Robert Capa, un inatteso mondo a colori [FOTOGALLERY]

Un centinaio di immagini sconosciute di Robert Capa in mostra dal 31 gennaio fino al 4 maggio al Centro Internazionale di Fotografia di New York

Mentre il mondo (e l’Italia) celebrano il centenario della nascita dell’inventore del fotogiornalismo restituendo al pubblico quelle immagini di guerra in banco e nero che ormai fanno parte della storia, l’International Center of Photograpy di New York ci mostra un tesoro nascosto, tutto a colori, firmato Robert Capa.

A partire dal 1941  e sino alla morte, nel 1954, Robert Capa ha usato regolarmente la pellicola a colori. Alcune di queste fotografie sono state pubblicate sulle riviste, ma nel corso degli anni il lavoro a colori di Capa è stato praticamente dimenticato. Fino ad ora. Composto da oltre 100 stampe contemporanee, da pubblicazioni e documenti personali, il percorso è dunque uno sguardo inedito nel lavoro di questo maestro della fotografia . “Il talento di Capa con la pellicola in bianco e nero è stato straordinario, e l’avvio della pellicola a colori a metà della sua carriera assume una dimensione diversa e apre a nuove opportunità “, ha detto il curatore della mostra e dell’ICP Cynthia Young, che prosegue: “La mostra è anche su come Capa si reinventa come fotografo negli anni in cui non copre guerre e conflitti politici. Il lavoro a colori era un modo per cercare di mantenere a galla l’agenzia Magnum, perché i giornali nel dopoguerra volevano più e più colore“. Nel 1938, mentre copre la guerra sino -giapponese, Capa scrive a un amico all’agenzia di New York, chiedendo 12 rullini Kodachrome e le istruzioni su come usarli. Di questi primi esperimenti sopravvivono solo quattro stampe, pubblicate il 17 ottobre 1938 da Life, ma è chiaro che Capa fosse curioso della fotografia a colori ancor prima che venisse ampiamente usata da altri fotogiornalisti. Durante i primi due anni della Seconda Guerra Mondiale, usa pellicole a colori più regolarmente e spesso porta due fotocamere con sè. Nel 1941, mentre attraversa l’Atlantico con un convoglio alleato, gira immagini a colori per il Saturday Evening Post, poi va in Nord Africa, dove realizza spettacolari immagini delle truppe acquartierate e mentre alcuni dei suoi lavori a colori sono pubblicati su riviste come Illustrated e Collier, nel 1944 e nel 1945, Capa torna esclusivamente al bianco e nero, scelta in parte dovuta al tempo richiesto per elaborare, modificare e pubblicare il colore .

L’uso della pellicola a colori esplode però nelle storie che racconta nel dopoguerra e pubblicate su una serie di riviste. Viaggia in URSS nel 1947 con lo scrittore John Steinbeck, e va in Israele nel 1949 e nel 1950. Copre servizi di moda a Parigi e Roma, e immortala le celebrità di Hollywood sui set cinematografici internazionali o nelle eleganti località di Biarritz e Deauville per il mercato dei viaggi allora nascente. In mostra anche le sue ultime splendide foto a colori scattate in Indocina nel 1954, poco prima che trovasse la morte a causa dello scoppio di una granata. La mostra in ultima analisi ci dice che la fotografia a colori per Robert Capa non è un supplemento al suo lavoro in bianco e nero, ma è fondamentalmente integrata nella sua vita e carriera tra gli anni ’40 e ’50. vero è che l’altissima carica emotiva degli scatti di guerra in bianco e nero, finisce per subissare l’altro Capa, il reporter che all’occasione si dedica ai personaggi famosi, ai luoghi, alla società con lo stesso occhio e grande attenzione psicologica.

 

Capa in Color è realizzata interamente coi materiali del Robert Capa Archive nella collezione permanente di ICP . L’archivio contiene circa 4.200 lucidi a colori – 35 millimetri Kodachrome , 21/4 Ektachrome , e alcuni dei più grandi fogli di prova in Kodachrome. Comprende anche migliaia di stampe vintage in bianco e nero, negativi, e documenti. La mostra fa parte delle commemorazioni dell’ICP per il 100 ° anniversario della nascita di Robert Capa . E per completare l’omaggio il 22 ottobre 2013, l’ICP ha rilasciato l’unica registrazione esistente della voce del famoso fotogiornalista, si tratta da un’intervista del programma radiofonico di WNBC “Hi! Jinx”. Adesso conservata nell’Archivio ICP, la registrazione recentemente scoperta può essere ascoltata nella sua interezza all’indirizzo http://www.icp.org/robert-capa-100  .

(a.d)

 

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