Benedetto XVI dimesso. Oggi si scrive la storia

Ci sono giornate che s’aprono nella normalità, si chiudono nella storia, oggi con le dimissioni del papa, è una di quelle

Le dimissioni di Papa Benedetto XVI sono la notizia del giorno e sarà la notizia dei prossimi tempi. Le reazioni si moltiplicano, si guarda ai perché, ai per come, le difficoltà dell’uomo si sommano alle ipotesi di chi cerca il retroscena. Chi semplicemente dice che le sue condizoni di salute davvero non gli permetterebbero di proseguire. “Sento il peso dell’incarico, lascio per il bene della Chiesa“, ha detto il papa al concistoro  di questa mattina. E ha aggiunto: “Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’eta’ avanzata, non sono piu’ adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino“. Alle 11.45 l’Ansa batteva la notizia.

La sorpresa è stata enorme, a tutti i livelli, ma di possibili dimissioni si parlò già nei mesi scorsi, ai tempi del VatiLeaks quando qualcuno paventò le dimissioni, perché il Papa sarebbe stato ostaggio delle “forze oscure” interne allo Stato pontifico. E anche per Papa Giovanni Paolo II ci fu un momento in cui si parlò di dimissioni, era quando il morbo di Parkinson avanzava inesorabilmente lasciando una mente viva e brillante a lottare dentro la prigione di un corpo ammalato.

Non è questo il momento di addentrarsi nella fantapolitica, nè di lasciarsi lusingare da suggestioni letterarie. In conferenza stampa il capo della comunicazione vaticana, padre Federico Lombardi ha spiegato che ci sarà un conclave entro marzo e che il nuovo Papa sarà certo eletto entro Pasqua, il futuro di Benedetto sarà in un convento di clausura all’interno dello Stato pontifico.

Giorgio Napolitano nel commentare la notizia ha sottolineato il coraggio dell’uomo, già, questa sembra proprio la chiave giusta in questo momento. Papa Ratzinger, dopo un pontificato lungo 7 anni e dieci mesi (aprile 2005 l’anno della salita al soglio di Pietro) ha scritto un nuovo capitolo nella storia della chiesa. Le sue dimissioni sono senza precedenti nella storia moderna, e allora sì, si plaude al coraggio. Il coraggio di scrivere la storia, quando probabilmente l’uomo vorrebbe restarsene rintanato tra i suoi libri di teologia. E si pensa a Celestino V, persino al papa immaginato da Nanni Moretti in quel film Habemus Papam che al Vaticano non è piaciuto per niente. Oggi Benedetto ha scritto la storia, lo fatto con coraggio in un giorno, l’11 di febbraio, che qualcuno vorrà colorare di segnali inquietanti. L’11 non è un buon numero neppure nella tradizione ebraica, identifica le due unità che non riescono a fondersi, l’uomo che non si unisce a Dio, l’uno più uno che non sa diventare coppia. Ma sono solo suggestioni e la storia non si fonda su di esse ma sulle scelte degli uomini, anche quando sono papi. (g.m)

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