Libri, le novità di marzo

Primavera in libreria col ricordo di Tabucchi, ecco le uscite di marzo 2013

Marzo interessante in libreria. Di seguito la consueta selezione mensile (e non definitiva) delle proposte delle case editrici. Apriamo con il ricordo di Antonio Tabucchi, che moriva un anno fa, il 25 marzo 2012. Feltrinelli pubblica per l’occasione il suo ultimo libro: “Di tutto resta poco”, l’ultimo atto d’amore di uno dei più grandi autori italiani del XX secolo per la letteratura e il cinema.

 

ANTONIO TABUCCHIDi tutto resta un poco. Letteratura e cinema (Feltrinelli)

3863560E’ questo il libro a cui Antonio Tabucchi ha lavorato, fino all’ultimo, in prima persona, malgrado la malattia e da dentro la malattia, condividendo ogni dettaglio con la curatrice e la casa editrice. È una raccolta di scritti meditata, appassionante, che prende le mosse da un memorabile “elogio della letteratura”, di una letteratura capace di “ficcare il naso dove cominciano gli omissis”. È inevitabile che, a partire da lì, dalla responsabilità delle parole per arrivare alla consolazione della bellezza, Antonio Tabucchi tocchi i temi più cari e insieme ai temi le opere e gli uomini (spesso amici) che lo hanno accompagnato. Ci sono gli autori frequentati con l’assiduità dello studioso (Pessoa e Drummond de Andrade, Kipling e Borges, Cortázar e Primo Levi), quelli sondati dalla veemenza della consuetudine (Daniele Del Giudice, Norman Manea, Enrique Vila-Matas, Mario Vargas Llosa e Tadahiko Wada), quelli più giovani, illuminati da una lungimiranza severa e affettuosa. E poi ci sono meravigliose pagine sul cinema, che tengono insieme il lirico omaggio alle ali di farfalla di Marilyn Monroe e la penetrante analisi della gag sovversiva di Almodóvar. Di tutto resta un poco fa certamente parte di un lascito fondamentale, ma è anche un libro che accende l’intelligenza, la curiosità, gli entusiasmi, come ci trovassimo di fronte alla mappa di un territorio che finalmente possiamo visitare, con la complicità e la guida dello scrittore che lo ha abitato, che lo ha costruito, che lo ha custodito per noi.

 

ANDREA BAJANIMi riconosci (Feltrinelli)

3920235E’ la storia di un’amicizia tra uno scrittore giovane e uno maturo. A quello maturo la storia ha tributato quel che doveva – gli onori, i premi, la fama – però la morte gli ha sbarrato la strada all’improvviso, prima del tempo. Lo scrittore più giovane sa che è un privilegio l’amicizia dello scrittore maturo, ma il vero privilegio è l’azzurro alone di follia che quest’ultimo disegna ogni volta che trascina il più giovane dentro il nonsenso delle cose della vita. Tutto anzi prende le mosse da una straziante nostalgia per l’essere vivi, vivi di sogno, vivi di parole. E il fatto che lo scrittore maturo cominci a morire è un’ingiustizia. È un’ingiustizia che ribalta i ruoli, e chiama la morte al centro del circo. Ed è lì che si affaccia il dolore, e insieme al dolore la dolcezza del commiato, le braccia spalancate di una domanda che resta aperta. Mi riconosci è un racconto sull’amicizia, sulla libertà, e su quei legami necessari con cui la vita sorprende chi l’attraversa. Ma è anche un racconto di vita, in cui è la vita che, sottraendosi, dice che è più forte, che trionfa, sempre superstite, sempre nella luce. Mi riconosci è l’omaggio commovente, profondo e ironico, che Andrea Bajani ha voluto rendere alla memoria di Antonio Tabucchi.

 

978880620893GRAJOE R. LANDASALEUna coppia perfetta (Einaudi)

Raccolti in un unico volume, tre lunghi, esilaranti racconti che hanno per protagonista la coppia di investigatori piú strambi e amati del noir contemporaneo: Hap Collins (bianco, liberal e donnaiolo)  e Leonard Pine (nero, conservatore e gay). Da Una stagione selvaggia a Sotto un cielo cremisi, i due detective dai metodi a volte spicci ma dall’etica (a loro modo) immacolata sono passati per ogni sorta di avventura, uscendone spesso malconci, sempre ilari e innamorati della loro vita e del loro mondo. La stessa cosa che accade in queste tre novelle: Le iene, Veil in visita e Una mira perfetta. Altrettanti gioielli, nei quali Hap e Leonard devono vedersela con una banda di rapinatori senza scrupoli, con la Dixie Mafia, con gli spacciatori di crack. E con la legge, sempre meno propensa a tollerare che i casi loro assegnati finiscano regolarmente in una ridda di liti, scazzottate, sparatorie.

