Pietrasanta, ecco il MuSA: museo virtuale della Scultura e dell’Architettura

Nella capitale mondiale del marmo è nato il MuSA, il museo virtuale della scultura e dell’architettura

A Pietrasanta (Lucca) la lavorazione del marmo è parte intrinseca del tessuto storico, sociale e urbano. Dalle Apuane al mar Tirreno la tappa intermedia sulla via del marmo è la cittadina di Pietrasanta e con essa quelle località della Versilia dove il marmo è da sempre lavoro ed economia, vita, arte e talvolta morte. Una storia lunghissima cominciata con i romani e passata attraverso Michelangelo ed Henry Moore, intere generazioni di scalpellini e tanti architetti per i quali la nobile “pietra” bianca delle  Apuane è stata, ed è, ben più di un materiale ma fonte stessa d’ispirazione.

 

Il MuSA, il Museo virtuale della Scultura e dell’Architettura nasce dunque con l’intento di proporre una diversa modalità di parlare di arte, scultura e architettura in relazione al territorio del marmo. Nei bellissimi locali di un ex laboratorio di artigiani, il museo è stato concepito con una duplice dimensione: una reale ed una virtuale. Nella sua prima dimensione, è un laboratorio per lo sviluppo di servizi alle imprese e soprattutto uno spazio espositivo innovativo, dotato di sistemi multimediali, che rendono spettacolare e interattiva ogni rappresentazione ospitata. Nella sua seconda dimensione offre invece, attraverso il web, un assaggio di spazi e persone reali. In Internet sarà infatti possibile navigare tra le cave del territorio, entrarvi dentro e vedere i luoghi dell’escavazione; visitare i laboratori delle aziende e quelli degli scultori e degli architetti, ma anche ascoltare numerose interviste a quegli stessi scultori ed architetti, che al marmo hanno dedicato la loro vita.

MuSa - Il Museo interni

Il MuSA ha insomma come obiettivo la valorizzazione delle relazioni tra materia, lavoro, imprese, arte e cultura e come strumenti uno spazio fisico ed uno virtuale. Il primo contiene il secondo, ma il secondo vive anche di vita propria, trasmettendo in rete e recependo dalla rete messaggi, immagini e suggestioni. Il marmo, materia pesante per eccellenza, diventa in questo processo leggero. Perché il mondo virtuale contiene e comunica non solo la pesantezza della materia, ma anche la storia del lavoro che la trasforma e la rende di volta in volta scultura, ornamento, architettura, capolavoro. Ed è partendo da questo concetto che nasce Leggera Materia, il primo ciclo di eventi realizzati dal MuSA. Mostre, proiezioni video e seminari coordinati da Massimo Marsil, dirigente responsabile del museo, che si terranno a Pietrasanta tra giugno e ottobre, coinvolgendo istituzioni culturali, categorie economiche, centri regionali di servizi all’impresa e associazioni.

 

Le Cave

 

LEGGERA MATERIA

 

Ad inaugurare il ciclo, oggi 14 giugno, è l’evento Officina contemporanea, a cura di Alessandro Romanini, direttore del Centro di Arti Visive di Pietrasanta e docente all’Accademia di Carrara: una mostra, Radical Minds – Radica Design, dedicata all’architettura e al design radicale, ed un ciclo di proiezioni, Scolpire il tempo, che presenta documentari e video creazioni su personaggi del mondo dell’arte, del design e dell’architettura, accomunati dalla volontà di sperimentazione. L’esposizione proseguirà sino al 21 luglio.

 

Ettore Sottsass Superbox 1966

Ettore Sottsass Superbox 1966

La mostra Radical Minds – Radical Design, ideata dalla Fondazione Centro Arti Visive di Pietrasanta, in collaborazione con il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato e con il Museion di Bolzano, è curata da Romanini con la collaborazione di Stefano Pezzato e presenta opere, oggetti e progetti, disegni, maquettes, fotografie e filmati d’archivio per ricostruire una stagione che, sul finire degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta, ha visto una serie di giovani creativi, architetti, artisti e designer rivoluzionare i linguaggi dell’architettura, dell’arte e del design, ma anche dell’abitare e del vivere insieme. Menti radicali, vocate all’innovazione, che non trascuravano la funzionalità e soprattutto i legami con la tradizione del saper fare artigiano, come Ettore Sottsass, Gianni Pettena, Nigel Coats, Ufo, Superstudio, Memphis, Archizoom. Design radicale, presentato in mostra attraverso opere come la specchiera Ultrafragola, la Casa Anas gonfiabile o il Turboeffimero, Passiflora, Dollaro MGM o il progetto per il Monumento Continuo-New York e quello della Sedia Indossabile.

Filmati e foto d’archivio contribuiscono a delineare un panorama esaustivo di una stagione che ha visto il mondo guardare all’Italia come l’epicentro della cultura del progetto e ha visto anche la Toscana giocare un ruolo chiave nella produzione e esportazione di creatività e innovazione.

 

La mostra è accompagnata dal programma di proiezioni Scolpire il tempo, che presenta documentari e video interviste su personaggi come Gordon Matta Clark, Bill Viola e Norman Foster, Ron Arad e Renzo Piano, Jean Nouvel e Louis Kahn, Robert Smithson e Bill Viola, Mike Kelley e Damien Hirst, Rem Koolhas e .Herzog & De Meuron.

 

La rassegna Leggera Materia proseguirà, dal 3 agosto all’1 settembre, con la mostra Le forme dei marmi. La Versilia Medicea, 500 anni dopo. Sacro e Profano nella contemporaneità. Curata da Andrea Marcuccetti, docente di Architetture della sacralità alla Sapienza di Roma, insieme agli architetti Attilio La Pietra e Tiziana Burrini, l’esposizione celebra il cinquecentenario del Lodo di Leone X, con cui il Papa, figlio di Lorenzo il Magnifico, sancì il distacco del territorio dell’odierna Versilia dalla madrepatria lucchese, facendolo da allora gravitare sotto la Repubblica di Firenze, poi Granducato di Toscana. Atto che ovviamente influenzò enormamente l’evoluzione storica, sociale e culturale del luogo che trovò da allora, nell’estrazione del marmo e della sua lavorazione, uno dei suoi tratti fondanti. La mostra del MuSA proporrà l’esposizione di opere recuperate da collezioni private e gallerie d’arte in dialogo con recenti produzioni artigianali e artistiche, nelle quali abilità manuale e innovazione si incontrano.

 

A chiudere la rassegna, dal 7 settembre al 6 ottobre, ci sarà la mostra La Memoria della Pietra, a cura di Cesare Monti: una grande collettiva che rende omaggio ai lavoratori di Pietrasanta, alle loro storie di vita intrecciate a quelle del territorio. Marmisti, mosaicisti, lavoratori della creta, del ferro e del metallo; stampatori, orefici, operatori dei frantoi e degli stabilimenti balneari si raccontano attraverso documenti originali: 56 video interviste, 10 ritratti di mestiere e video proiezioni poetiche, in cui le parole dei protagonisti diventano esse stesse opere. www.musapietrasanta.it

 

(g.m)

 

 

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