Tra moderno e contemporaneo, il 2014 del Centre Pompidou

Da Henri Cartier Bresson a Jeff Koons a Robert Delaunay, da Raysse a Marcel Duchamp passando dal festival dei linguaggi contemporanei alle retrospettive dedicate a due tra i più grandi architetti del XX secolo: Bernard Tschumi e Franck Gehry… un 2014 ricco di proposte al Centre Pompidou di Parigi

Mentre i surrealisti ancora raccontano la loro ossessione per gli oggetti, e lo faranno sino al 4 marzo in un bellissima esposizione curata da Didier Ottinger, il Centre Pompidou promette al pubblico un anno di grandi mostre. Il museo parigino, tuttavia, nel 2014 , continua anche con la sua regolare politica di rinnovamento della presentazione della collezione permanente invitando il pubblico a rileggere la modernità attraverso il riallestimento delle collezioni degli anni 1905 – 1970. Un percorso che riunisce una selezione di oltre mille opere di 400 artisti di 47 paesi che spaziano in tutti i campi della creazione: arti plastiche, fotografia, grafica, cinema, architettura, design… “Modernità plurali“, questo il titolo dato al nuovo percorso, rivela appieno la ricchezza delle collezioni del Museo che spaziano nei continenti e nel tempo. Collezioni “plurali” anche dal punto di vista del genere, dove l’universo artistico femminile trova espressione in nomi celebrati (Natalia Gontcharova, Sonia Delaunay, Frida Kahlo, Tamara de Lempicka, Alicia Penalba) ma anche in tante artiste eccellenti rimaste nell’ombra, come Maria Blanchard, Shana Orloff, Panyuliang, Baya o Huguette Caland.

Modernités plurielles de 1905 à 1970… di centrepompidou

Da luglio saranno invece le collezioni contemporanee inedite di arte, architettura e design dal 1980 ad oggi, protagoniste di un nuovo allestimento; un percorso di 450 opere che analizzano gli ultimi tre decenni d’arte attraverso lo sguardo di 160 artisti e 70 architetti di oltre cinquanta paesi.

 

E passiamo alle mostre. Ad aprire l’anno espositivo sarà, a febbraio, la prima retrospettiva di Henri Cartier- Bresson in Europa dopo la scomparsa del grande fotografo, che presenterà la maggior parte dei suoi capolavori , ma anche gli aspetti meno conosciuti del suo lavoro. Passiamo ad un altro mito. Nel mese di settembre una mostra volutamente paradossale è dedicata all’opera dipinta di Marcel Duchamp. Con oltre un centinaio di opere, il Centre Pompidou omaggia l’opera pittorica di colui che nell’ortodossia modernista, ha cercato di uccidere. Al centro dell’esplorazione i dipinti e i disegni che hanno portato alla creazione del “Grande Vetro”, “La sposa messa a nudo dai suoi scapoli, anche “.

Da ottobre ecco invece una nuova lettura del lavoro di Robert Delaunay, sulla base dei fondi inestimabili collezioni del Museo Nazionale d’Arte Moderna. Un approccio multidisciplinare alle esperienze e alle sperimentazioni artistiche è la proposta che in febbraio e marzo, il Nuovo Festival Centre Pompidou propone per la quinta edizione viaggiando sulle tematiche dell’oblio, della memoria e della reminiscenza. Questo laboratorio per nuove forme di creazione contemporanea vede protagonisti un centinaio di attori di tutte le discipline della creazione . Per la serie delle monografie dedicate ogni anno a figure dell’arte contemporanea , dopo Daniel Buren, Annette Messager, Louise Bourgeois , Pierre Soulages  e François Morellet, il Centre Pompidou presenta dal primo maggio una grande retrospettiva su Martial Raysse, sottolineando come questo artista del Midì abbia continuamente rinnovato la sua pratica dal 1960 fino ad oggi. In mostra le opere iconiche del periodo pop al più recente lavoro.

Infine una delle mostre di maggior richiamo (e non è detto che sia la più bella) in collaborazione con il Whitney Museum of American Art di New York arriva a novembre la retrospettiva completa, la prima in Europa , dedicata al lavoro di Jeff Koons. E ancora, a ottobre, ecco le installazioni inedite di Latifa Echakhch , vincitore del Prix Marcel Duchamp nel 2013, mentre per gli eventi dedicati all’architettura, dopo le mostre su Jean Nouvel, Thom Mayne , Richard Rogers, Dominique Perrault , il Centre Pompidou ha invitato Bernard Tschumi ( aprile) e Frank Gehry (ottobre). In stretta collaborazione con l’istituzione, i due famosi architetti documentano le tappe fondamentali del loro lavoro e le loro realizzazioni più iconiche.

(a.d)

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