 

DAMIEN ECHOLSIl buio dietro di me (Einaudi)

978880621441GRA«Damien Echols ha trascorso da innocente diciott’anni nel braccio della morte. Miracolosamente, nell’incubo indescrivibile in cui è finito, ha trovato il coraggio e la forza non solo di sopravvivere, ma anche di crescere, scrivere, perdonare e capire. Il buio dietro di me è un racconto straordinario, doloroso e positivo. La storia di un’infanzia senza speranza, una pena ingiusta, una detenzione brutale e l’inizio di una nuova vita». John Grisham

Nel 1993 tre ragazzi dell’Arkansas (Jason Baldwin, Jessie Misskelley e Damien Echols) sono arrestati con l’accusa dell’omicidio di tre bambini. Il processo, celebrato in un clima di isteria collettiva, usò false testimonianze e prove incerte. Ma bisognava trovare subito un colpevole. Baldwin e Misskelley furono condannati all’ergastolo; Echols, considerato il capo del gruppo, fu spedito nel braccio della morte. Nei diciotto anni che seguirono, mentre Echols attendeva in carcere l’esecuzione della pena, che poteva essere decisa da un giorno all’altro, si consolidò un enorme movimento che lavorò per dare sostegno e riaprire il processo. Numerosissime furono le persone del mondo dello spettacolo che si mobilitarono per raccogliere fondi. Nel 2011, dopo aver preso in considerazione una serie di nuove prove, la Corte e lo Stato dell’Arkansas decisero di rilasciare i tre detenuti. Echols fu scarcerato ad agosto. Da allora vive a New York, con Lorri, la donna conosciuta e sposata durante la detenzione, che per anni ha coordinato il movimento, e ne è stata la prima scintilla.

 

imperiumCHRISTIAN KRACHTImperium (Neri Pozza)

All’inizio del Ventesimo secolo, il Prinz Waldemar è un poderoso e moderno piroscafo da tremila tonnellate che, ogni dodici settimane, proveniente da Hong Kong, solca l’oceano Pacifico diretto a Sydney, toccando le terre del protettorato tedesco, la Nuova Pomerania. A differenza delle colonie africane, quelle terre sono, per l’Impero di Guglielmo II, assolutamente superflue. I proventi della copra, del guano e della madreperla non bastano a coprire i costi di mantenimento di un possedimento cosí vasto sperduto in Oceania. Ma nella lontana Berlino si parla di quelle isole come di preziose perle iridescenti infilate in una collana. Attratti perciò dal loro irresistibile richiamo paradisiaco, avventurieri e sognatori di tutti i tipi si imbarcano ogni dodici settimane sul Prinz Waldemar verso i mari del Sud. Tra questi, un giovane uomo di venticinque anni, con gli occhi malinconici di una salamandra, gracile, mingherlino, i capelli lunghi e la barba che sfiora irrequieta la casacca senza collo.

Si chiama August Engelhardt. È vegetariano e nudista, e qualche tempo fa ha scritto un libro dall’affascinante titolo Eine sorgenfreie Zukunft, «Un futuro spensierato», e ora è in viaggio verso la Nuova Pomerania per acquistare della terra e avviare una piantagione di noci di cocco. Vuole diventare un piantatore, ma non per sete di profitto, bensí per un’intima, spirituale convinzione. Dopo un processo di eliminazione che lo ha indotto a ritenere impuri tutti gli altri alimenti, Engelhardt si è imbattuto nel frutto della palma da cocco. E ha ricavato una certezza assoluta: eleggere quel frutto, che cresce rivolto verso il sole e il fulgido Signore Iddio, a unico nutrimento non è soltanto una sana scelta alimentare, ma un modo per accostarsi a Dio e al segreto stesso dell’immortalità. Il desiderio piú grande di August Engelhardt, la sua vocazione, è perciò creare una colonia di coccovori, di mangiatori di cocco, nelle nuove terre dell’Impero.

