Circa cinquanta opere – in tecnica mista su carta – raccontano, con un segno che evita ogni elemento descrittivo, l’attesa spaventosa di una fine insensata e feroce. Lorenzo Canova è il curatore della mostra: «L’orrore descritto viene “rappresentato” in immagini crude e simboliche, le quali riportano alla memoria tutto il dolore senza possibilità di racconto. Il colore è una macchia dolente come ferita non rimarginata. In questi spazi, reali e allo stesso tempo allucinati, il pittore colloca quindi i suoi personaggi senza volto e spesso anonimamente in fila, incolonnati da un sistema malvagio. Proprio di quell’attesa, simbolicamente, il pittore ha voluto tracciare la memoria dipinta, come se quell’attesa fosse il solo momento rappresentabile di un evento storico che trascende ogni limite arrivando alle soglie dell’indicibile, nonostante la necessità ineludibile di conservarne le testimonianze e la verità storica».
Alla Casa della Memoria e della Storia fino all’11 gennaio 2013. www.casadellamemoria.culturaroma.it ; http://casamemoria.wordpress.com
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