Stoner, ha 50 anni il libro più bello del 2013

Stoner, di John Edward Williams (Fazi editore), un libro che trova il meritato successo quasi mezzo secolo dopo la sua prima pubblicazione

Il 2013 è stato l’anno del ritorno globale di Dan Brown e, in Italia, quello del ritorno letterario di Roberto Saviano, il cui romanzo Zero Zero Zero (Feltrinelli) è il libro italiano più venduto del 2013, incoronato da Amazon nella sua classifica del 17 dicembre. Eppure il libro dell’anno secondo molti (ad esempio Julian Barnes, che ne scrive una recnsione bellissima su The Guardian poi ripresa dal Corsera), è “Stoner“, dell’americano John Edward Williams (1922-1994), romanzo dalle vicende travagliate, pubblicato negli USA per la prima volta nel 1965 con un esiti discreti e dimenticato. Poi dall’Italia, dall’editore Fazi, che lo ha pubblicato alla fine del 2012, il via di un successo postumo che ha coinvolto tutta l’Europa. In Italia siamo già alla quindicesima ristampa, ottimi risultati anche in Francia, Spagna, Olanda e Israele. In Inghilterra, ripubblicato da Vintage in edizione tascabile (sulla scia del successo italiano) ha superato le vendite di Dan Brown. File.ashx Uno strano destino per questo libro che, già nel 2006, era stato ripubblicato dalla New York Review Books, suscitando un rinnovato interesse da parte della critica e dei lettori. Quando nel 1994 Williams scomparve, il New York Times lo ricordò come poeta ed educatore, quasi glissando sulle sue capacità letterarie. Come ricorda Barnes (altro grande scrittore) sul The Guardian, “il tempo gli ha reso giustizia“. E così, solo 50 anni dopo l’uscita, Stoner è diventato un best-seller.

Stoner è il racconto della vita di un uomo tra gli anni Dieci e gli anni Cinquanta del Novecento: William Stoner, figlio di contadini, che si affranca quasi suo malgrado dal destino di massacrante lavoro nei campi che lo attende, coltiva la passione per gli studi letterari e diventa docente universitario. Si sposa, ha una figlia, affronta varie vicissitudini professionali e sentimentali, si ammala, muore. E’ un eroe della normalità che negli ingranaggi di una vita minima riesce ad attingere il senso del lavoro, dell’amore, della passione che dà forma a un’esistenza.

Sono poche le cose che vanno bene nella vita di quest’uomo normale e a 42 anni conclude che “dinnanzi a sè non riusciva a vedere nulla da desiderare e dietro di sè aveva ben poco che gli importasse ricordare“. E a chi sottolineava che la vita di Stoner fosse ben triste, lo scrittore ne sottolineò in una rara intervista l’eroismo, l’eroismo di un uomo che colleziona molte sconfitte (ad esempio dal punto di vista sentimentale) ma che trova riscatto e soprattutto il senso di sè nel lavoro che svolge, un lavoro che ritiene importante “che gli dava un’identità particolare e lo rendeva ciò che era”.

John Edward Williams (1922-1994), nato in Texas da una famiglia di contadini, partecipò alla seconda guerra mondiale in India e Birmania. Al suo rientro si trasferì a Denver, in Colorado, dove rimase tutta la vita insegnando all’Università. Oltre a Stoner è autore di tre romanzi: Nothing but the night(1948), Butcher’s Crossing (1960, di prossima pubblicazione da Fazi Editore) e Augustus (Castelvecchi, 2010), vincitore del National Book Award.

(a.d)

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