche il singolo, Meticci vanta le collaborazioni di Franco Battiato, del rapper senegalese Badara Seck, di Nada e Roberto Pacco, e poi Gabriele Semeraro e il giovane cantautore siciliano Lorenzo Vizzini, che ha scritto le musiche e, a quattro mani con Ornella Vanoni, i testi di 8 dei 13 brani contenuti nel disco. Aspettiamo. (a.d)

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