Cannes 2013, l’arrembaggio dei veterani

Roman Polanski, François Ozon, Steven Soderbergh, Paolo Sorrentino, Nicolas Winding Refn, Asghar Farhadi, Kore-eda, i fratelli Coen… tutti a caccia della Palma d’oro. Bel problema per Steven Spielberg

Sarà un’edizione del festival a dir poco intensa quella che il 15 maggio s’aprirà a Cannes. Intensa e densa, di star del firmamento cinematografico chiamate a contendersi l’ambita “palmetta”. Quella che schiude le porte a successi che sono (magari, forse, si spera) anche di botteghino (qui l’elenco dei film in gara). E così tra i 19 in concorso troviamo nomi del calibro di Roman Polanski, François Ozon, Steven Soderbergh, Nicolas Winding Refn, Asghar Farhadi, Kore-eda, i fratelli Coen, e quello di Paolo Sorrentino.

 

E ringrazia Paolo Sorrentino, la cui partecipazione sulla Croisette, data largamente per prevista, è venuta a portare un po’ di distrazione in questa Italia alla disperata ricerca di un Presidente “Essere selezionati tra migliaia di film è già un grande riconoscimento” – ha detto il regista napoletano, che a Cannes è più che recidivo. Cinque partecipazioni, e un gran premio della giuria, nel 2009 per “Il divo”. L’ultima volta è stata nel 2011 con “This Must Be The Place” «è una responsabilità e un onore che condivido con tutta la troupe, uomini e donne appassionati che mi hanno consentito di trasformare in un film quella che per me era una fantasia». (qui le anticipazioni sul film) .

 

E gioisce Valeria Golino per il suo lungometraggio d’esordio come regista inserito nella sezione Un Certain Regard, quella aperta alle sperimentazioni e si dice «fiera di essere nello stesso festival con altri film italiani fatti da grandi amici che sono anche grandi artisti» (qui le anticipazioni sul film).

 

E se Valeria Bruni Tedeschi – unica regista donna in concorso, nonché sorella di Carla Bruni  – è italiana solo a metà (nata a Torino è naturalizzata francese) e in quanto tale porta un film girato tra Piemonte e Francia Un Château en Italie, con protagonista Filippo Timi; per trovare altri nomi italiani in questo 66mo festival dobbiamo spingerci nelle proiezioni speciali, con “Stop the Pounding Heart” di Roberto Minervini, il regista già autore di “Low Tide“, presentato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nel 2012.

 

E Thierry Fremaux (delegato generale del festival) respinge al mittente le insinuazioni che la scaletta all star sia stata costruita soprattutto per non dispiacere il presidente di giuria, Steven Spielberg: “I grandi registi lavorano per grandi film” ha detto prima di annunciare la presenza più attesa di Cannes 66, quella di Steven Soderbergh. Il regista americano ha dichiarato che Behind the Candelabra, biopic del pianista gay di Las Vegas Liberace, con Matt Damon e Michael Douglas è il suo ultimo film. E così potrebbe finire la carriera come l’ha cominciata, nel 1989, con una Palma d’oro (Sesso, bugie e videotape).

 

E Roman Polanski, presenza praticamente fissa a Cannes, raddoppia, portando in concorso Venus in Fur – Venere in pelliccia, film dai risvolti molto erotici tratto dal romanzo di Leopold von Sacher-Masoch. Come proiezione speciale troviamo invece Week end of a champion.

 

E i fratelli Coen – attesissimi – tornano anche loro in competizione con Inside Llewyn Davis, storia di un cantante folk del Greenwich Village negli anni ’60, un personaggio a metà strada tra Bob Dylan e Dave Van Ronk.

 

E guai a tralasciare Takashi Miike con Wara no tate; Nicolas Winding Refn, con Only God Forgives che riunisce il regista di Drive al suo attore feticcio Ryan Gosling; e Nebraska di Alexander Payne…

 

E guai a non considerare le sorprese. Al termine della conferenza stampa, Fremaux ha lasciato intendere che altri annunci arriveranno la prossima settimana, quando saranno resi noti tutti i componenti della giuria. Il presidente è infatti conosciuto per aggiunte dell’ultimo minuto alla scaletta. (a.d)

Montée des Marches Rouges

 

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