La Nasa ci scatta una foto da Saturno, sorridete prego

L’invito giunge direttamente dall’ente spaziale USA, il 19 luglio “partecipate allo storico evento”

La Terra come un piccolo puntino solitario nella nera immensità. E miliardi di persone con le braccia in alto, pronte a dire “cheese” e salutare, la Nasa ci scatta una foto da Saturno, è  destinata a rimanere nella storia, tenetevi pronti. L’appuntamento è per il 19 luglio tra le 21.27 e le 21.42 GMT, da noi tra le 23.27 e le 21.42. Ed è la stessa agenzia spaziale americana che invita tutti a contribuire alla “foto di gruppo” scattata da una distanza di 1.440 milioni di chilometri.

1968 "Earthrise" - Apollo 8

1968 “Earthrise” – Apollo 8

Non provate neppure a individuare qualcosa di riconoscibile, la Terra apparirà come un piccolo, pallido puntino blu tra gli anelli di Saturno, parte di un mosaico, o ritratto multi-immagine del sistema di Saturno che la sonda Cassini sta componendo.

Mentre la Terra sarà solo un pixel dal punto di vista della Cassini a 1440 milioni km di distanza, il team è impaziente di dare al mondo la possibilità di vedere come la loro casa appare da Saturno“, ha detto Linda Spilker, scienziata del progetto Cassini al Jet Propulsion Laboratory della NASA di Pasadena, California: “Speriamo che vi uniate a noi salutando Saturno dalla Terra, in modo che possiamo celebrare questa occasione speciale.”

Cassini inizierà a comporre la parte terrestre del mosaico alle 21:27 GMT (alle 23:27 ora italiana) terminando l’opera dopo circa 15 minuti, il tutto mentre Saturno, dal punto di vista della sonda, eclissa il sole. L’angolo di osservazione del veicolo spaziale così protetto dall’ombra di Saturno è un’opportunità scientifica per osservare gli anelli del pianeta. A differenza dei due precedenti mosaici realizzati da Cassini in condizioni analoghe (nel 2006 e nel 2012) le immagini di luglio saranno le prime a catturare il sistema nel colore naturale, dunque come lo vedrebbero gli occhi umani. Il tutto con una macchina ad altissima risoluzione, la più potente tra quelle presenti a bordo della sonda, alla cui missione nelle profondità spaziali contribuisce in modo significativo anche l’Agenzia Spaziale Italiana. “Da quando abbiamo preso visione della Terra tra gli anelli di Saturno nel settembre 2006 in un mosaico che è diventata una delle immagini più amate di Cassini, ho voluto fare tutto da capo e meglio“, ha detto Carolyn Porco, Cassini Imaging team leader presso lo Space Science Institute di Boulder, Colorado: “Questa volta, ho voluto trasformare l’intero evento in un’opportunità per tutti, in tutto il mondo, di assaporare l’unicità del nostro pianeta e la preziosità della vita su di essa.

1990 "Pale Blue Dot" scattata dal Voyager 1 da 6mila milioni di km. La Terra è il puntino indicato dalla freccia

1990 “Pale Blue Dot” scattata dal Voyager 1 da 6mila milioni di km. La Terra è il puntino indicato dalla freccia

E’ questo un aspetto secondario, ma non meno importante, di una foto il cui scopo è prettamente scientifico. Le condizioni che si verificheranno il 19 luglio daranno infatti la possibilità di adoperare – grazie al punto di osservazione in ombra – le fotocamere più sensibili presenti sul veicolo spaziale, il mosaico consentirà così agli scienziati di approfondire le strutture interne degli anelli di Saturno, le polveri, il campo magnetico del pianeta, la pressione della radiazione solare e le attività vulcaniche della luna Encelado.

 

COM’E’ CAMBIATA L’IDEA DELLA TERRA

Tuttavia questa ultima immagine contribuirà ad arricchire il nostro immaginario aggiungendo un altro “pixel” a quell’archivio di scatti della Terra vista dallo spazio che hanno radicalmente cambiato il nostro modo di guardare a questa fragile casa che ci ospita. Resta nel mito la fotografia 1968 “Earthrise” in cui la sfera blu e bianca del pianeta si stagliava nel buio sopra la superficie scabra della luna. Fu presa dalla missione Apollo 8 sulla luna, da circa 240.000 miglia (380,000 km) una distanza ampiamente superata  dall’immagine del 1990 “Pale Blue Dot” scattata dal Voyager 1 da circa 4 miliardi di miglia (6.000 milioni km).

In realtà la prima foto della Terra vista dallo spazio fu presa da un razzo V2 nel 1946, quando gli Stati Uniti stavano sperimentando le possibilità d’impadronirsi delle tecnologie naziste, tuttavia solo negli anni ’60 cominciarono a giungere sulla Terra immagini a colori del nostro mondo come una meravigliosa isola veredeazzurra galleggiante in una notte eterna. Scatti che avvicinarono la nostra percezione ad una “visione globale” che prima potevamo solo immaginare. Oggi è invece difficile immaginare con quanta forza quella visione s’impose agli occhi della gente, tanto da favorire l’emergere delle politiche ecologiste e di teorie sul pianeta vivente, come la suggestiva ipotesi Gaia di James Lovelock.

Oggi, le immagini prese da distanze incommensurabili ci restituiscono un’altra visione, quella della Terra come puntino insignificante nel cosmo, un pixel, ma come non volergli bene, è casa nostra. Per ulteriori informazioni su come partecipare alla “foto di gruppo”:  http://saturn.jpl.nasa.gov/waveatsaturn. (g.m)

La foto che sarà scattata il 19 luglio secondo le previsioni (Courtesy Nasa)

La foto che sarà scattata il 19 luglio secondo le previsioni (Courtesy Nasa)

 

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