Senza intenti esplicitamente didattici, né l’intenzione di chiarire chissà quale aspetto insondato dell’arte di Andy Warhol, nella mostra – allestita in quegli ambienti suggestivi che di per sé meritano una visita – invita piuttosto a ripercorrere, attraverso opere perfettamente incasellate nell’immaginario collettivo, l’ispirazione warholiana, il suo essere perennemente in bilico tra critica e presa d’atto della mitologia contemporanea.
Le serigrafie in mostra, tutte provenienti da collezioni private italiane sono quelle fondamentali: c’è Marilyn, mito di bellezza e successo, la lattina di zuppa Campbell a evocare la libidine consumistica; i simboli tragici, come la sedia elettrica. E poi la serie dei Flowers, una riflessione sulla vita e sulla morte (secondo Ronnie Cutrone) e ancora, l’esplosione terribile e meravigliosa del Vesuvio, tentativo di evocare ed esorcizzare le potenze devastatrici della terra; la serie fu realizzata nell’85 in occasione di un soggiorno napoletano di Warhol e grazie al gallerista Lucio Amelio. Per finire i simboli del potere, come Falce e Martello, Dollar Sign…
Summer Pop. Omaggio a Andy Warhol, è, per concludere, il titolo del programma degli eventi collaterali alla mostra. Tutte le informazioni su: www.warholotranto.it

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