Amici 12: il serale raccontato da Miguel Bosè

Il serale si avvicina e Miguel Bosè racconta a Tv, Sorrisi e Canzoni la sua esperienza in qualità di direttore artistico della squadra blu.

Manca poco al 6 aprile e mentre ci mette lo zampino la Pasqua, nella scuola più famosa d’Italia, il ritmo è inarrestabile e i preparativi per il serale fervono ormai da settimane. La squadra di Amici 12 è stata delineata: Maria De Filippi ha scelto due direttori artistici, uno per squadra. Da un lato, con i bianchi, Emma Marrone. Dall’altro, con i blu, Miguel Bosè.

Proprio Miguel Bosè si è aperto al settimanale Tv, Sorrisi e Canzoni e ha raccontato com’è nata questa inaspettata collaborazione con Maria De Filippi e Canale 5 e racconta anche perché all’inizio ha pensato di dire no:

“Essere il giudice di ragazzi che ti mettono in mano le loro speranze. E’ una grossa responsabilità, non me la sentivo. Gli anni sono passati, uno si fa grande, arriva la sicurezza, vanno via le paure. E poi l’anno scorso ho fatto il talent La Voz Mexico (versione messicana di The Voice,ndB) e ho capito tante cose. Difficile dire di no a Maria quando ti propone qualcosa: oltre alla sua visione della tv e alla capacità di costruire cose efficaci, c’è sempre un grande rispetto per ogni persona, l’ho visto quando sono andato ospite a C’è posta per te. Secondo me ha visto che avevo la capacità di fare questo ruolo. Queste formule si basano sui ragazzi ma anche i coach devono avere ‘argomenti”.

Quale sarà il suo lavoro per i ragazzi? Cosa vuole insegnare loro?

“I ragazzi devono capire che questo è un concorso, ci saranno delle perdite per strada, ma qui hanno la possibilità di essere in vetrina e dimostrare la loro crescita. Io lotterò per il loro atteggiamento, una carriera si può fare se uno ha l’atteggiamento giusto: lavoro, lavoro, lavoro e lavoro”.

L’Italia intera si scaglia spesso e volentieri contro i talent. Miguel Bosè cosa ne pensa?

“Mi piacciono, tutto quello che riguarda la musica è salutare, premi, festival, concerti. Visto che le oggi le case discografiche non hanno più soldi…”.

Maestro, insegnate, mentore o amico dei componenti della squadra blu?

“Inevitabilmente un’amicizia nasce, una parte emozionale viene fuori dal coinvolgimento stretto tra allievo e maestro. La cosa bella di questi programmi è che trovi della gente che non devi assolutamente cambiare, ma devi potenziare e ‘ottimizzare’. Molti di questi ragazzi sono ignari della loro dimensione”.

 

(b.p.)

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