Whatsapp, video Hard e minorenni: scoppia la polemica

In una scuola media di Roma un video hard fa il giro della classe tramite Whatsapp e scatta l’indignazione, chiamato uno psicologo per assistere i ragazzi

Una ragazzina della scuola media Mazzini di Roma riceve un video hard sul suo cellulare tramite Whatsapp e lo condivide con il resto della classe: i professori se ne accorgono e richiedono l’intervento dello psicologo per offrire assistenza ai ragazzi.

La notizia, che sta facendo il giro del web, getta nuova carne sul fuoco nell’annoso dibattito sul rapporto tra i ragazzi e le nuove tecnologie. Come al solito, il rischio di scadere nei luoghi comuni è dietro l’angolo e lo dimostra Maria Rita Munizzi, presidente nazionale del Moige, che interviene immediatamente per dare la sua opinione sull’accaduto: “Quanto accaduto alla scuola media Mazzini di Roma ci sconcerta e preoccupa per il futuro dei nostri figli. Ricevere un video hard sul proprio cellulare e condividerlo tramite WhatsApp con i compagni di classe è una bravata che si è trasformata in un trauma per i minori coinvolti”.

“Sappiamo” – prosegue la Munizzi – “che la scuola già vietava l’uso dei telefonini, ma vanno proibiti non solo in classe, ma durante tutto il tempo scolastico. L’assenza di un piano significativo per la media education, unitamente ad uno scarso controllo sulle tecnologie dei nostri figli, ed il patto di corresponsabilità educativo con i genitori, che stenta a concretizzarsi con azioni che vanno oltre la semplice firma del genitore, di certo non ci aiutano su questo fronte di emergenza educativa”.

Anche il presidente dell’istituto Mazzini, Ester Rizzo, ha detto la sua in merito alla vicenda: “Abbiamo deciso di non provare a nascondere quello che è successo” – ha dichiarato al messaggero – “ma di affrontare l’argomento a viso aperto. Per questo avvieremo un percorso che coinvolga anche insegnanti e genitori”.

Il colpevole, in questo caso, sembrerebbe essere Whatsapp. Una domanda però è d’obbligo: e se il Moige avesse sbagliato il tiro, ignorando la radice del problema?

Noi di certo non proveremo a rispondere; piuttosto, ci limiteremo a lasciarvi con un video che affronta il problema da un diverso punto di vista.

(St.S.)

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