Art Basel 44 ai nastri di partenza

Domani il vernissage, rigorosamente a inviti, quindi l’apertura al pubblico. Art Basel edizione 44 sarà al via giovedì 13. Quattro giorni di show per la più grande fiera d’arte del globo, che dopo la puntata a Hong Kong torna a casa

Dopo essersi “rifatti gli occhi” a Venezia, i grandi collezionisti fanno spese a Basilea. L’idea di ritrovare nella città elvetica dei quaranta musei molti degli artisti invitati in Biennale e riuscire a scoprire il riscontro del mercato è una delle molle di questa edizione numero 44. La fiera delle fiere, che pur restando luogo per esperti, collezionisti, direttori di musei, mercanti ecc. ha il vantaggio di proporre sontuosi empori visivi aperti al pubblico e un programma denso d’iniziative. Cento anni d’arte nelle vetrine più prestigiose (304 le gallerie invitate in arrivo da 39 paesi), le più avanzate tendenze d’arte di tutto il mondo e l’opera di giovani di belle speranze, a prezzi ancora accessibili, e che – se tutto andrà bene – dopo essere passata al vaglio di qualche buon curatore magari tra qualche anno finirà anche in un museo. E come elemento di curiosità supplementare un numero mai così elevato di gallerie dell’area asiatico-pacifica, tra cui, per la prima volta, galleristi delle Filippine e di Singapore.

 

Nel settore principale, Galleries, sono 238 le gallerie presenti con opere, spesso di qualità museale, a spaziare tra dipinti, sculture, disegni, installazioni, fotografie, video e riproduzioni. Uno dei settori più interessanti è Feature, che ospita veri e propri progetti curatoriali, riguardanti sia opere storiche sia contemporanee. In questa edizione 2013  vi troviamo 24 gallerie di 16 paesi. Dallo stand di Parra & Romero con opere storiche dell’artista uruguaiano Luis Camnitzer alla Leo Castelli Gallery con una selezione di opere di Robert Morris. Nello stand di RaebervonStenglin sono affiancate nuove opere dell’affermato artista Robert Kinmont e della nuova stella Kilian Rüthemann, mentre opere dell’artista brasiliana Sonia Gomes, realizzate nell’arco di oltre un decennio, si possono ammirare da Mendes Wood. Take Ninagawa propone opere storiche del pittore giapponese Tsuruko Yamazaki, mentre è imperdibile ‘Surrealism on TV‘ di Robert Heinecken, presentato da Cherry and Martin per la prima volta in Europa, mentre Herald Street propone una performance di Pablo Bronstein con quattro danzatori che, travestiti da figure famose della Rivoluzione francese, giacciono immobili su tavolacci.

 

Sempre presente il settore Statements, dedicato a nuovi artisti e nuove gallerie. Quest’anno 13 delle 24 gallerie che espongono in questo settore partecipano per la prima volta. A due artisti di questa sezione è dedicato il Baloise Art Prize. Altro classico della rassegna, la sezione Unlimited, sempre molto spettacolare, che presenta opere di grandi dimensioni e quindi la sezione Parcous, curata da Florence Derieux, direttrice del FRAC Champagne-Ardenne. Si tratta di una presentazione di installazioni e performance, a ingresso gratuito, di affermati artisti internazionali in un diverso quartiere di Basilea, quest’anno Klingental.

 

Le mostre nei musei

 

Nel corso di Art Basel, i musei di Basilea propongono sempre un’offerta ampia di esposizioni. La Fondation Beyeler ospita una grande retrospettiva su Max Ernst oltre a una mostra di opere di Maurizio Cattelan. Lo Schaulager apre i battenti dopo un triennio di lavori di restauro con la più grande mostra di opere dell’artista britannico Steve McQueen, mentre ‘The Picassos are Here!‘ al Kunstmuseum Basel propone opere di Pablo Picasso di diverse collezioni cittadine. La Kunsthalle Basel espone lavori di Michel Auder e Paulina Olowska, mentre al Museum für Gegenwartskunst la collettiva ‘Some End of Things‘ illustra la dinamicità della produzione artistica contemporanea. Il Museum Tinguely ospita due esposizioni: una grande mostra di opere di Tinguely della collezione museale e una mostra di nuove opere dell’artista lituano Zelvinas Kempinas. Il Vitra Design Museum, con ‘Louis Kahn – The Power of Architecture’, invita a visitare la prima retrospettiva dell’architetto americano da oltre due decenni. (a.d)

 

 

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