Premio Strega: Siti resta favorito, Perissinotto è primo, Busi fuori “cinquina”

La corsa al Premio Strega entra nel vivo. C’è la cinquina finalista con tanto di sorpresa

La sorpresa è l’esclusione di Aldo Busi col suo El Especialista de Barcelona, chi voleva vedere una sfida all’ultimo sangue col “nemico” Walter Siti – superfavorito – rimane a bocca asciutta. Il seggio elettorale di casa Bellonci, presieduto da Alessandro Piperno, ha decretato diversamente. Questi i risultati: Alessandro Perissinotto (Le colpe dei padri – Piemme) è il primo finalista con 69 voti. Seguono: Walter Siti con 66 (Resistere non serve a niente – Rizzoli); Romana Petri con 49 (Figli dello stesso padre, Longanesi); Paolo di Paolo con 45 (Mandami tanta vita – Feltrinelli ); Simona Sparaco (Nessuno sa di noi – Giunti). Primo degli esclusi è Gaetano Cappelli (Romanzo irresistibile della mia vita – Marsilio).

Adesso spazio alla trattativa, il Premio Strega assicura un picco di vendite immediato di almeno centomila copie, come rinunciarvi?

La sfida, come sempre, è limitata ai grandi gruppi: su Siti, che corre per Rizzoli, potrebbero confluire i voti di Cappelli per ragioni di scuderia. A fare la differenza potrebbero essere però i 60 “lettori forti” che sono anonimi e il cui giudizio appare insondabile. Mondadori, presente con Perissinotto e il marchio Piemme potrebbe cedere il passo. Ho portato a casa sei vittorie nelle ultime dieci edizioni del Premio  e la cosa non ha fatto altro che alimentare giustificate polemiche. Delle quattro vittorie rimanenti, sempre considerando gli ultimi dieci anni, tre se le è portate a casa Rizzoli. Feltrinelli dal suo canto, dopo due anni di assenza dalla finale, ha buone chance con Paolo Di Paolo. Potrebbe essere lui l’outsider che scompiglia le carte di un Premio che tutti vogliono già assegnato. Ma così come Sanremo, non c’è Strega senza polemiche. Quest’anno si registrano, in ordine di tempo: le dimissioni di Emanuele Trevi da giurato in disaccordo con le case editrici e il loro peso nella selezione dei libri; il paventato ingresso tra i 12 finalisti del memori carcerario di Totò Cuffaro, già governatore della Siclia e condannato a 7 anni di reclusione per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra; e, da ultimo, in ordine di tempo, lo show montato da Busi contro Siti, contro la sua casa editrice (Dalai) e contro lo stesso Premio Strega . Sul premio letterario più prestigioso e contestato del Bel Paese, è tempo che scenda un po’ di calma, almeno fino al 4 luglio, quando – come tradizone vuole – al Ninfeo di Villa Giulia sarà decretato il vincitore di questa 67ma edizione. Stasera, intanto, la “cinquina” dei finalisti sarà presentata al Festival di Massenzio. (a.d)

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