Un antico galeone inglese riemerge dalle acque di Siracusa

Nave in vista … del Settecento

In seguito ad una segnalazione da parte della Guardia di Finanza, su un fondale di cinque metri, di fronte alla spiaggia di Avola (SR), non lontano da Capo Passero, sono stati rinvenuti cinque cannoni in ferro, un gran numero di stoviglie di bordo e altre armi, e una porzione del relitto di una nave risalente al XVIII secolo.

Tra i reperti recuperati, quelli maggiormente degni di nota sono senza dubbio gli i sostegni in legno integri delle bocche da fuoco, ancora dotati di ruote.

Questo ritrovamento di assoluto rilievo storico ed archeologico, è frutto di un’attività coordinata dal Reparto operativo aeronavale delle Fiamme Gialle di Palermo e dalla Soprintendenza del Mare. Due dei cinque cannoni sono stati recuperati dai fondali e sottoposti a restauro.

È molto probabile che il contesto storico a cui far riferimento sia quello della battaglia di Capo Passero combattuta nel 1718 tra Spagnoli ed Inglesi. I motivi di tale scontro risalgono in parte all’epoca della sottoscrizione del Trattato di Utrecht del 1713, che sancì l’assegnazione della Sicilia a Vittorio Amedeo II di Savoia. L’amministrazione piemontese dell’isola provocò non pochi malumori tra il clero e i baroni siciliani, al punto da far rimpiangere la dominazione spagnola.

Intorno alla città di Avola, a quel tempo controllata dai marchesi Pignatelli Aragona Cortès (forti sostenitori del ritorno in Sicilia degli Spagnoli), si raccolse la resistenza anti sabauda. Avola divenne pertanto un punto focale dei conflitti che seguirono, al punto che fu necessario rinforzarne la cinta difensiva, eretta nel 1693.

I primi attacchi piemontesi si verificarono all’inizio di luglio del 1718, mentre un mese dopo, tra l’11 e il 12 agosto, ebbe luogo lo scontro decisivo sul mare antistante la città.

La flotta spagnola fu intercettata da una formazione di navi inglesi, intervenute al sostegno dei Piemontesi. Dalle prime scaramucce, si passò alla battaglia vera e propria proprio di fronte ad Avola, nella quale gli Inglesi ebbero la meglio.

Uno dei cannoni recuperati reca incise le lettere T e W, le iniziali di Thomas Western, l’artigiano inglese vissuto tra il 1624 e il 1707 che forgiò il pezzo d’artiglieria.

Ma un aiuto importante al tentativo di identificare correttamente la nave a cui appartenevano i cannoni, è stata possibile grazie ad un frammento di posata fabbricata a Londra.

Si tratterebbe dunque del relitto di una delle perdute il 12 agosto 1718, sicuramente inglese, ma non appartenente alla flotta militare, poiché il cannone recuperato non presenta lo stemma araldico.

Sappiamo infatti dalle fonti e dai resoconti militari che gli Inglesi si dotarono anche di quattro navi non da combattimento: un’oneraria (nave da trasporto), una nave ospedale, una tartana e una nave appoggio porta munizioni.

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