Grandi mostre. Desiderio di libertà: 70 anni d’arte in Europa, a Milano

“The desire for freedom”, la grande arte europea dal 1945 a oggi al Palazzo reale di Milano fino al 2 giugno

Per capire come s’è costruita l’idea di Libertà in Europa dal dopoguerra ad oggi bisogna varcare il muro di Berlino, superare i confini ideologici prima ancora che quelli geografici come desiresolo l’arte sa e può fare. E allora andando oltre alle ostilità passate di un continente diviso tra due blocchi di potere c’è un punto di partenza comune: l’Illuminismo e quei valori di ragione, libertà, giustizia, uguaglianza che da Est a Ovest, attraverso sistemi politici diversi, idealmente tutti i Paesi hanno perseguito. La mostra di Palazzo Reale è l’idea comune che affronta attraverso 200 opere di 94 artisti provenienti da 27 diversi Paesi europei.

Percorrendo questa mostra – ha detto l’assessore alla Cultura, Moda, Design Stefano Boericiascuno di noi non può fare a meno di entrare nell’immaginario di 94 artisti straordinari, di cercare di capire la loro idea del rapporto tra arte e politica. Ma soprattutto non può fare a meno di interrogarsi sull’idea di Europa che l’arte ci comunica. L’idea di un continente colmo di differenze di linguaggi, di individualità eppure miracolosamente unito da una corrente calda e condivisa di appartenenza a una cultura di impegno civile e sociale”. Realizzato su iniziativa del Consiglio d’Europa e con il sostegno finanziario della Commissione europea, il progetto è frutto della collaborazione internazionale di 36 Paesi membri del Consiglio stesso, che hanno coinvolto artisti, studiosi, curatori, musei, gallerie e importanti collezionisti privati.

In mostra dipinti, fotografie, disegni, video e installazioni realizzati in settanta anni da generazioni di artisti di fama internazionale si va da Damien Hirst ad Arman passando per Jannis Kounellis, Yves Klein, Richard Hamilton, Niki de Saint Phalle, Alberto Giacometti, Gerhard Richter, Christo, Mario Merz, Emilio Vedova, Yinka Shonibare, Lucio Fontana, Ilya Kabalov e artisti altri meno noti in Italia, ma di grande interesse come Boris Mikhailov e Erik Bulatov.

Non è la cronologia che conta ma l’idea, un’idea che la mostra dipana attraverso 12 sezioni dai temi fortissimi e fondamentali.

Si parte col “Tribunale della Ragione”, leggasi quelle violazioni dei diritti umani perpetrate proprio nel nome della ragione e sul cui ruolo gli artisti si interrogano;  le utopie sono protagoniste in “La rivoluzione siamo noi”, sezione ispirata all’opera omonima di Joseph Beuys del 1972; “Viaggio nel paese delle meraviglie” racconta la capacità dell’arte di Layout 1riscrivere la narrazione e rovesciare paradigmi mentre in “Terrore e tenebre” l’arte mette il visitatore di fronte al regime del terrore e alla violenza; nella sezione dedicata al “Realismo della Politica”, l’arte misura il ruolo dell’azione politica nel bilanciare gli interessi della società civile e la sua capacità (o incapacità) di risolvere i conflitti pacificamente; un’altra sezione affronta la “Libertà sotto assedio”, fragile e sempre minacciata, anche nel prossimo futuro nel nome della sicurezza; in “99 Cent” gli artisti si confrontano con il difficile rapporto tra la vita incentrata su valori immateriali e la spinta verso il consumismo; all’interno di “Cent’ anni” gli artisti fanno riferimento dell’eternità per ridimensionare il presente e accentuare l’importanza della cura dell’ambiente e delle risorse; il rapporto dell’arte con il concetto dell’abitazione, fonte di sicurezza e riparo ma anche canale di comunicazione con l‘esterno, è invece il nucleo di “Mondi di vita”; sempre sullo spazio, inteso però come “altro” dalla realtà, indaga il capitolo “L’altro Luogo”, analizzando i mondi creati dall’arte come vie di fuga, nuovi orizzonti possibili; “Esperienza di sé” e del limite entra nel merito della conoscenza dei propri limiti e dei confini tra sé e l’altro, cercando di definire cosa ci rende umani e come vorremmo essere nel prossimo futuro; con “Il mondo nella testa” la mostra chiude il cerchio testimoniando come la fonte delle nostre idee, Ragione compresa, e della conoscenza della realtà circostante è e rimane anche per l’artista la nostra mente.

GLI EVENTI COLLATERALI Per approfondirne le tematiche, The Desire for Freedom. Arte in Europa dal 1945 è accompagnata da Freedom Zone, un programma di attività ideate dall’assessorato alla Cultura, Moda e Design per ampliare i temi chiave dell’esposizione: incontri con personalità della cultura, una rassegna di film sul tema della libertà e appuntamenti con la musica. Il programma completo verrà pubblicato sul sito della mostra www.desireforfreedom.it. (g.m)

 

In programma dal 14 marzo al 2 giugno 2013, la mostra, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica italiana, è curata da Monika Flacke, Henry Meyric Hughes e Ulrike Schmiegelt, è promossa in Italia dal Comune di Milano – Cultura, Moda, Design e prodotta da Palazzo Reale, dal DHM Deutsches Historisches Museum di Berlino e da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 Ore.  Partner di questa esposizione, insieme a Palazzo Reale e al DHM di Berlino, da dove proviene, sarà l’Eesti Kunstimuuseum – Kumu Kunstimuuseum di Tallinn, dove la mostra approderà dopo la tappa italiana. Realizzato su iniziativa del Consiglio d’Europa e con il sostegno finanziario della Commissione europea, il progetto è frutto della collaborazione internazionale di 36 Paesi membri del Consiglio stesso, che hanno coinvolto artisti, studiosi, curatori, musei, gallerie e importanti collezionisti privati.

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