Malala day: oggi la piccola signora del coraggio compie 16 anni e parla all’Onu

Oggi Malala Yousafzai, simbolo globale di protesta pacifica, compie 16 anni e parlerà alle Nazioni Unite chiedendo ai leader mondiali il diritto all’istruzione per tutti i bambini. Auguri Malala !

«I Talebani hanno proibito alle donne di studiare. Ma noi ragazze di Swat non abbiamo paura di nessuno e abbiamo deciso che andremo a scuola con i libri nascosti sotto i nostri veli». Con la parola scritta una farfalla ha deciso di sfidare la forza bruta dei talebani. E’ stata ferita, e ridotta in fin di vita, si è salvata per miracolo e la sua guerra non è ancora vinta. Ma lei  è diventata un simbolo mondiale. Il simbolo della protesta pacifica, il simbolo del coraggio, esempio che dovrebbe ispirare tutte le donne, tutti gli adulti di buona volontà contro ogni forma di razzismo, di sopraffazione, di vile fanatismo. Ma noi non vogliamo che Malala da simbolo diventi martire, non vogliamo che questa piccola signora del coraggio sia immolata alla vendetta talebana. E’ per questo che su tutto le auguriamo una vita lunga e felice, con tante battaglie, piccole e grandi da combattere e un lido sereno dove ritrovare il diritto al sorriso.

Era il 9 ottobre del 2012 quando la ragazza, che sin dall’età di 13 anni teneva un blog per la BBC nel quale documentava lo spietato regime dei talebani pakistani; fu assalita da uomini armati che, saliti sul suo scuolabus, la ferirono gravemente al collo e alla testa. Si è salvata, e, a lungo ricoverata ai Londra, dove è stata trasferita dopo un delicato intervento chirurgico all’ospedale militare di Peshawar, non ha mai smesso la sua battaglia. Il vile attentato fu rivendicato da Ihsanullah Ihsan, portavoce dei talebani pakistani, affermando che la ragazza “è il simbolo degli infedeli e dell’oscenità”.  Malala,è davvero diventata un simbolo, ma di pace, forza, coraggio è anche diventata la più giovane persona mai nominata per un Nobel per la Pace.

Io sono Malala”, l’ultima frase pronunciata prima di essere colpita dal proiettile dei Talebani, è stata ripetuta in decine di lingue diverse, diventando lo slogan di manifestazioni pacifiste, è inoltre  il titolo di una campagna mondiale dell’Onu per portare tutti i bambini a scuola entro il 2015. La frase è anche il titolo del libro sulla sua storia che uscirà in autunno per Garzanti Libri (Gems), e in contemporanea in tutto il mondo.

Scrive Malala: “Era martedì, il 9 ottobre 2012, non proprio il migliore dei giorni dato che eravamo nel bel mezzo degli esami e, se io che sono una secchiona non ero preoccupata, i miei amici sì. Avevamo finito per quel giorno, ed ero stretta tra i miei compagni e gli insegnanti, sulla panchina del camion scoperto che viene usato come scuola bus. Non c’erano finestrini, soltanto spesse tendine di plastica che sbattevano ed erano troppo gialle e polverose per vedere fuori, e un francobollo di cielo sulla parte posteriore attraverso il quale ho intravisto un aquilone che volteggiava su e giù. Era rosa, il mio colore preferito. Vengo da un paese che è stato creato a mezzanotte. Quando sono quasi morta era passato da poco mezzogiorno.” (a.d)

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