 

3892846IGNAZIO INGRAO - Il concilio segreto. Misteri, intrighi e giochi di potere dell’evento che ha cambiato il volto della Chiesa (Piemme)

Cene, vertici notturni, salotti, riunioni riservate. E poi ancora lobby e cordate, lettere, dossier occultati e rapporti segreti. Anche Giovanni XXIII ebbe i suoi corvi: durante l’assise conciliare i traduttori fecero trapelare all’esterno documenti riservati. I giornalisti protestarono, la segretezza dei lavori era stata violata. Perché la traduzione italiana del discorso inaugurale pronunciato da Roncalli non fu fedele alla versione originale latina? La massoneria riuscì davvero a infiltrarsi nei lavori del Concilio? A cinquant’anni di distanza, il racconto dei retroscena mai svelati del Concilio Vaticano II sembra quasi una spy story in cui emergono le radici delle attuali divisioni interne alla gerarchia cattolica, ma soprattutto il “tradimento” dello spirito di rinnovamento della Chiesa desiderato da chi inventò la più grande assise di vescovi e cardinali della storia: Giovanni XXIII. 

 

3892844PALOMA SANCHEZ-GARNICA  – Il gioco segreto del tempo (Piemme)

Ernesto Santamaria è uno scrittore madrileno alla perenne ricerca della storia che potrebbe fare di lui un autore di successo. Un giorno, girovagando al mercato delle pulci, trova in una vecchia scatola la foto in bianco e nero di una coppia, accompagnata da alcune lettere d’amore. Incuriosito, inizia a indagare sulle sorti dei due innamorati, i cui nomi – Mercedes e Andrés – sono scritti sul retro, a matita, insieme a una data: 19 luglio 1936. Scoprirà che quell’immagine rappresenta uno degli ultimi momenti trascorsi insieme dai due giovani, da poco sposati, prima che lo scoppio della Guerra Civile li separasse. Di frammento in frammento, Ernesto ricomporrà i dettagli di una storia che parla d’amore e amicizia, di famiglie spezzate e destini intrecciati. E quella storia diventerà il suo romanzo: l’epopea dolorosa di un’intera nazione raccontata attraverso la vita di persone semplici; l’appassionato omaggio a un’intera generazione che ha dovuto rinunciare ai sogni di gioventù ma ha lottato con coraggio per i propri ideali.

 

LIDIA RAVERAPiangi pure (Bompiani)

Iris ha 79 anni, una figlia intelligente e antipatica che parla esclusivamente con Dio e una nipote bellissima e ignorante che trae vantaggio dalle passioni degli uomini. Vive sola ed è in ottima salute, Iris, ma quando, per risolvere una condizione di decorosa povertà ormai intollerabile, vende la nuda proprietà della casa in cui vive, per la prima volta, pensa alla morte e chiede aiuto a C., l’uomo con cui, da tre anni, prende il caffè dopo pranzo al bar sotto casa, e, certe sere, anche l’aperitivo. E’ lo psicoanalista che ha lo studio al piano terra del palazzetto di cui Iris abita l’attico. E’ una buona conoscenza, una consuetudine, quasi un amico. E’ lui che le consiglia di tenere un diario per contenere e disinnescare quei sintomi minacciosi. Iris esegue. La scrittura è stata una delle tante rinunce della sua vita. Ha pubblicato un unico fortunato romanzo, nel 1965, testimonianza scandalosa di una storia d’amore autobiografica: Iris ha lasciato marito e figlia, trasgredendo i codici inappellabili dell’epoca. La storia è finita male. Iris è tornata moglie di un uomo che non ama e madre di una figlia che non voleva. Ricominciare dopo quaranta anni le fa uno strano effetto. Prima è cauta, nomina le sue paure, aspettava, finisce per nominare anche il desiderio. E si scopre innamorata di C. L’amore è un sintomo, certo, ma siamo portati a pensare che sia una malattia giovanile. Che la vecchiaia renda immuni, indifferenti, freddi. Invece il desiderio sessuale esiste. Esiste la possibilità di innamorarsi. Contro ogni logica, contro ogni previsione Iris e C. vivranno la loro storia d’amore. Imparando a pensare corto, a cogliere l’attimo, a guardare il paesaggio attorno a loro, approfittando della luce più suggestiva. Quella del tramonto.

 

BattistaGIORNO300dpiPIERLUIGI BATTISTALa fine del giorno (Rizzoli)

Il giornalista racconta la propria esperienza del dolore e della perdita in una riflessione letteraria sulle tracce dei capolavori di Philip Roth, Martin Amis, Ian McEwan.

