Gli Spot di Damien Hirst e i fagioli di Raffaella Carrà

La serie degli Spot paintings realizzata da Damien Hirst conta ben 1.365 opere. Lo ha annunciato l’azienda dell’ex young british artist, la Science Ltd. Non ci dormivate la notte?

C’è qualcosa in questa vicenda che ricorda il famoso vaso di fagioli di Raffaella Carrà, un po’ per la somigliante piccolezza dei soggetti in questione – nel caso degli spot la loro misura varia da una punta di spillo ai 150 centimetri, nel caso dei fagioli di Raffa non siamo in grado d’essere così precisi – e un po’ per il peso che tanto gli Spot di Damien Hirst quanto i fagioli della Carrà hanno nella storia delle rispettive arti. Insomma, così come il famoso giochino del mezzogiorno di Rai 1 (che peraltro fu inventato da Boncompagni ndr) è passato alla storia nonostante un’intrinseca stupidità (poi in tv sarebbe arrivato molto peggio, e la grazia di madonna Carrà è ancora fonte di nostalgie) , così i contestatissimi puntini colorati del “genietto” britannico sono e restano – malgrado tutto – memorabili.

 

Sono irritanti nel loro minimalismo, e su questo non v’è dubbio, eppure nel 2011 proprio quegli Spot multicolore sono stati oggetto di una mostra totale nelle Gagosian gallery di tutta la via Lattea, accompagnati da un battage straordinario che precludeva alla grande retrospettiva di Hirst  alla Tate Modern che, nel 2012, avrebbe accompagnato le Olimpiadi di Londra.

 

Il primo quadro a pois fu realizzato da Damien Hirst nel 1986, un universo a pallini diventato poi uno dei marchi di fabbrica del pioniere della “BritArt”, espressioni minime degli elementi fondamentali di una foto (ma vanno bene anche i puntini di Seraut) che paiono fortemente contrastare con l’altro Hirst, quello “barocco” e ridondante di opere come il cranio incrostato di diamanti. “Sono da sempre un colorista, ho sempre amato profondamente il colore… voglio dire, lascio che il colore faccia il suo corso. Ecco quindi da dove nascono gli spot paintings – comporre la struttura che crea quei colori, e poi non pensarci più. Improvvisamente ho ottenuto ciò che volevo. Era semplicemente un modo per immortalare la gioia del colore“, spiegava l’artista qualche tempo fa.

Ma torniamo alla notizia. Il numero degli Spot, infatti non rimarrà fisso a 1365. James Kelly, il direttore di Science Ltd, ha confermato che “Damien sta lavorando su alcuni dipinti piatti con piccolissime macchie, tra cui un dipinto con un milione di punti, che richiederà un certo numero di anni per il completamento“. Va chiarito che il “lavoro sporco” lo fa un’ampia squadra di assistenti, Hirst ha infatti dipinto personalmente solo il primo della serie e poche decine di altri.  In autunno l’editore Other Criteria, pubblicherà un libro, un catalogo ragionato che mostrerà ciascuno di questi lavori. Diffidate dalle imitazioni. (a.d)

 

 

 

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