Il mondo di Otzi si ammira a Brescia

Il museo Diocesano di Brescia ospiterà, dal 26 gennaio al 15 maggio, una mostra dedicata all’Età del Rame e alle scoperte che hanno permesso di approfondirne la conoscenza

Quello compreso tra il 3400 e il 2200 a.C. fu un millennio di fondamentale importanza per lo sviluppo dell’umanità, in cui videro la luce la ruota, l’aggiogamento degli animali per la trazione, il carro a quattro ruote, lo sviluppo della metallurgia del rame (da cui il nome del periodo storico), l’agricoltura e l’allevamento.

Molto si sa di quest’epoca, ma altrettanto resta da scoprire e definire, e l’Italia Settentrionale continua a rappresentare un terreno fertilissimo che ha restituito a più riprese preziose testimonianze che arricchiscono il nostro bagaglio di conoscenze.

A tal proposito, la scelta di Brescia come sede dell’esposizione non è casuale: proprio nel bresciano sono stati effettuati i rinvenimenti archeologici più rilevanti di insediamenti dell’Età del Rame in Italia. La necropoli di Remedello Sotto, ad esempio, a ben 128 anni dalla sua scoperta, costituisce ancora la documentazione principale per la ricostruzione di questo periodo storico in area padana.

Nell’esposizione avranno spazio anche altre suggestive testimonianze, come le famose statue-menhir che, insieme alle incisioni rupestri della Valcamonica, forniscono i dati iconografici indispensabili all’esatta comprensione dell’epoca in esame, ampiamente illustrati da alcuni originali e da rilievi a grandezza naturale.

Sarà oggetto della mostra anche la ricostruzione dell’uomo del Similaun, comprensivo dell’abbigliamento e dell’equipaggiamento dell’epoca, insieme ai risultati delle ricerche più recenti condotte sulla mummia, a partire dall’analisi del DNA, alle cause che ne provocarono la morte a 3150 mt di quota. In particolare, verranno confrontati i materiali posseduti da Ötzi (ascia in rame, cuspidi di freccia, pugnale in selce) con quelli inerenti alla cosiddetta “cultura di Remedello”.

Il percorso si concluderà con l’illustrazione dei materiali archeologici appartenenti alla cultura dei Vasi Campaniformi, documentata sempre in provincia di Brescia dalle sepolture rinvenute a S.Cristina di Fiesse e di Ca’di Marco.

La realizzazione dell’evento, resa possibile grazie alla collaborazione delle Soprintendenze, del Museo Diocesano della città e della Fondazione CAB, è promossa da un Comitato organizzatore e da un altrettanto fondamentale e qualificatissimo comitato scientifico, presieduto da Raffaele De Marinis, già docente di Preistoria e Protostoria Europea presso l’Università degli Studi di Milano e uno dei massimi esperti di archeologia e antichità italiche. Informazioni mostra: www.etadelrame.it (Matteo Trucco)

 

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