Bon Jovi a San Siro, sabato sera è stato un grande successo

Il cantante ha ringraziato i fan e si è commosso

Sabato, 29 giugno, i Bon Jovi hanno tenuto un grande concerto allo stadio di San Siro e per i 50 mila fan presenti è stata una serata indimenticabile. L’unica tappa italiana del “Bon Jovi Because We Can – The Tour” della celebre band si è aperta con la canzone “That’s What the Water Made Me“. A causa dei “bisticci in famiglia”, sul palco non era presente il chitarrista Richie Sambora. Il suo posto è stato preso da Phil X.

Tre ore di musica hanno incantato lo stadio e i fan hanno riservato una calorosa accoglienza ai Bon Jovi: “You Give Love a Bad Name” e “Raise Your Hands” fanno esplodere la folla. Migliaia di mani alzate verso il cielo e Jon avverte che c’è da “allacciare le cinture” prima di iniziare a cantare “Runaway“. La scenografia ha un’impronta “molto americana“. A farla da padrona era infatti una Buick azzurra degli anni cinquanta con i fanali che si accendevano e spegnevano a ritmo.

Arriva il momento di intonare “Born to be my babe” e “It’s My Life”, seguite da “Because We Can“, pezzo tratto dall’ultimo album intitolato “What about now”. Durante l’esecuzione di “Because We Can“, Jon Bon Jovi si ferma ad osservare il pubblico: ognuno era stato dotato di un foglio di plastica colorato che alzato verso il cielo, insieme a tutti gli altri, ha formato il nome della band e la bandiera americana. Il rocker ha smesso di cantare e commosso ha detto: “Non posso piangere come una femminuccia. Devo smetterla e continuare a suonare per voi. Però grazie, grazie davvero. Questa scenografia mi lascia senza fiato”.

Dopo questo momento così intimo, l’energia della musica è tornata a pervadere San Siro. “What About Now”, “We Got It Goin’ On” e prima di eseguire “Keep the Faith”, la band ha fatto i complimenti alle moltissime ragazze presenti allo stadio: “Quando gridano - le fan italiane – sono meravigliose”. La serata è proseguita con una dedica a tutte le madri del mondo, “Amen” dal suo ultimo album. Migliaia di accendini hanno fatto poi da cornice a “In these arms” e “Captain Crash & the Beauty Queen From Mars”, che fanno parte del repertorio meno conosciuto della band.

Immagini che raccontano il “sogno americano” fanno da sfondo a “We Weren’t Born to Follow” e “Rocking all over the world”, cover di John Fogerty. Un’ovazione invade San Siro quando Jon e David Bryan indossano due cappelli da cow boy, dopo aver cantato “I’ll Sleep When I’m Dead”. Tico Torres, il batterista della band, dà invece il meglio di sé con l’esecuzione di “Bad Medicine“.

Arrivato il momento dei bis, l’esecuzione di “Love si the only rule” mette in mostra tutta la bravura e il virtuosismo di Phil X. La serata, che è stata definita grandiosa dallo stesso Jon Bon Jovi, si è conclusa con i brani più celebri della band, quali “Wanted dead or alive”, “Undivided”, “Have a nice Day”, “Livin’ on a prayer”, “Always”. Per terminare il grande spettacolo, i Bon Jovi hanno regalato un ultimo brano ai fan: “This Ain’t a Love Song”. (s.e.)

 

Because We Can – Bon Jovi – Sansiro 29/06/2013

 

 

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