New York. Moma, Met, Guggenheim: le mostre più belle del 2013

Un motivo in più per regalarsi una “puntata” a New York: ecco il meglio che i tre musei principali della “grande mela”, i tre giganti, propongono in questo 2013

MoMA DA CAPOGIRO  (www.moma.org)

 

Inventing Abstraction: 1910–1925 (fino al 15 aprile). Il Museum of Modern Art celebra i cento anni dell’astrattismo con una sfilata di opere fondamentali: dalla Composizione V di Kandinsky, il più ambizioso tra i suoi primi lavori astratti; a una sequenza di dipinti di Mondrian che traccia lo sviluppo del suo lavoro dal famoso albero del 1912 ad un gruppo di eccellenti primi dipinti neo-plastici; e poi opere di Malevich  e un esperimento di Picasso datato 1910. Qui per approfondire.

 

Le Corbusier. Marseille, model of the superstructure showing the surrounding country.  © 2012 Artists Rights Society (ARS), New York / ADAGP, Paris / FLC

Le Corbusier. Marseille, model of the superstructure showing the surrounding country. © 2012 Artists Rights Society (ARS), New York / ADAGP, Paris / FLC

“Le Corbusier: un atlante del paesaggio moderno” (9 giugno – 23 settembre). Si tratta di una delle  più complete mostre sul lavoro di Le Corbusier (Charles-Édouard Jeanneret, 1887–1965) mai realizzata. Attraverso la sua attività di architetto e interior designer, di artista, urbanista, scrittore e fotografo, la mostra analizza come Le Corbusier abbia interagito con il paesaggio.

 

Edward Hopper - House by the Railroad. 1925. The Museum of Modern Art, New York.  © The Museum of Modern Art, New York, Digital Imaging Studio

Edward Hopper – House by the Railroad. 1925. The Museum of Modern Art, New York. © The Museum of Modern Art, New York, Digital Imaging Studio

“American Modern” (11 agosto – 27 gennaio 2014). Realizzata con opere della collezione del MoMA, la mostra lancia uno sguardo sull’arte americana tra il 1915 ed il 1950, specchio di società in rapido cambiamento. Tra dipinti, disegni, stampe, fotografie, sculture, e film, la mostra riunisce alcuni dei capolavori più celebri del museo e soprattutto li contestualizza nel momento storico – sociale. In esposizione opere di George Bellows, Stuart Davis, Edward Hopper, Georgia O’Keeffe, Charles Sheeler, Alfred Stieglitz, Andrew Wyeth e molti altri.

 

René Magritte, The Lovers, 1928.  © 2012 C. Herscovici, Brussels / Artists Rights Society (ARS), New York

René Magritte, The Lovers, 1928.  © 2012 C. Herscovici, Brussels / Artists Rights Society (ARS), New York

“Magritte: il mistero dell’ordinario 1926–1938” (22 settembre – 12 gennaio 2014). La mostra si concentra esclusivamente sugli anni dell’innovazione surrealista di René Magritte, creatore di alcune delle immagini più straordinarie del 20 ° secolo. A partire dal 1926, quando Magritte comincia a creare dipinti che, nelle sue parole, “sfidano il mondo reale” e giungendo al 1938, un momento storico e biografico significativo, di poco precedente lo scoppio della seconda guerra mondiale. La mostra ripercorre in definitiva le strategie centrali e i temi del periodo più creativo e sperimentale nella prolifica carriera dell’artista.

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. METROPOLITAN: CLASSICO CON BRIO  (www.metmuseum.org)

Matisse_featuredMatisse, cercando la vera pittura” (fino al 17 marzo 2014). Sessanta opere magistrali che indagano l’essenza della ricerca pittorica di Matisse. Per Matisse, il processo di creazione non era semplicemente un mezzo per raggiungere un fine, ma una dimensione della sua arte importante come il dipinto finito, da qui la necessità di incoraggiare il pensiero dipingendo opere in coppie, trii, e serie.

