Cinema, la celluloide: storia di una morte annunciata

Il de profundis della celluloide è stato recitato da tempo, ma il tempo stringe e la fine del vecchio cinema in pellicola è davvero vicina

Nata e sviluppatasi alla fine del XIX secolo tra Francia e Regno Unito, la celluloide è rimasta per oltre un secolo il simbolo dell’identità del cinema. Ma l’immagine romantica MINOLTA DIGITAL CAMERAdelle bobine nelle loro custodie di latta sembra ormai destinata a scomparire in favore di un formato più comodo, conveniente e accessibile, certo molto meno romantico.

L’anno campale per l’agonia della celluloide è il 2009. James Cameron lancia Avatar, il film in 3D che tutto cambierà nella storia del cinema. Per consentirne la visione, la maggior parte dei cinematografi americani (e del mondo) dovettero adattare i loro proiettori; il film, infatti, poteva essere visto solo in formato digitale, i dispositivi tradizionali dunque, non erano più adatti. Si calcola che nei soli States furono 10mila le sale ad adeguarsi, con una spesa totale di oltre 2 milioni di euro, la spesa, tuttavia, fu giustificata. Ed Avatar incassò nel mondo 1500 milioni di euro.

La rivoluzione del 3D spalancò definitivamente la strada al digitale. E mentre i titoli si moltiplicavano, alla fine del 2011 il 51% degli schermi mondiali era dotato di proiettori digitali, l’82% in più rispetto al 2010. Questo secondo un’indagine dell’IHS Screen Digest Cinema Intelligence Servicepellicola che peraltro ha evidenziato come la pellicola sia “destinata a cessare negli Stati Uniti e in altri mercati principali entro la fine del prossimo anno, con un limite massimo a livello globale previsto entro fine 2015″. Non a caso Michael Karagosian, presidente di MKPE, uno dei più potenti studi di consulenza cinematografica del mondo ha detto nei mesi scorsi all’Hollywood Reporter che nel 2015 oltre il 90% dei cinema proietterà solo in formato digitale. Cosa ne sarà del restante 10% per cento? Chiuderanno?

Ma restiamo al 2011. E’ Natale, quando Christopher Nolan, altro regista con un legame stretto col box office, nel presentare il terzo capitolo della sua saga di Batman (Il cavaliere oscuro: il ritorno), davanti a un pubblico composto da registi e da alcuni dei produttori più potenti di Hollywood si lancia in un’accorata arringa  in difesa del cinema in pellicola, sottolineando che senza una difesa estrema, questo era destinato a scomparire senza lasciare traccia.

Al contrario, un altro regista di blockbuster, Peter Jackson conduce la sua campagna perché i proprietari di cinema si dotino di proiettori digitali e soprattutto paghino per l’aggiornamento del software in grado di proiettare a 48 frame al secondo anziché a 24, modifica questa necessaria per proiettare Lo Hobbit (uscito in Italia nel dicembre scorso) negli originali 48 frame. Altri costi per i proprietari di sale cinematografiche, ma anche in questo caso potrebbe valerne la pena. E’ noto infatti che James Cameron, girerà il sequel di Avatar a ben 60 frame al secondo.

bobinefilmE’ inoltre datato a diversi mesi fa l’annuncio della Fox d’avere intenzione di cessare l’attività con la celluloide entro il 2013. Questioni economiche spiegano le solite teste pensanti, il digitale porterebbe vantaggi sia agli indipendenti, con evidenti minor spese di produzione, sia ai grandi studios, che risparmierebbero fortemente sui costi di distribuzione: dai 1200 euro per la stampa di un 35 millimetri, si passa infatti ai 100 euro per una copia digitale. Tenendo conto del numero di copie di un blockbuster globale, il risparmio corre sui sei zeri. Insomma, in nome del progresso e della crisi, l’assassinio della celluloide è ormai compiuto. Fujifilm e Kodak, i due più importanti fornitori di pellicola hanno già annunciato che entro la fine di questo anno la produzione cesserà.  Altri laboratori come Technicolor o De Luxe hanno già dismesso la pellicola concentrarsi attraverso società più piccole sui servizi di post-produzione digitale. Il futuro è arrivato e s’è messo comodo. La speranza per la celluloide? I cinefili. Così come tanti musicofili sono riusciti a recuperare il vinile, chissà che un giorno non assisteremo a veri e propri festival in pellicola pieni di nostalgia. (g.m)

 

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