Mostre imperdibili. Emilio Isgrò alla Gam di Roma

Emilio Isgrò: Modello Italia (2013 – 1964). Una mostra a cura di Angelandreina Rorro, 20 giugno – 6 ottobre 2013 alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma

Quelle di Emilio Isgrò non sono mostre, sono irruzioni nel presente, ingressi provocatori e poetici in un’attualità che di artisti ha sempre avuto bisogno, ed oggi più che mai. E lui, che attraverso le iconiche cancellazioni è arrivato a cancellare persino la Costituzione italiana, per non parlare delle località geografiche, torna in scena con altre affermazioni dove passato e presente non si cancellano con una linea nera, ma attraverso questo segno grafico si arricchiscono di nuovi significati, c’impegnano a considerarne il senso in positivo, si trasformano. E l’Italia ha bisogno di trasformazioni, se non addirittura di gesti patriottici, come spiega lo stesso artista “ Il mio Modello Italia – afferma  – è un modello identitario che, partendo dall’arte, vuol recuperare quella unicità culturale che dal Rinascimento al Futurismo ha imposto l’Italia al rispetto del mondo. Perché sì, è vero, siamo economicamente e politicamente in crisi, una piccola potenza ormai. E tuttavia restiamo pur sempre una grande potenza culturale in grado di competere sui mercati globali. È da questa consapevolezza che dobbiamo ripartire noi artisti se vogliamo segnare le vie del coraggio anche all’economia e alla politica. Direi che il nostro è un dovere patriottico: per il nostro sistema Paese e per la stessa Europa”.

SP, Isgrò illustra la mostra (ph. Pitrone), LGT

La mostra della Gam propone in una sorta di percorso a ritroso, l’attualità dell’arte di Isgrò sottolineando quegli elementi di continuità con le opere degli anni Sessanta e Settanta. Si comincia quindi con i lavori degli ultimi cinque anni: con l’opera Dichiaro di essere Emilio Isgrò, realizzata nel 2008 per il Cetro pecci di Prato, e nella quale l’affermazione era un’assunzione di responsabilità rispetto al suo stesso passato d’artista; c’è Modello Italia (2012), e Fratelli d’Italia (2009) che fa da contrappunto allo Sbarco a Marsala (2010) in cui la statua di Garibaldi viene travolta dalle formiche sulle note di Casta Diva eseguite da un carillon.

isgro_oraitaliana

Dal panorama italiano (La Costituzione cancellata, 2010; L’Italia che dorme, 2010; Cancellazione del debito pubblico, 2011) l’orizzonte si allarga a una visione globale con Weltanschauung, (2007),  Var ve yok e Codici ottomani (2010). A questa compagine di lavori si aggiunge un gruppo di opere inedite: giornali italiani cancellati secondo una logica costruttiva che intende indicare la necessità di un nuovo inizio per il nostro Paese e per l’Europa.

Al piano superiore una selezione di lavori celebri come Volkswagen (1964), Jacqueline (1965), Enciclopedia Treccani (1970), nonché i primi Libri cancellati, i Telex, i Semi d’arancia e il Particolare ingrandito di Gianni Agnelli,  fino alla struggente Ora italiana (1985 vedi foto) ispirata alla strage di Bologna. www.gnam.beniculturali.it (a.d)

 

GUARDA UNA SERIA DI OPERE DI EMILIO ISGRO’

 

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