Jeff Wall a Milano, la fotografia che ri-crea la realtà

Dal 19 marzo al 9 giugno 2013 al Pac saranno esposte le opere del fotografo canadese

E’ giunta a Milano “Actuality”, la prima imperdibile mostra retrospettiva italiana dedicata al celebre fotografo canadese Jeff Wall e curata dal critico d’arte Francesco Bonami.

Jeff Wall, classe 1946, è considerato uno degli artisti più influenti degli ultimi trent’anni. Dopo gli studi in storia dell’arte, alla University of British Columbia di Vancouver e al Courtauld Institute londinese, Wall inizia a dedicarsi alla fotografia.

Dal 1978 s’impone all’attenzione internazionale con il primo dei suoi famosi “lightbox”, The Destroyed Room. I lightbox, ovvero fotografie di grande formato e retro-illuminate e che Wall stesso spiega di aver mutuato dai grandi pannelli pubblicitari tipicamente americani, sono però solo una parte dell’ampia produzione artistica del fotografo.

Wall affronta nelle sue opere tematiche differenti, da quelle sociali a quelle di stampo più chiaramente politico. T Tutti questi temi sono presi in considerazione mantenendo uno sguardo molto simile a quello di un pittore, con il risultato che le foto di Wall sono realizzate come se fossero dei veri e propri dipinti, alcuni dei quali richiamano opere di artisti ottocenteschi quali Manet o Courbet.

Come chiarisce Bonami: “Wall è il primo dei fotografi contemporanei che ha capito che la fotografia aveva un futuro se si metteva in competizione con la pittura”. Non a caso il fotografo è stato spesso paragonato a “un pittore della vita moderna”, prendendo a prestito la famosa definizione con cui Baudelaire indicava i pittori suoi contemporanei.

All’attenzione nei confronti della realtà urbana si somma quella rivolta a scenari più drammatici che vengono ritratti narrativamente in opere come Mimic (1982) o Insominia (1994). Nel corso degli anni successivi Wall si concentra sulla concettualizzazione di aspetti della vita quotidiana quali Morning Cleaning Barcelona (1999) o In front of a Nightclub (2006).

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Tra le 42 opere esposte al Palazzo d’Arte Contemporanea di Milano ci sono anche le grandi stampe fotografiche. Una parte di queste è stata scelta tra quelle della produzione in bianco e nero, come Hillside Sicily (2007) che raffigura un paesaggio arido e inospitale. Tutte queste stampe sono il frutto di un precisissimo lavoro di costruzione in studio in cui ogni dettaglio è studiato e messo a punto dopo varie prove e shootings. Wall, infatti, è stato uno dei primi ad intervenire sulle sue creazioni con mezzi digitali riuscendo comunque a mantenere un effetto estremamente reale.

I capolavori di Wall sono stati esposti nei più importanti musei internazionali, quali l’Art Institute di chicago, il Deutsche Guggenheim di Berlino, il MOMA di New York, il San Francisco Museum of Modern Art e la Tate Modern Gallery di Londra. Durante la sua carriera Wall ha ricevuto anche diversi riconoscimenti, tra cui, nel 2003, il “Roswitha Haftmann Prize for the Visual Art”.

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