Pompei: buone, amare notizie

Dopo le bacchettate dell’Unesco e le pronte repliche del Mibac qualosa si muove all’ombra del Vesuvio. E il commissario europeo Johannes Hahn assicura “l’Europa salverà Pompei”

Riprendiamo da Il Mattino: “Un controllo in due cantieri all’interno degli scavi di Pompei è stato fatto oggi da Dia, carabinieri, polizia e guardia di finanza per verificare, com’è prassi, il rispetto del protocollo di legalità siglato nei mesi scorsi da Mibac e aziende aggiudicatarie degli appalti. Mosaico di un cane da guardiaGli investigatori, in particolare, si sono recati nella Casa del criptoportico e nella Casa dei Dioscuri, identificando gli undici lavoratori impegnati nell’opera di restauro.

I controlli, dai quali al momento non è emersa alcuna anomalia, si sono protratti per circa quattro ore, dalle 10 alle 14. Approfondimenti saranno compiuti nei prossimi giorni con l’ausilio delle banche dati. Lo scopo del protocollo di legalità è evitare che gruppi criminali si infiltrino nelle imprese impegnata nel restauro dei monumenti di Pompei.

Inoltre, c’è stata una stretta di controlli sull’intensità del lavoro delle guide che accompagnano i visitatori negli Scavi per migliorare l’immagine del sito agli occhi dei turisti e per impedire l’attività abusiva. Nel mirino delle autorità ci sarebbero le guide non autorizzate dalla Regione Campania, la cui presenza sarebbe spesso all’origine di liti tra operatori, diverbi che contribuiscono a peggiorare la fama degli Scavi di Pompei”.

 

Dobbiamo prenderla come una buona notizia, non lo è, ritrovare la Direzione Investigativa Antimafia nel sito archeologico più prestigioso d’Italia mette in luce una ferita sanguinante, ma ringraziamo Carabinieri, GdF e Polizia.

 

JohannesHahnPortraitSempre da Il Mattino, apprendiamo della lettera che il commissario europeo per le politiche regionali,  Johannes Hahn ha scritto sulle condizioni del sito e più in generale sui monumenti del Sud e non solo. Anche qui dovremmo dirci contenti, visto che prefigura la salvezza di Pompei, ma in bocca resta fiele. Ecco cosa scrive: “Probabilmente è lecito affermare che l’Italia non ha curato il proprio immenso patrimonio culturale e artistico – siti, monumenti e musei di fama mondiale – come avrebbe dovuto. Pompei ha sofferto dell’incuria, come testimoniano i vari crolli registrati nel 2011 e 2012, e purtroppo non è l’unico esempio.

Dal Palazzo Reale di Napoli al sito di Sibari in Calabria, passando persino per gli Uffizi e il Colosseo, sono evidenti i segni della trascuratezza e della mancanza di finanziamenti. Però combinando investimenti dell’Ue e rinnovato impegno politico le cose possono cambiare, a livello nazionale e locale. Questo sta già succedendo a Pompei e, anche se è troppo presto per dire che abbiamo salvato il sito (risultato che richiederà un impegno a lungo termine), penso che alcune delle critiche mosse non siano più motivate come lo erano un anno fa.

Nel marzo 2012 abbiamo infatti approvato un ingente progetto per la conservazione di Pompei, sostenuto da fondi Ue per lo sviluppo regionale e da investimenti nazionali, per un bilancio complessivo di 105 milioni di euro. Il nostro obiettivo va oltre il mero «salvataggio» del sito: Pompei è una delle principali attrazioni turistiche del Paese e preservarla significa anche rinvigorire l’economia della regione”.

teatro_grande_pompei

Tira un sospiro di sollievo la Soprintendenza, che al termine della giornata (di ieri), invia una nota stampa, eccola: “La Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei esprime grande soddisfazione per le parole di apprezzamento riportate dal Commissario Europeo Johannes Hahn per il lavoro svolto a tutela e per la valorizzazione del sito archeologico di Pompei, in un articolo pubblicato oggi su Il Mattino. Il commento del commissario Hahn è testimonianza dei costanti sforzi profusi dalla Soprintendenza nell’ambito del Grande Progetto Pompei che, come evidenziato nella lettera a Il Mattino, procede secondo i tempi stabiliti. Negli ultimi mesi, sono stati aperti tre cantieri di restauro e messi in campo altri tre importanti interventi tra cui quello per la mitigazione del rischio idrogeologico dell’area archeologica. Sono stati inoltre già pubblicati i bandi per il restauro delle Domus di Venere in Conchiglia e di Octavius Quartio e altri sei bandi sono prossimi alla pubblicazione. Gli interventi del Grande Progetto Pompei si aggiungono all’attività di ordinaria e costante manutenzione della Soprintendenza che tra il 2011 e il 2012 ha portato alla messa in sicurezza di oltre 100 punti della città antica e di recente ha consentito la riapertura al pubblico della Casa degli Amorini Dorati dopo un delicato intervento di restauro, ampliando l’offerta complessiva del sito”.

Vi risparmiamo i commenti, vogliamo aver fede… (a.d)

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