Pierluigi Battista è intento a un autoironico gioco intellettuale, la scrittura di una breve opera sul sesso durante la vecchiaia, quando irrompe nella sua vita la diagnosi infausta sulla malattia della moglie: tumore inoperabile al polmone. I quindici mesi che seguono sono la concretizzazione degli strazianti paradossi di una medicina che ha saputo sconfiggere l’impotenza degli anziani ma perde una battaglia dopo l’altra contro il cancro, mesi in cui l’autore sperimenta un corpo a corpo continuo con la malattia in un intrecciarsi vertiginoso di sesso e morte. In una vena autobiografica dal sorprendente respiro di romanzo, Battista si confronta con il più grande tema della tradizione narrativa contemporanea: la tensione tra desiderio e pensiero della fine, tra la realtà inesorabile della perdita e la profondità dell’amore.

 

S. SPENCER-WENDELPrima di dirti addio (Rizzoli)

La storia in prima persona di una donna colpita dalla SLA a 44 anni: un racconto pieno di vita, commovente, illuminante, che si imprime nella mente e nel cuore.

Come può sentirsi una donna ancora giovane quando scopre di avere la SLA, la sclerosi laterale amiotrofica, una malattia che lentamente la paralizzerà fino a ucciderla nel giro di qualche anno? Pensa ai figli che cresceranno senza di lei, a tutto quello che perderà… Ma Susan Spencer-Wendel, giornalista, madre di tre figli, non si abbandona alla disperazione e decide di trascorrere il tempo che ancora le rimane “in modo saggio”. Trasforma così la malattia nell’occasione per godere fino in fondo della vita e inizia una serie di viaggi con le persone più care: va con la migliore amica nello Yukon a vedere le aurore boreali; con il marito in Ungheria, dove hanno vissuto i primi tempi del matrimonio; in California a conoscere la madre naturale e a Cipro a  incontrare i parenti del suo padre biologico, che non ha mai saputo della sua esistenza; a New York con la figlia adolescente Marina a provare il vestito da sposa che non le vedrà sull’altare… Un anno alla ricerca dei momenti di felicità da afferrare finché il cuore e il corpo ce la fanno, a “seminare un giardino di ricordi” per chi resterà. Un anno le cui tappe sono raccolte in questo libro, che non è “sulla malattia e la disperazione, ma un diario… Un regalo per i miei figli perché possano capire chi ero e imparare come vivere dopo la tragedia: con gioia. E senza paura”.

 

copertina_1033ERIC-EMMANUEL SCHMITTL’amore invisibile (E/O)

Due giovani innamorati amano in segreto il bambino che non potranno mai avere. Uno stimato medico sopravvissuto ai campi di sterminio nazisti, trova la pace grazie all’amore di un cane fedele. Un uomo ama sua moglie nel ricordo del primo marito della donna. Una madre riscopre l’amore per il figlio quando qualcuno vorrà strapparglielo via. Séverine e Benjamin capiscono attraverso gli occhi di una ragazza condannata da una malattia incurabile di aver perduto l’amore di una vita. Spesso l’amore è difficile, deve aggirare le convenzioni sociali, dev’essere frutto della volontà, deve essere desiderato. Non conosciamo il disegno segreto della nostre vita, ma sappiamo che l’amore è la sua architettura invisibile. Non ci resta che cominciare a costruire.

 

nei_sogni_cominciano_02DELMORE SCHWARTZNei sogni cominciano le responsabilità (Neri Pozza)

Poeta e scrittore ineguagliabile, personaggio versatile e affascinante, nonché autodistruttivo, tanto da finire i suoi giorni solo e alcolizzato in uno squallido albergo di New York, Delmore Schwartz è a tutti gli effetti una figura leggendaria della letteratura statunitense. John Berryman e Robert Lowell gli dedicarono alcune poesie, Lou Reed, che lo ebbe come professore alla Siracuse University, gli dedicò una canzone (European Son) e Saul Bellow ne fece addirittura il protagonista del suo romanzo Il dono di Humboldt.

