Firenze e Michelangelo, percorsi tecnologici sulle tracce del genio

Firenze si prepara a celebrare nel 2014 i 450 anni della morte di Michelangelo Buonarroti (1475 – 1564) con un denso programma d’iniziative, intanto ecco un percorso multimediale in tre musei

La ricostruzione digitale dei magnifici disegni a carboncino che Michelangelo eseguì sotto la Sagrestia Nuova di San Lorenzo nell’estate del 1530, sono il pezzo forte di questo michelangelo_la_stanza_segreta_giuntianticipo  di celebrazioni per l’importante anniversario. Sono ciò che resta di un momento convulso della vita dell’artista e di quella Repubblica Fiorentina che lui aveva sostenuto e per la quale s’era speso in qualità di governatore e procuratore generale delle fortificazioni. E’ un uomo in fuga in una città sotto assedio quello che a giugno del 1530 bussa alle porte del priore di San Lorenzo chiedendo rifugio. L’artista che 25 anni prima aveva infuso nel suo David tutto l’orgoglio della nascente repubblica, si ritrovava oggi, dopo molte e complesse vicende, a chiedere asilo in quella chiesa che celebrava, anche grazie alla sua stessa opera, le glorie degli odiati Medici. I frati gli aprono le porte riservandogli quella cella sotterranea di sette metri per due, dove Michelangelo, braccato dai nemici della Repubblica e dagli spagnoli di Carlo V si nasconderà per tre mesi. Quando la città cade all’artista non resta altro che fuggire, viene dichiarato ribelle ma un papa Medici lo salva, Clemente VII, che gli concede il perdono a patto che riprenda i lavori alla Sacrestia di San Lorenzo. Sa che la sua opera è irrinunciabile.

Privo di carta e con a disposizione solo bianche mura e carboncini, Michelangelo trascorre i tre mesi della sua prigionia disegnando, le pareti si colmano di fragilissime figure arrivate sino a noi grazie a una scelta di prudenza. Nel tentativo di cancellare ogni traccia di quei tre mesi, Michelangelo ricoprì con la biacca i suoi disegni, che, nascosti al mondo sino al 1975, si sono conservati in maniera pressoché perfetta. Nel novembre del 1975, durante alcuni lavori, l’allora direttore del Museo delle Cappelle Medicee, Paolo Dal Poggetto tramite alcuni saggi scoprì i graffiti che poi lui stesso attribuì a Michelangelo ricostruendo nello stesso tempo la segregazione dell’artista durante l’assedio di Firenze. I disegni sono una sorta di espressione “interiore” dell’artista che rinchiuso in quella stanza ripensava a quanto aveva visto e fatto e progettava nuovi dipinti e sculture solo in parte poi realizzati. La testa del Laocoonte che il giovane Michelangelo aveva scoperto e studiato a Roma nel 1506, alcuni studi relativi alle sculture presenti nella Sacrestia Nuova, una testa di cavallo, pensieri per la Leda, ricordi e ripensamenti sul David, quindi l‘arrovellarsi dei corpi della Sistina e una figura chinata e molto introversa che alcuni hanno interpretato come l’artista in “prigione”. Una sfilata di meraviglie preclusa al pubblico per ovvie ragioni e che torna a rivivere non sulla carta (nel 2102 Giunti ha ripubblicato e ampliato il saggio che Paolo Dal Poggetto scrisse sul ritrovamento) ma grazie alle tecnologie.

MICHELANGELO: LA STANZA 'NASCOSTA' CON DISEGNI SEGRETI

Un touch screen realizzato dal Lions Club Michelangelo di Firenze offre infatti un completo e definitivo percorso interattivo e multimediale sui capolavori del Buonarroti presenti in città.  Ai visitatori è dato così di osservare da vicino, in tutti i particolari, le sculture del grande artista e la sua unica, certa opera su tavola – il Tondo Doni della Galleria degli Uffizi – attraverso una serie di immagini e di 31 video clip, “sfogliabili” su un touchscreen, che suggeriscono le “chiavi di lettura” per ciascuna opera.

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Si tratta di un percorso virtuale monografico – ha detto la Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, Cristina Acidiniche ha richiesto una lunga progettazione, poiché l’artista inevitabilmente prescelto per primo, Michelangelo, richiede un approccio accuratissimo. Ora credo che lo strumento approntato dai colleghi sia davvero efficace!”.

Dalle tre postazioni touch screen collocate nel Museo Nazionale del Bargello, nella Galleria dell’Accademia e nella Sacrestia Nuova del complesso monumentale di San Lorenzo, i visitatori possono virtualmente creare un proprio personale itinerario e fare confronti immediati tra le opere.

Sono otto i luoghi “michelangioleschi” attraverso i quali si sviluppa il percorso: oltre ai tre già citati, vanno considerati Casa Buonarroti, l’Opera di S. Maria del Fiore, la Biblioteca Medicea Laurenziana, Palazzo Vecchio, più una sezione dedicata ad altri luoghi fiorentini di interesse legati a Michelangelo, come il Piazzale e la Basilica di Santa Croce.

Il progetto è stato realizzato per la parte video da Art Media Studio che ha dedicato una particolare attenzione ai graffiti eseguiti da Michelangelo nella stanza sotto la Sacrestia Nuova, che si possono ammirare sui totem multimediali installati presso il Museo dell’Accademia, alle Cappelle Medicee e al Museo del Bargello. (g.m)

 

 

 

 

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