Festival di Sanremo, l’approfondimento di Erika Brenna

“Vince –devo dire a sorpresa– questa Sessantesima Edizione del Festival di Sanremo Valerio Scanu” così Antonella Clerici ha proclamato il vincitore, senza nascondere lo stupore […]

Vince –devo dire a sorpresa– questa Sessantesima Edizione del Festival di Sanremo Valerio Scanu” così Antonella Clerici ha proclamato il vincitore, senza nascondere lo stupore ed un certo rammarico “io devo ammettere, mi sarebbe piaciuto ci fosse almeno una donna su questo palco, essendo stato un po’ il Festival delle donne, però il voto è del popolo e quindi onore al vincitore e ai finalisti”. In finale sono arrivati oltre a Scanu, Marco Mengoni (vincitore di X Factor) e il Trio “italico” Emanuele Filiberto, Pupo e il tenore Canonici.
Riconfermata la potenza dei numeri di questa edizione: l’ultima puntata è stata vista da 12 milioni e 462 mila telespettatori con il 53,21% di share; registriamo il picco di ascolto medio di 15 milioni alle 22.13 e il picco di share alle 00.48 del 77,34% (momento della proclamazione del vincitore).
Però, i però sono tanti, soprattutto per quanto riguarda la Musica: il Teatro Ariston, in primis l’Orchestra ed anche la Sala Stampa sono diventati una bolgia nel momento in cui si sono scoperti i nomi degli esclusi alla finalissima a tre. Sull’eliminazione di Malika Ayane (premio dalla critica “Mia Martini”) il tumulto si è fatto assordante e gli stessi musicisti dell’Orchestra hanno gettato gli spartiti a terra. Memorabile resterà un’inquadratura in dettaglio colta dal regista Duccio Forzano di uno spartito accartocciato sul palco: segno evidente della resa della musica.
La Clerici ha faticato a gestire il caos generatosi in Teatro e si è quasi giustificata dicendo “Anche a me dispiace che siano state eliminate certe canzoni che piacevano anche a me, ma è il voto del popolo e va accettato”. Il punto, cara Antonella, è che non è il voto del popolo ad aver traghettato in finale Valerio Scanu, Marco Mengoni (il più meritevole dei tre) e l’improbabile Trio Principe, Pupo e il tenore Canonici, bensì il televoto. Quello stesso televoto che ha ripescato dall’eliminazione ad opera della giuria demoscopica Scanu e il Trio.
Valerio Scanu, il più giovane vincitore di Sanremo è “figlio” di Amici di Maria De Filippi (lo scorso anno trionfava l’altro suo pupillo Marco Carta), vince con una canzone scritta da un giovane partecipante a questa edizione di Amici, in cui testualmente canta “noi coperti sotto il mare a far l’amore in tutti modi, in tutti i luoghi in tutti i laghi”. La stessa Clerici si è sentita di domandargli “mi spiegherai poi come si fa a far l’amore nei laghi”. Domanda che – fortunatamente – mai troverà una risposta.
Per quanto riguarda l’approdo in finale del Trio c’è da interrogarsi sulla scelta del Direttore Artistico Gianmarco Mazzi: sicuramente sono serviti per innescare la polemica pre-Sanremo e destare attenzione, ma, si sono poi dimostrati un boomerang rispetto ai proclami dello stesso Direttore “noi prima di tutto vogliamo privilegiare la musica. Abbiamo solo belle canzoni”. Maurizio Costanzo in conferenza stampa, incredulo “Ma perché è una canzone?”.
Nell’anno in cui si è tornati ad avere davvero canzoni e interpreti di alto livello (Malika Ayane, Noemi, Irene Grandi, Simone Cristicchi, Arisa) è un peccato, o forse è soltanto romanticamente triste vedere naufragare melodie articolate, interpretazioni emozionanti, fatiche di anni di studio e amore per la musica, nello strapotere del televoto, che, a dispetto di quanto dica Antonella Clerici non è l’espressione del popolo.
Il Direttore Artistico Mazzi, proprio poco fa in conferenza stampa ha dichiarato “Non credo che il televoto sia l’espressione del voto popolare, secondo me va ripensato il sistema di votazione. Chi verrà dopo di me dovrà pensare a come e cosa fare”. Antonio Azzalini, Capostruttura di Raiuno, ha risposto dicendo che il televoto è controllato e che non può essere contestato in quanto è lo strumento di votazione scelto.
Speriamo in un futuro migliore. Vien da dire.

Martedì da non perdere l’intervista esclusiva a Mario Maffucci, responsabile del Festival di Sanremo dal 1997 al 2000

Dall’inviata: Erika Brenna

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4 commenti su “Festival di Sanremo, l’approfondimento di Erika Brenna”

  1. ANGELA RIGOMINTI scrive:

    molto ben fatto hai centrato in pieno il problema del televoto che non puo’ essere l’unico modo (anche perche’ non controllabile) di decretate il vincitore di questa bella manifestazione italiana

  2. ANGELA RIGOMINTI scrive:

    letto articolo, veramente interessante!

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