Museo Egizio: un nuovo percorso, una nuova area

Con l’esposizione temporanea del meglio delle proprie collezioni, il Museo Egizio di Torino ha inaugurato la prima fase di quei lavori che, entro il 2015, porteranno al completamento del Grande Egizio. Il museo d’antichità egizie più antico del mondo, nato nel 1824 prima dunque di quello del Cairo, si prepara all’Expò e ad adeguarsi agli standard d’accoglienza dei grandi musei internazionali

Cultura sempre più motore di sviluppo della città di Torino. Investimento, creazione di lavoro, migliore qualità vita”, così il sindaco del capoluogo piemontese, Piero Fassino, al momento dell’inaugurazione del nuovo piano ipogeo del museo. E se è vero che grazie alle sue attrazioni culturali (museo del cinema, residenze sabaude, saloni del libro, del gusto ecc…) la città è il fenomeno turistico degli ultimi anni, è vero quanto tristemente normale che gli stessi torinesi pur portando come un fiore all’occhiello il museo non lo conoscano. Stando a un’indagine condotta dall’associazione “Donne e Qualità della vita” solamente l’8% del campione dichiara di averlo visitato almeno una volta negli ultimi 3 anni.  Tuttavia l’Egizio, col suo mezzo milione di visitatori l’anno è il settimo museo d’Italia, il trentesimo nel mondo e gli stranieri sono tra il pubblico più affezionato, tanto che, stando al direttore “stanno superando gli italiani”.

Il rinnovamento è dunque occasione buona per gli stessi tornesi per avvicinarsi a quel gioiello d’arte e di storia che il mondo c’invidia. Secondo solo al museo del Cairo, e primo per importanza delle collezioni allo stesso British Museum (ci riferiamo ovviamente alle sole collezioni egizie) il Museo Egizio di Torino, si presenta al pubblico con un inedito percorso dal titolo Immortali, l’arte e i saperi degli antichi Egizi a svelare quanto la grandezza di una civiltà si misuri con le abilità e il lavoro di artisti e artigiani.

Scale mobili nuove di zecca immettono il pubblico nell’ipogeo museo come una sorta di macchina del tempo che, spingendosi verso il centro della terra riporta indietro di millenni. E disposti nei mille metri quadrati che prima non c’erano, sotto un cielo a specchio che amplifica le suggestioni, un migliaio di reperti, i più importanti della collezioni Drovetti e Schiaparelli, eppure solo un “campione” dei trentamila oggetti che il museo può vantare: le tombe di Kha e Merit, il papiro della miniere d’oro, il tempio rupestre di Ellesija, e ancora i rilevi di Djoser e la lunga sequenza di statue e sfingi, dei, regine e faraoni …Conclusa la visita al Piano Ipogeo il percorso prosegue risalendo al piano terreno, con la sala del periodo Predinastico, e continua con la celebre Tomba di Kha. Termina infine nel suggestivo Statuario, con le scenografie del premio Oscar Dante Ferretti tra giochi di luce ed ombre sotto lo sguardo eterno di faraoni e divinità.

Progettati dall’architetto tornese Aimaro Isola, i lavori del Grande Museo Egizio, hanno richiesto, sino a questo momento: 1.080 giorni di lavoro, 110 maestranze, 7000 metri quadrati di terra rimossa, 160mila metri di cavi elettrici, 250mila chili di armature di ferro, ma non è finita, con l’apertura dell’ipogeo (che a conclusione dei lavori ospiterà biglietteria, bookshop e area didattica), chiude il primo piano, dove, appunto, continueranno i lavori che condurranno all’apertura del Grande Egizio tra seicento giorni circa.

 

Dal 2015 il percorso museale definitivo, ideato dallo Studio Isolarchitetti e Associati, inizierà risalendo al secondo piano (dove fino a qualche mese fa era ospitata la Galleria Sabauda) attraverso un sistema di scale mobili collocate in un ideale percorso “di risalita del Nilo” ideato da Dante Ferretti, per concludersi infine al piano terra: una passeggiata di tre piani attraverso l’affascinante mistero delle antichità egizie grazie a un progetto studiato secondo i più aggiornati criteri museologici e museografici.

Il Museo Egizio è uno dei grandi attrattori della Città di Torino” dice la presidente Evelina Christilline custodisce un patrimonio culturale che appartiene all’umanità: è per queste ragioni che abbiamo assunto l’impegno di restare sempre aperti nonostante i grandi lavori in corso. La prima fase è stata conclusa nei tempi previsti, il pubblico ha premiato la nostra scelta continuando a visitarci in numero sempre crescente ed il nuovo allestimento è il miglior modo per ringraziare tutti coloro che ci sono affezionati, coloro che sceglieranno di scoprire le nostre importanti collezioni e i soci fondatori che ci sostengono con grande partecipazione”.

Il direttore Eleni Vassilika ha concluso “Il nuovo allestimento offre una prospettiva molto interessante sulla civiltà egizia e consente al visitatore un rapporto più diretto e intimo con i reperti che si rivelano nella loro tridimensionalità. Ogni opera racconta l’abilità e la conoscenza di artisti e artigiani e questi saperi rappresentano un bagaglio culturale di grande importanza, anche per scoprire civiltà successive. Il nuovo percorso museale è molto ricco di stimoli e informazioni fruibili da ogni tipo di pubblico”. (www.museoegizio.it ) (a.d)

 

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