Con rara maestria letteraria, Schwartz affronta in queste pagine il registro onirico, come Nei sogni cominciano le responsabilità, il racconto che fornisce il titolo all’intera raccolta, dove un ragazzo assiste per incanto a un film incentrato sul primo incontro dei suoi genitori e, in un crescendo angoscioso, avverte sempre di più la necessità di entrare nelle immagini per ammonirli entrambi e convincerli a non concepire; abbraccia la satira lucida e sofferta degli ambienti intellettuali newyorkesi, tanto pretenziosi quanto vulnerabili, in Il mondo è un matrimonio e nel caustico Capodanno; schiude al lettore vivi spaccati di vita borghese, al tempo stesso ironici e commoventi, come in America! America! e in I figli sono il senso della vita. Storie che mostrano una straordinaria capacità di acutezza e sintesi oltre a uno stile incomparabile.

 

makecopertina.aspxIVAN JABLONKAStoria dei nonni che non ho avuto (Mondadori)

Ivan Jablonka, storico francese, va sulle tracce dei nonni che non ha mai incontrato. La loro vita si è interrotta molto tempo prima che la sua cominciasse: Matès e Idesa Jablonka gli sono estranei, la sua famiglia non ha mai voluto parlare del loro passato. Perseguitati come comunisti in Polonia, stranieri clandestini in Francia, ebrei sotto il regime di Vichy, hanno trascorso tutta la loro esistenza nella clandestinità, travolti dalle tragedie del XX secolo: lo stalinismo, la Seconda guerra mondiale, l’annientamento del popolo ebraico. Per scrivere il libro, Ivan Jablonka ha fatto ricerche in una ventina di archivi e incontrato numerosi testimoni in Francia, Polonia, Israele, Argentina e Stati Uniti. Un saggio in cui la sofferenza per un dramma vissuto dai propri antenati si fonde con il rigore del metodo storico. L’emozione che Jablonka ci trasmette scaturisce dalla sua tensione verso la verità: un coinvolgimento assoluto e, allo stesso tempo, la necessità di una presa di distanza dagli eventi narrati per offrire al lettore un’indagine puntuale e rigorosa.

 

G. MARIO VILLALTAAlla fine di un’infanzia felice (Mondadori)

Da qualche anno la vita di Guido sembra andare per il meglio. La collaborazione con la casa editrice Gemina, con cui aveva pubblicato un libro di alpinismo, ha portato dei successi editoriali e adesso Guido è un editor conosciuto e rispettato. Ma un giorno riceve un pacco che porta una firma familiare: Sergio Casagrande. Sergio, l’amico di giovinezza, che dopo il dramma che li ha toccati è scomparso nel nulla. Col cuore che gli batte, apre il pacco e ci trova dentro un dattiloscritto che parla proprio di loro, la loro giovinezza, il primo incontro, le prime sigarette, i giri in motorino nella campagna friulana, la caccia alle rane. Fino alla tragedia che ha segnato la fine della loro amicizia e che si sono portati dentro tutta la vita: la morte in un incidente del fratellino di Guido, un ragazzino con problemi cognitivi. Guido va avanti avidamente nella lettura. E scopre che, almeno nel libro, Sergio spia e pedina Guido da più di un anno. Sarà finzione o realtà? Villalta riflette sui rapporti tra verità, memoria e immaginazione in un romanzo metaletterario. Ma al tempo stesso non rinuncia a raccontare il secondo definitivo incontro di due amici perduti.

 

image006NICKY PERSICOSpaghetti Paradiso (Dalai)

Un praticante avvocato, Alessandro Flachi, inesperto e anche un po’ maldestro, si ritrova coinvolto nella difesa di due donne molto differenti tra loro per età ed estrazione sociale, accomunate dal fatto di essere entrambe vittime di violenza. Si dipana da qui un fitto intreccio di storie e di persone che si ritroveranno a influenzare ognuna i destini dell’altra, e a portare il protagonista a conoscere a fondo il fenomeno dello stalking e della manipolazione, in un susseguirsi di eventi che rivelerà una realtà molto diversa da quella che appariva. Alessandro rischierà più volte la vita, suo malgrado e senza voler essere un eroe, mentre accanto a lui − tra colpi di scena, ironia sottile e ribaltamenti di fronte − figure tenere e innocue come il buon vecchio Mutolo, o decise come la bellissima e tormentata Lara, mostreranno la vera forza delle persone buone, infondendo un messaggio di concreta speranza e di coraggio. Ambientato in una Puglia raccontata in modo originale, e condito da fascinose commistioni culinarie, Spaghetti Paradiso è un equilibrio di suspense e scanzonata serenità dal risultato narrativo travolgente. Nicky Persico, con questo libro, è riuscito a creare un genere narrativo unico e senza precedenti.

 

(a cura di a.d)

 

 

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