Mostre imperdibili. Michelangelo Antonioni, uno sguardo sulla vita e sull’arte

“Lo sguardo di Michelangelo. Antonioni e le arti”. Ferrara, Palazzo dei Diamanti, 10 marzo – 9 giugno 2013

Con Fellini, Bergman e Kurosawa, Michelangelo Antonioni (1912 – 2007) definisce il moderno cinema d’arte. Eppure la sua opera sfugge ad ogni tipo di categorizzazione.  Antonioni fa a pezzi i confini tradizionali della narrazione cinematografica, viola le regole comunemente accettate con le sue tecniche di taglio non convenzionali, la continuità spaziale e temporale interrotta, le lunghissime e malinconiche pause dove gli attori intervengono con la battuta solo molto tempo dopo. E lascia domande senza risposta, e punti della trama irrisolti, rinnegando la suspense, il sentimentalismo e tutti i “sistemi di sicurezza” cinematografici.

Antonioni sul set di Zabriskie Point © foto Bruce Davidson / Magnum Photos / Contrasto

Antonioni sul set di Zabriskie Point © foto Bruce Davidson / Magnum Photos / Contrasto

In quell’ansia descrittiva della vita moderna e dei suoi cambiamenti, in un’Italia che appare alienata e slegata, immersa in un paesaggio in continuo cambiamento interiore, il regista si sofferma sull’architettura, sullo spazio urbano, sulla scultura e gli oggetti, come a dare forma alle emozioni che lo stesso movimento della cinepresa accentua. Un universo enigmatico il suo, dove l’emozione giunge alla comprensione ben prima dell’intelletto, dove lo spazio negativo è importante quanto il positivo, il silenzio è più forte del rumore, l’assenza è palpabile come la presenza, la passività diventa una forza al pari dell’azione diretta e dove uomini e donne non vengono mai sottoposti a giudizi morali. Antonioni infine, lascia lo spettatore nella splendida nebbia dell’incertezza, e proprio come fa l’arte, dà campo libero chi guarda di sondare possibilità infinite.

In un continuo rimando tra arte e cinema, letteratura e fotografia, la mostra che celebra il maestro ferrarese nel centenario della nascita (mostra che è stata rimandata ad oggi in seguito ai cambi di programma determinati dal sisma del maggio 2012) accosta la parabola creativa di Antonioni alle opere di grandi artisti, come De Chirico, Morandi, Rothko, Pollock, Burri e Vedova.

Dalla presentazione: “Al pari di Roberto Rossellini, Michelangelo Antonioni ha contribuito al passaggio dalla vocazione realista del cinema italiano alla sua ambizione di farsi pensiero, come testimoniano Cronaca di un amore, La signora senza camelie e Il grido, contraddistinti da una scrittura cinematografica fatta di rotture, di misteri e di disgregazione. La trilogia in bianco e nero, costituita da L’avventura, La notte, L’eclisse, la sperimentazione cromatico-narrativa di Deserto rosso, i capolavori della maturità come Blow Up, Zabriskie Point, Professione: reporter e Identificazione di una donna, formano una costellazione di opere la cui forza non è stata ancora scalfita. Con film come questi egli ha sondato l’animo umano con sguardo innovatore, radiografando le inquietudini del mondo contemporaneo senza mai abbandonare eleganza e seduzione”.

Punto di partenza dell’esposizione è il patrimonio di opere, oggetti e documenti relativi alla vita e al lavoro del regista di proprietà del Comune di Ferrara: film e documentari; le sceneggiature originali, fotografie di scena, la biblioteca, la discoteca, gli oggetti personali e professionali e poi l’epistolario intrattenuto con i maggiori protagonisti della vita culturale del suo tempo, nomi come Roland Barthes, Luchino Visconti, Andrei Tarkovsky, Giorgio Morandi. E le testimonianze di chi lo ha conosciuto e apprezzato, in un allestimento che mette in scena un racconto per immagini, suoni e parole.

Kim Rossi Stuart in Al di là delle nuvole, 1995

Kim Rossi Stuart in Al di là delle nuvole, 1995

Ogni momento della mostra è attraversato da quel filo rosso rappresentato dalla fortissima seduzione dell’immagine sul regista, raccontata in un gioco di contrappunti: le leggendarie e quasi materne nebbie della bassa padana contro i deserti aridi e polverosi delle pellicole della maturità; le visioni silenziose e metafisiche della metropoli moderna alternate alle lucide premonizioni del disastro ecologico e della crisi finanziaria, sociale e ideologica. E poi l’immaginario umano, la bellezza “notturna” di Lucia Bosè in contrappunto alla solarità di Monica Vitti; l’indolenza dei suoi personaggi maschili opposta alla vitalità ribelle delle giovani generazioni. Intramontabile Antonioni. (a.d)

Lo sguardo di Michelangelo. Antonioni e le arti : Ferrara, Palazzo dei Diamanti, 10 marzo – 9 giugno 2013 Mostra a cura di Dominique Païni, organizzata da Ferrara Arte e dalle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara-Museo Michelangelo Antonioni, in collaborazione con la Cineteca di Bologna. Informazioni: www.palazzodiamanti.it

 

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