“Uomini di parola” di Fisher Stevens

Una commedia d’azione con Al Pacino e Christopher Walken, che celebra l’amicizia virile, in uscita l’11luglio

Dopo 28 anni, Val (Al Pacino) esce di prigione; ad attenderlo c’è il suo amico di sempre Doc (Christopher Walken), che in tutti questi anni non l’ha mai abbandonato, mandandogli costantemente quadri da lui dipinti, viveri e altri mezzi di sostentamento.

Una volta riunitisi, i due passeranno una “notte da leoni”, per recuperare il tempo perso prima che sia troppo tardi, perché il mattino potrebbe portare brutte sorprese. Ad accompagnare le loro scorribande c’è anche Hirsch (Alan Arkin), compagno di crimini in gioventù e fidato autista.

Nonostante l’età e gli anni passati separati, i tre si ritrovano nottetempo a peregrinare per tutta la città come ai vecchi tempi.

Forse basterebbe la trama per esprimere l’idea di questo film dalla sceneggiatura solida, in quanto si offre come puro intrattenimento, senza voler aggiungere riflessioni troppo forzate e pesanti in una storia, che tutto sommato, può farne a meno.

L’incipit ricorda quello dei Blues Brothers, l’uscita di prigione e l’amico/fratello che aspetta vicino all’auto, pronto per l’ultimo grande colpo.

Effettivamente la pellicola si muove su binari affini a quella di Landis; siamo di fronte ad una classica commedia d’azione, che ha come tema centrale l’amicizia virile, quella vera, che non si spezza neanche dopo quasi trent’anni di lontananza.

Coppia inedita sullo schermo, Pacino e Walken non sono certo al massimo delle loro potenzialità, ma il disimpegno di due grandi attori premio Oscar dona comunque una performance sopra la media, regalando buoni attimi di complicità.

Se poi il terzo compare è un altro premio Oscar del calibro di Alan Arkin, allora si può stare tranquilli che, almeno per il cast, il film vale il prezzo del biglietto.

Uomini di parola

Tuttavia c’è altro che lo rende un appuntamento da segnare sull’agenda estiva, in una stagione che rischia di regalare poco spettacolo in ambito cinematografico. Prima di tutto le musiche di Bon Jovi riescono a creare un’atmosfera perfetta, funky e pulp come solo certe scelte di Tarantino possono esserlo.

Oltre alla colonna sonora, anche la scenografia, che va dai bar ai bordelli fino ai drugstore e ai covi di malavitosi, ricrea un ambiente da fumetto davvero godibile.

La psicologia dei personaggi non è particolarmente approfondita, emergono sì alcuni drammi legati al passato, ma si preferisce concentrarsi sul presente, sempre sfuggente.

Nonostante spesso fatichi a ingranare la marcia, il film annovera alcune scene davvero struggenti, in particolare quella del ballo, che piacerà ai fan di Pacino.

Quando in unico film si mettono tre attori del calibro di Al Pacino, Christopher Walken e Alan Arkin, il rischio è sempre quello che si pestino i piedi a vicenda, invece Uomini di parola riesce nell’intento di far dialogare in buon modo il trio di star, sperando di vederli nuovamente in un’altra produzione.

In uscita nelle sale italiane l’11 luglio 2013.

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