Google e la mente del mondo, un inquietante documentario

Un piano segreto di Google per dominare il mondo? Tra crederci e non crederci c’è di mezzo un documentario: “Google and the World Brain”, selezionato al Sundance Festival

E’ la storia del piano più ambizioso mai tentato su Internet: il progetto di Google di scansionare tutti i libri del mondo e creare – questo il vero nodo del film –  non solo una gigantesca biblioteca digitale ma una più alta forma di intelligenza.

Ma ecco che Internet da sogno di libertà si trasforma in incubo, un ideale di democrazia che cambia pelle trasformandosi nel mostro che fagocita il sapere universale e lo restituisce come e quando vuole. E’ lo scenario inquietante che  Ben Lewis, già documentarista per la BBC, lascia intravedere in “Google e la mente del mondo”, film prodotto dai catalani di Polar Star.

La profezia è datata 1937. E’ in quell’anno che lo scrittore di fantascienza Herbert George  Wells immagina la creazione di un “cervello del mondo” che contenga tutta la conoscenza del pianeta e che sia accessibile a tutta l’umanità. Questa onnisciente entità andrebbe a sostituire gli stati nazionali e i governi e tale sarebbe la quantità di informazioni in suo possesso che potrebbe controllare ogni essere umano.

Il parallelo è persino scontato. Oggi questo “cervello mondiale” può essere assimilato a Internet. Wikipedia, Facebook, Baidu in Cina e altri motori di ricerca stanno cercando di costruire il loro “cervello del mondo”, ma il progetto di Google Books pare avere una portata superiore.

 

E’ il 2002, Google inizia la scansione dei libri per la sua biblioteca universale. A questo scopo il gigante di Mountain View firma un accordo con importantissime biblioteche universitarie ( Michigan, Harvard e Stanford in America, la Bodleian in Gran Bretagna e la Biblioteca Nazionale di Catalogna in Spagna), ma l’obiettivo – dice Lewis –  “non era solo quello di creare una gigantesca biblioteca globale, ma di utilizzare tutta questa conoscenza per uno scopo più alto e più segreto: sviluppare una nuova forma di intelligenza artificiale”. Google s’appresta a scansionare 10 milioni di libri, ma c’è un grosso problema: sei milioni di titoli sono coperti da diritto d’autore. Comincia una campagna globale contro Google portata avanti da autori, editori e bibliotecari occasionali; poi nel 2005 la Authors Guild of America e l’Associazione degli editori americani intentano causa, Google si attiva per cercare una transazione che nel 2008 viene formalizzata. I risvolti sono “drammatici”: Google Books può diventare il più grande negozio al mondo di libri; l’azienda ha il diritto esclusivo di vendere le scansioni di tutti i “fuori stampa” ma in libri protetti da copyright. In breve, Google acquisisce il monopolio della maggior parte dei libri pubblicati nel XX secolo. La biblioteca di Harvard ritira il suo appoggio, i governi tedesco e francese sono contrari al piano, numerosi autori si oppongono alla “scansione” mentre il Dipartimento della Giustizia americano inizia un’investigazione antitrust. Nel 2011 la giustizia americana invalida la transazione, da quel momento Google ha firmato accordi individuali con molti editori per consentire di mostrare parti dei loro libri on-line con link a siti web. Il piano generale di creare un archivio esclusivo è stato arrestato, anche se la digitalizzazione per la biblioteca universale continua. E oggi, la Authors Guild ha citato in giudizio Google per un 2 miliardi di dollari di danni per la scansione di libri protetti da copyright. Alla fine, un esercito di autori ha sconfitto una delle aziende più potenti del mondo.

Siamo scampati ad un pericolo?

Nel film la storia di Google Books  va inserita nel tessuto più ampio di Internet, con i suoi problemi di data-mining e privacy, download e diritto d’autore, di libertà e sorveglianza. Lewis, che ha girato il film in tutto il mondo saltando tra America, Cina, Giappone, Germania, Messico, Francia, Spagna racconta la storia attraverso vicende personali. C’è l’autore giapponese che ha presentato una denuncia penale contro Google Books; l’accademico di Harvard, che inizialmente aveva accolto con entusiasmo il progetto ma in seguito è diventato tra i più convinti oppositori, c’è il direttore della Biblioteca Nazionale di Francia e ci sono gli autori coinvolti nella lotta contro Google libri, tra cui Charles Seife, Roland Reuss e l’autrice di best seller cinese Mian Mian, assieme a molti altri protagonisti – a volte loro malgrado – della vicenda. Vicenda i cui risvolti vanno ben oltre il caso giudiziario, ma che induce a riflettere sull’impatto di Internet. Il film vuole dimostrare che la Rete non è semplicemente la tecnologia utopica in grado di diffondere la democrazia, la libertà, l’informazione e la cultura che tanti di noi hanno creduto a lungo che fosse. Nonostante gli innegabili benefici, Internet allo stesso tempo mina le libertà civili, i liberi mercati e persino i diritti umani, mentre si assiste ad una concentrazione del potere e della ricchezza nelle mani di nuovi potenti monopoli sui quali si ha ben poca influenza. “L’umanità si trova ora a un bivio”, è l’ammonimento di Lewis. “O siamo in grado di prendere provvedimenti per garantire che tutte le informazioni e le conoscenze che Internet sta fornendo ci servono, oppure possiamo rimanere consumatori passivi, e attendere che tutte queste informazioni prendano il controllo su di noi. Qualunque cosa facciamo nei prossimi anni, stiamo plasmando la società per i secoli a venire”.

Scrive Lewis nelle note di regia: “Per tre anni, ho riflettuto a lungo su come fare un film su Internet. La Rete è un fenomeno unico, senza precedenti nella storia. E ci ha portato molte cose meravigliose – l’accesso immediato a tutti i tipi di informazione, cultura e comunità. Ma sono anche rimasto colpito dal modo in cui Internet prendere cose da noi, senza chiedere – e per lungo tempo, nessuno è sembrato che lo avesse notato. Volevo fare un film che avvertisse il pubblico dei pericoli, così come del paradiso di Internet. […] Vi è una combinazione rara in questo film di ieri e di domani. Una libreria è un repository del passato. Internet è la tecnologia del futuro. Due mondi si scontrano in questa storia che evoca l’alba drammatica di una nuova era tecnologica per l’umanità, ma che potrebbe avere il suo prezzo”. (g.m)

 

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