L’Urlo di Munch, il quadro dei record, in mostra a New York

Battuto all’asta nei mesi scorsi per la strabiliante cifra di 120 milioni di dollari, l’Urlo di Edvard Munch sarà eccezionalmente esposto al MoMA di New York per sei mesi, a partire dal 24 ottobre prossimo. Ad accompagnarlo una selezione di disegni ed opere grafiche in arrivo dal Munch Museum di Oslo e risalenti allo stesso periodo

Resta sconosciuto il nome del ricco collezionista che lo scorso maggio fermò a 107 milioni di dollari (divenuti 120 con le tasse) il martelletto del battitore di Sotheby’s. Ma è grazie a quell’offerta che il pastello datato 1895 de L’Urlo di Munch è diventato l’opera d’arte più costosa mai battuta ad un’asta, l’unica versione di quest’immagine, che è fondamentale nella cultura moderna, a trovarsi ancora in mano ad un privato. Le tre altre versioni, dipinte tra il 1893 ed il 1910 sono nelle collezioni di musei norvegesi. E’ un privato, dunque, il ricco quanto misterioso collezionista che ha generosamente concesso il prestito al Museum of Modern Art. “In qualità di immagine iconica, L’Urlo ha raccolto l’attenzione in tutto il mondo per la sua rappresentazione cruda della condizione umana“, ha detto Glenn D. Lowry, direttore del Museo newyorchese. “Per i visitatori del Museo, sarà una rara opportunità di vedere questa straordinaria opera d’arte.” “Il potere sorprendente del lavoro originale di Munch è duraturo quasi a dispetto dell’attuale immagine d’ubiquità“, osservano Ann Temkin e Henry Kravis (capo curatore della sezione Pittura e Scultura del museo), che stanno organizzando l’installazione: “Ma la sottigliezza e la complessità visiva di questa composizione non possono essere riassunte in un cliché.”

L’inquietante figura calva che dal ponte lancia il suo urlo sotto un cielo giallo-arancio ha catturato l’immaginazione popolare fin dai tempi della sua realizzazione. L’immagine fu originariamente concepita da Munch come parte della serie epica Fregio della vita, che esplora la progressione della vita moderna, concentrandosi sui temi dell’amore, dell’angoscia e della morte. Particolarmente interessato alla rappresentazione espressiva delle emozioni e delle relazioni personali, Munch è stato associato allo sviluppo internazionale del simbolismo e riconosciuto come un precursore dell’espressionismo del XX secolo. E se sono in tanti a considerare troppo brutta e sgraziata la sua opera per riconoscervi un capolavoro, innegabile è la sua forza straordinaria, un moto di violenta espressione interiore che nella sua oggettiva bruttezza pare moltiplicarsi.

A New York, intanto, fervono i preparativi, la sicurezza al museo sarà estremamente rigorosa visto che l’Urlo, oltre ad essere una delle immagini più riconoscibili mai dipinte è anche quella che ha subito maggiori tentativi di furto.  Due versioni, quella del 1893 e quella del 1910 sono state rubate due volte, la prima nel 1994, quando due ladri hanno fatto irruzione nella Galleria Nazionale della Norvegia, a Oslo, fuggendo col dipinto poi recuperato illeso nello stesso anno. L’altra versione è stata prelevata assieme ad una Madonna, sempre dello stesso artista, nel 2004 da uomini armati e mascherati dal Museo Munch. Entrambe le opere sono state poi recuperate due anni dopo.

Prima di mettere all’asta il pastello, nella scorsa primavera, Sotheby lo ha esposto a Londra per cinque giorni e più di 7.500 persone sono passate attraverso i severi controlli al body scanner per vederlo. Quando poi è giunto a New York, la casa d’aste ha limitato per ovvie ragioni di sicurezza la visione ai soli clienti. Al MoMA si stanno attrezzando per affrontare eventuali accessi record, se la situazione lo richiederà, ha detto il direttore Lowry al NYT  “potremmo essere costretti ad emettere biglietti a tempo“. (a.d)

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