Impressionism_teaser

Impressionismo, moda e modernità” (26 febbraio, 27 maggio). La mostra svela il ruolo, importante, della moda nella pittura impressionista e lo fa attraverso un’ottantina di opere dei maestri. Sullo sfondo la Parigi tra il 1860 ed il 1880, la città che si apriva alla modernità e si confermava capitale dello stile. Da Manet, Monet, Renoir a Baudelaire, Mallarmé, Zola, l’allure della modernità sedusse una generazione di artisti e letterati lasciando un’eredità immortale.

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. GUGGENHEIM, TRA PRESENTE E FUTURO (www.guggenheim.org)

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Zarina: carte come pelle” (15 gennaio – 21 aprile) – Questa retrospettiva dell’indiana naturalizzata americana Zarina Hashmi è la prima esplorazione completa nella carriera di questa artista che ha cominciato il suo percorso negli anni ’60.

Murakami Saburō
Passing Through, 1956
© Makiko Murakami and the former members of the Gutai Art Association, courtesy Museum of Osaka University

Murakami Saburō
Passing Through, 1956
© Makiko Murakami and the former members of the Gutai Art Association, courtesy Museum of Osaka University

Gutai: sottofondo splendido” (15 marzo – 25 maggio) – Una retrospettiva su Gutai, il più importante movimento d’avanguardia giapponese dal dopoguerra. La mostra mette in evidenza la straordinaria carica innovativa del gruppo, esaminandone le strategie culturali, sociali e politiche nel contesto di un Giappone che si ritrovava e che trovava un rapporto con l’Occidente negli anni e nei decenni successivi alla Guerra. Pittua, arte concettuale, performance, installazioni, video, sound art e mail art: gli artisti di Gutai non si  ponevano limiti.

Danh Vo
Tombstone for Phung Vo, 2010
Photo courtesy the artist and Isabella Bortolozzi Galerie, Berlin

Danh Vo
Tombstone for Phung Vo, 2010
Photo courtesy the artist and Isabella Bortolozzi Galerie, Berlin

Hugo Boss Prize (15 marzo – 25 maggio). Il Guggenheim presenta le opere dei finalisti del premio Boss, assegnato quest’anno al vietnamita Danh Vo. Nato nel 1975 a Bà Ria, l’artista è stato scelto da una giuria internazionale composta da importanti curatori tra un gruppo di sei finalisti, che comprendeva: Trisha Donnelly, Rashid Johnson, Qiu Zhijie, Monika Sosnowska, e Tris Vonna-Michell. “Abbiamo scelto di assegnare il Premio Hugo Boss 2012 al Danh Vo in riconoscimento degli effetti vivaci e influenti che ha esercitato sulle correnti dell’arte. Il lavoro sicuro e sottile di Vo esprime una serie di preoccupazioni urgenti relative all’identità culturale, alla politica, e alla storia, evocando questi temi con mutevoli forme poetiche che attraversano il tempo e la geografia. Quest’anno l’Hugo Boss Prize è stato rappresentato da un gruppo eccezionale di artisti, e vogliamo elogiare tutti e sei i candidati per la forza e l’originalità delle loro pratiche“. (qui per approfondire)

James Turrell
 - Rendering per l'installazione al Solomon R. Guggenheim Museum, New York, 2012
Artificial and natural light
 - Rendering created by Andreas Tjeldflaat

James Turrell
 – Rendering per l’installazione al Solomon R. Guggenheim Museum, New York, 2012
Artificial and natural light
 – Rendering created by Andreas Tjeldflaat

James Turrell (21 giugno – 25 settembre) – In trent’anni è la prima mostra che New York dedica a questo maestro della luce e della percezione, del colore e dello spazio. Nella celebre rotonda disegnata da Frank Lloyd Wright un’installazione che reinventa l’iconica architettura. Ri – orientando le esperienze dei visitatori della rotonda dall’alto verso il basso, la mostra dà forma all’aria e alla luce che occupano il vuoto centrale del museo, proponendo un’esperienza completamente nuova del palazzo. Altri lavori di tutta la carriera dell’artista saranno esposti nelle gallerie di livello. E non è tutto, ma ne riparleremo (a.d)

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